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Le novita' di Windows 7
Le novita' di Windows 7
La personalizzazione, spiega Salmistraro a Punto Informatico, era una delle richieste più frequenti nel feedback ricevuto su Vista: ma la sua presenza non è mai stata in dubbio, visto che "toglierlo del tutto può essere imprudente: oggi molti software cercano di installarsi nella macchina con qualche trucco, che l'utente abbia qualcosa che lo avvisi male non fa. Meglio una conferma in più che una formattazione". E la cosa fa felici anche gli amministratori di sistema, che oltre a UAC avranno a disposizione anche altri strumenti per gestire al meglio i propri parchi macchine.
Tra le altre, una delle più interessanti è Direct Access: "Dà la possibilità di arrivare tramite Internet, attraverso un server equipaggiato con Windows Server 2008R2, a contenuti della rete interna di un'azienda come se ci si trovasse fisicamente nella intranet ma senza l'ausilio di una VPN". Una funzione che Salmistraro giudica utile per gli utenti mobili, sempre più frequenti nel panorama aziendale, che dovrebbe lasciare inalterata la questione sicurezza ma che risolve il problema di IP fissi e dedicati tipici di chi utilizza oggi una VPN.
Con lo stesso meccanismo, gli admin possono pure gestire da remoto le policy delle singole macchine: si può decidere per il push anche a distanza degli aggiornamenti ritenuti critici, in modo da garantire la sicurezza dei dati e delle macchine aziendali, il tutto con una flessibilità di configurazione che viene definita pressoché totale. Sempre in tema di sicurezza, BitLocker (vale a dire il sistema di cifratura dei volumi già presente in Vista) ora funziona pure su dispositivi mobili e può proteggere il contenuto delle chiavette flash USB, dischi esterni e così via.
Sul piano delle prestazioni, invece, BranchCache è il nome affibbiato ad una sorta di "gateway intelligente" sempre basato su Windows Server 2008r2: i computer della sede remota accedono a un file disponibile sui server della sede centrale, e il primo che scarica il file lo colloca in una sorta di "cache locale trasparente". Chi in seguito tenta di accedere allo stesso file lo preleverà dalla stessa cache, risparmiando banda e aumentando le performance di download: se il file ha dimensioni importanti, il risultato è accorciare drasticamente i tempi di overhead.
Infine, un certo lavoro è stato portato a termine sul piano della compatibilità con applicazioni precedenti all'era di Vista: "Uno dei crucci maggiori di Vista è il discorso della compatibilità con software sviluppato per XP - spiega Salmistrano a Punto Informatico - Per risolverlo una delle soluzioni sarebbe stata la creazione di ambienti virtuali, invece abbiamo introdotto (grazie all'acquisizione recente di una tecnologia apposita) la possibilità di far girare in virtuale solo l'applicazione in questione: il reparto IT costruisce una specie di pacchetto che comprende l'applicazione e che a quel punto viene lanciata in una sorta di shell. È una funzionalità importante, che aumenta la possibilità delle aziende di mettersi al passo coi tempi senza affanno".
L'obiettivo evidente, e lo conferma direttamente Salmistraro, è quello di mettere le aziende (e pure gli utenti finali) a proprio agio e offrire loro le condizioni più agevoli per fare il grande salto da XP (o da versioni ancora precedenti di Windows) a Seven: "Secondo la nostra esperienza, le aziende hanno incontrato le maggiori difficoltà con la compatibilità delle applicazioni - spiega - Il grosso blocker è stato soprattutto il parco applicazioni che giravano su XP e che si faceva fatica a portare su Vista, non tanto la questione hardware o Vista in quanto Vista".
E quindi Microsoft sta cercando anche di sensibilizzare il settore enterprise sulla questione ciclo di vita del software: "Le applicazioni scritte per XP, nel 2001, sono evidentemente applicazioni vecchie, scritte con tecnologie superate e che conservano vulnerabilità peculiari - continua Salmistraro - Le aziende stanno capendo che si stanno mettendo da sole in una situazione difficile, con per di più il supporto a XP che va a morire: noi stiamo realizzando dei seminari per spiegare loro come fare per riuscire a migrare il loro software ai nuovi framework, a renderli più gradevoli, sicuri e performanti. Abbiamo preso delle aziende campione per fare dei test, in modo che siano poi loro a trasmettere alle altre la loro esperienza e far sì che questa conoscenza sia disponibile al rilascio di Seven".
Il problema, ribadisce, è la lentezza con la quale soprattutto le imprese italiane adottano e implementano le nuove tecnologie: "Abbiamo una difficoltà endemica, come altrove ma in Italia il problema si acuisce, che consiste nella lenta introduzione di nuove tecnologie nel contesto produttivo: ci sono imprese che utilizzano software vecchi di oltre 15 anni, e se non succede qualcosa di tragico quella roba non viene messa in discussione fino a che non smette di funzionare". Il problema, in definitiva, è sempre lo stesso: "Dipende anche da noi, noi italiani difficilmente decidiamo di investire in tecnologia: ma questo comporta - conclude - che altre nazioni europee, e penso alla Germania, alla Francia e al Regno Unito, ci abbiano superato di almeno un paio d'anni in fatto di modernità".
a cura di Luca Annunziata
punto-informatico.it
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23-04-2009 11: 42 Annunci Google
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