Cesare Deve Morire: prime critiche per i Taviani dopo Berlino 2012


Lo scorso sabato Paolo e Vittorio Taviani, classe 1931 e 1929 sono riusciti a far parlare del cinema italiano in tutta l’Europa, ricevendo il premio principale, l’Orso d’Oro, al festival del cinema di Berlino, con la pellicola Cesare Deve Morire. Si è trattato di un riconoscimento tornato in Italia dopo 21 anni. La stampa nazionale ovviamente, sta esultando per quello che è a tutti gli effetti un risultato insperato, ma va detto che fuori dai nostri confini, la pellicola, non è stata accolta in modo unanimemente positivo. I giornali stranieri, anzitutto, a differenza dei nostri, hanno dato la pellicola per favorita fin dall’inizio del festival; la proiezione poi è stata raccontata come molto emozionante, con tanto di standing ovation finale.

Un giornale mai troppo tenero, quando ha a che fare con gli italiani (in generale ed in qualunque caso), Der Spiegel, parla di scelta conservatrice. Il Guardian, britannico, è più moderato e parla di un giudizio sul film non unanime. Sono i francesi di Liberation ad essere decisamente più caustici, prendendosela col presidente di giuria, Mike Leigh, a loro dire troppo generoso e con l’intera manifestazione in terra tedesca che sembra specializzata nell’ignorare i film migliori che vengono presentati.

C’è da dire però che i registi, soddisfatti dell’affermazione, non sembrano molto preoccupati dei giudizi critici. I Taviani sono stati decisamente entusiasti di quanto ottenuto ed hanno soltanto voluto ringraziare la giuria, mandando anche un pensiero ai detenuti. Non gli si può dar torto. Il loro ultimo premio su questo livello arrivò nell’ormai lontano 1977, la Palma d’Oro a Cannes, per il film Padre Padrone. Superati gli 80 anni si sono tolti una grandissima soddisfazione, portando in gara un film estremamente coraggioso per gli standard del nostro cinema. Nella speranza che, pur da decani del nostro cinema, riescano a fare gli apripista.

Cesare Deve Morire: prime critiche per i Taviani dopo Berlino 2012

Continua: Festival Berlino 2012: vincono i fratelli Taviani