Allenare la mente per vincere: Ford e la ricerca sul cervello


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Quanto influisce sulla prestazione la condizione mentale di un pilota durante una gara? Perché tenere sotto controllo solo l’idratazione e i parametri vitali di uno sportivo professionista dentro ad un auto da corsa e non valutare le sue attività celebrali?

Che si tratti una prestazione ad altissimo livello o un colloquio di lavoro, la nostra mente sembra lavorare sulle stesse aree del cervello: la scoperta arriva direttamente da uno studio condotto in collaborazione con i neuroscienziati della King’s College di Londra.

Come tutti sappiamo la mente gioca un ruolo fondamentale per uno sportivo: da tempo i più grandi piloti, e gli sportivi in generale, hanno un mental coach capace di aiutare questi grandi atleti non solo prima delle gare, ma durante tutto il loro percorso d’allenamento.

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Ford, convinta di poter migliorare questo aspetto, ha deciso di investire su una ricerca come quella promossa dal King’s College: la ricerca aveva lo scopo di individuare come migliorare le proprie performance, agendo esclusivamente solo sulla mente.

 

Lo studio, intitolato “The Psychology of Performance“: durante i test il cervello dei partecipanti è stato monitorato grazie a un auricolare EEG (elettroencefalogramma), auricolare inserito nell’orecchio sia di persone comuni che piloti Ford.
Il test ha sottoposto i partecipanti a un’esperienza unica in un simulatore d’auto che, attraverso la realtà virtuale, metteva sotto pressione la mente dei prescelti, valutandone concentrazione e reattività.

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Testimonial d’eccezione piloti pluridecorati come Andy Priaulx che ha così commentato l’esperienza

Prima non avevo mai vinto una gara in circuito. L’anno seguente ho vinto 13 gare su 13 dalla pole position. Mi sono dato questi strumenti con cui giocare e mi ha aiutato a diventare un pilota più completo

Il campione ha poi proseguito

“I piloti da corsa non nascono per forza di cose con questa abilità; il nostro esperimento ha dimostrato che un semplice allenamento mentale prima di un compito può aiutare chiunque a migliorare la concentrazione e ignorare le distrazioni, rendendole più efficaci nel compito da svolgere. ”

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Grazie ad alcuni semplici esercizi mentali il pubblico non professinista è riuscito a migliorare le proprie performance fino al 50%, offrendo ai ricercatori molto materiale su cui lavorare.

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