Cesare Deve Morire: il film dei Taviani da Berlino 2012 alle sale italiane


E’ arrivato ieri nelle nostre sale Cesare Deve Morire, un film di Vittorio e Paolo Taviani. Un documentario, tanto ben riuscito da aver vinto l’Orso d’Oro per il miglior film al Festival de Cinema di Berlino; onorificenza inattesa e che alcuni leggono come un tentativo, un inizio di rinascita del cinema italiano (anche se ad altri sembra soltanto un’eccezione alla regola).

Questa pellicola, decisamente coraggiosa, ha conosciuto come ingrediente principale il coinvolgimento dei carcerati nel braccio di massima sicurezza del carcere di Rebibbia, a Roma. Questi detenuti sono parte di un laboratorio teatrale, gestito dal regista Fabio Cavalli e sono mostrati mentre organizzano prove per portare sul palcoscenico del carcere il Giulio Cesare di William Shakespeare. Tra teatro e realtà, la rappresentazione diventa il pretesto per raccontare la quotidianità della vita carceraria.

Arrivare a rappresentare un’opera tanto importante fa sì che il percorso sia accidentato, con vari ostacoli da superare per i protagonisti. C’è inizialmente una selezione, poi si tenta di farli avvicinare al testo ed al particolare linguaggio dell’Immortale Bardo. E così, durante tutto questo, impariamo a conoscere Giovanni-Cesare, Salvatore-Bruto e gli altri attori: la pellicola non fa mistero dei loro precedenti crimini. Ma ci da anche modo di scoprire il loro modo di vivere la scena, come si sentono dopo una giornata di prove, le rivalità inevitabili che mettono a rischio lo stesso svolgimento dello spettacolo e l’ansia per la prima, da parte di chi, bene o male, ha profuso in questa attività tanta energia.

Dopo i riflettori e gli applausi però si torna in cella.

Cesare Deve Morire: il film dei Taviani da Berlino 2012 alle sale italiane

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