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Il congresso di Vienna e la restaurazione in Europa
Il congresso di Vienna e la restaurazione in Europa
Nel 1815 i rappresentanti delle maggiori potenze europee, vincitrici di Napoleone, si riuniscono a Vienna in congresso, per cancellare quella che era l'eredita' della rivoluzione e del periodo napoleonico e ripristinare, in questo modo, l'Ancient Regime'.
Essi basarono la loro azione su due principi fondamentali: il principio di legittimita', secondo cui su ogni trono doveva tornare il legittimo sovrano che era stato spodestato, e il principio di equilibrio, secondo cui si doveva bilanciare la grandezza territoriale dei vari stati e creare degli stati cuscinetto per favorire una duratura pace europea. Nascono, così, delle nuove alleanze come la santa alleanza che comprendeva Russia, Prussia e Austria, e la quadruplice alleanza fra Inghilterra, Austria, Prussia e Russia con lo scopo di contenere una possibile reazione francese.
Nel corso di questi anni, pero', molti cittadini avevano partecipato attivamente alla vita politica del loro paese, si erano affermati nuovi diritti e diffusi nuovi ideali che mal si conciliavano con l'anacronistica restaurazione imposta da Vienna.
I ceti imprenditoriali e borghesi, maggiori protagonisti della rivoluzione, iniziano a manifestare apertamente il loro dissenso alla politica restauratrice. Si vengono così a creare nuove ideologie. Troviamo l'ideologia liberale, che proponeva una monarchia liberale di stampo inglese e si battono per i diritti fondamentali dell'uomo, l'ideologia democratica, che si rifa' alla tradizione democratica francese e auspica uno stato repubblicano, l'ideologia socialista utopica. Si diffonde, in tutti i paesi afflitti dal dominio straniero, il sentimento patriottico e cio' da vita alle societa' segrete (carbonari, federati, comuneros, eteria, ecc.) e ai primi moti insurrezionali, il cui scopo era quello di spingere i sovrani dei paesi a concedere una costituzione e attuare riforme.
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19-05-2009 12: 02 Annunci Google
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