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La crisi colpisce anche i romeni: qui non conviene più stare
«Finalmente torno in Romania». Lo dice con un filo di voce, Micaela Toader, 38 anni, e una vita di sacrifici alle spalle. Lei, alle 10 di domenica mattina, insieme a molti suoi connazionali era in fila davanti ai bus che ogni domenica partono dal parcheggio dell’Anagnina, diretti in Romania.
Settecento euro al mese - questo il suo stipendio da badante - qualche anno fa compensavano lo sforzo. Ora non più. «Non vale più la pena di starmene qui da sola - dice Micaela - Preferisco tornare a Focsani (Transilvania), da mia figlia».
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Fonte il Messaggero
La cosa mi ha colpito perché passando per caso qualche giorno fa, in un mercatino rionale lontano dalle vetrine dei supermercati e dei negozi, mi sono accorta proprio della crisi, si toccava tangibilmente. C’era anche una signora sicuramente proprietaria di un negozio fallito, che aveva creato una vendita estemporanea, sfuggendo non so come ai vigili. Mah, dove arriveremo?
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30-11-2009 21: 45 Annunci Google
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Tra i primi a risentire della crisi ci sono sicuramente gli stranieri, le fabbriche se devono licenziare cominciano prima da loro.
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Originariamente Scritto da
BostonCeltics
Tra i primi a risentire della crisi ci sono sicuramente gli stranieri, le fabbriche se devono licenziare cominciano prima da loro.
mi sa che ti sbagli.
CI vuoi mettere tu di pagare per un italiano quando uno straniero si accontenta anche della metà??
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Originariamente Scritto da
janet
diretti in Romania.
Settecento euro al mese - questo il suo stipendio da badante - qualche anno fa compensavano lo sforzo. Ora non più. «Non vale più la pena di starmene qui da sola - dice Micaela - Preferisco tornare a Focsani (Transilvania), da mia figlia».
Ma Focsani non è in provincia di Vrancea?
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