
Originariamente Scritto da
arcoefreccia
Di matrimonio e convivenza si è parlato spesso in più discussioni, forse non era ancora stato proposto il quesito sotto forma di sodaggio.
Sono per il matrimonio, per diversi motivi, ma specialmente per uno:
credo che
a volte (lo sottolineo, perchè poi c'è sempre qualcuno che parte in quarta dicendo che si fa di tutte le erbe un fascio e non è questa la mia intenzione) ci si arroghi il diritto di fare e disfare storie, vite, relazioni, convivenze, in modo un po' superficiale. Non discuto sul fatto che le "prove tecniche di convivenza" aiutino ulteriormente a conoscersi ed approfondire la storia sul piano quotidiano, ma l'idea di partire pensando che "tanto in ogni momento se le cose non funzionano si può sempre tornare indietro", che volete che vi dica, all'alba dei miei quasi 30 anni (ohmammamia, scritti così incutono anche un po' di timore reverenziale

) mi fa un po' salire la nausea.
Trovo che questa tendenza sia davvero triste e demoralizzante e che denoti una mancanza di coraggio e di senso di responsabilità senza pari; trovo che questa sia la causa di molti matrimoni falliti dei nostri tempi.
Trovo infinitamente più coraggioso scegliere di sposarsi, di non partire pensando "tanto se le cose non funzionano si può sempre tornare indietro" ma pensando "scegliamo insieme un punto di partenza fisso e legalmente stabilito, con la promessa reciproca di fare il possibile per onorare, mantenere, coltivare e far crescere ogni giorno questa scelta, sia quando le cose andranno bene che quando andranno male".
Non la considero una riconferma dei sentimenti, ma una riconferma delle intenzioni a lungo termine: osservando con desolazione come si sbriciolano molte storie di coppia, sono dell'idea che il punto sia proprio questo, che forse ci sia proprio bisogno di questo tipo di riconferma anche se ogni giorno ci guardiamo in faccia e ci diciamo il contrario.
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