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L'uomo & la Luna
Cito a memoria. L'uomo e la donna sono come la Luna, hanno una parte nascosta che non viene mai mostra a nessuno. Mark Twain.
La domanda che mi ponevo è: come mai abbiamo bisogno di non svelare tutto di noi, lasciando sempre quella parte, anche se fosse piccolissima, nascosta? Io aggiungerei che, molte volte, quella parte non la conosciamo nemmeno noi. Dunque, che ne pensate di questa necessità tutta umana e dell'eventuale paura che comporta la sua conoscenza, nel caso non dovessimo conoscerla?
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23-11-2009 10: 51 Annunci Google
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Non penso tanto al lato nascosto del nostro Io, ma ai vincoli che il nostro orgoglio pone nello svelare tutto di se.
Ognuno di noi con l'esperienza, innalza muri immaginari intorno alla propria personalità, più o meno invalicabili.
L'amore e la fiducia in una persona aprono breccie in tali muri, ma difficilmente riescono a demolirli, perché significherebbe non avere più difese da eventuali "attacchi" esterni, che siano critiche, giudizi o elogi.
Reputo che sia giusto che ognuno di noi riservi per "se" una parte del proprio "Io" e non si denudi troppo, nemmeno in amore.
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Mi ritengo una persona semplice: mi propongo per come sono senza trattenermi e senza pensare troppo cosa devo dire e cosa no. Certe cose, chiamiamoli lati nascosti, restano in me ma stanno sulla porta: come me attendono la persona giusta alla quale posso aprirmi completamente senza lasciare nulla di segreto o omesso. E solo così, nudo di tutto, voglio essere compreso e analizzato.
Non credo di avere più lati per me oscuri del mio essere, posso restare sorpreso da una mia reazione esagerata o esageratamente cinica, ma sono una persona molto riflessiva e credo di essere arrivato a conoscermi e capirmi a fondo. Fino a prova contraria.
La mia nuova sfida consiste nel lasciare entrare la persona a me più cara nel mio intimo più recondito con delusioni e gioie annesse e nessuna garanzia di riuscita.
Ma se non così come potrei davvero amare?
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Originariamente Scritto da
principe_igor
Non penso tanto al lato nascosto del nostro Io, ma ai vincoli che il nostro orgoglio pone nello svelare tutto di se.
Ognuno di noi con l'esperienza, innalza muri immaginari intorno alla propria personalità, più o meno invalicabili.
L'amore e la fiducia in una persona aprono breccie in tali muri, ma difficilmente riescono a demolirli, perché significherebbe non avere più difese da eventuali "attacchi" esterni, che siano critiche, giudizi o elogi.
Reputo che sia giusto che ognuno di noi riservi per "se" una parte del proprio "Io" e non si denudi troppo, nemmeno in amore.
Quoto tutto principe.
quello che vedi è il mio lato nascosto.
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Originariamente Scritto da
darthjo
Mi ritengo una persona semplice: mi propongo per come sono senza trattenermi e senza pensare troppo cosa devo dire e cosa no. Certe cose, chiamiamoli lati nascosti, restano in me ma stanno sulla porta: come me attendono la persona giusta alla quale posso aprirmi completamente senza lasciare nulla di segreto o omesso. E solo così, nudo di tutto, voglio essere compreso e analizzato.
Non credo di avere più lati per me oscuri del mio essere, posso restare sorpreso da una mia reazione esagerata o esageratamente cinica, ma sono una persona molto riflessiva e credo di essere arrivato a conoscermi e capirmi a fondo. Fino a prova contraria.
La mia nuova sfida consiste nel lasciare entrare la persona a me più cara nel mio intimo più recondito con delusioni e gioie annesse e nessuna garanzia di riuscita.
Ma se non così come potrei davvero amare?
Caro arthjo, da come ti sei descritto sembra proprio che tu abbia raggiunto la saggezza, poiché questo accade quando ci si conosce fino in fondo e ci si può confrontare con gli altri in maniera equilibrata...complimenti.
In ogni modo, come avrai letto, non tutti hanno raggiunto questo equilibrio, nel senso che, igor, per esempio, afferma che certi muri non dovrebbero essere mai abbattuti del tutto, poiché servono come ultima difesa dal male che ci potrebbe arrivare da fuori; e questo anche in amore. Non mi sembra tanto sbagliato questo assunto.Tu che cosa ne pensi?
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Quanti di noi si conoscono fino in fondo? Quanti di noi saprebbero esattamente come reagirebbero in tutte quelle situazioni "critiche" o comunque estreme?
Non sono convinto che l'essere umano sia in grado di conoscere il suo Io in modo così profondo.
Al contrario, l'Io che conosciamo, non sempre può essere rivelato per mille motivi diversi: primo fra tutti il contesto sociale nel quale viviamo e con il quale, ogni giorno, siamo costretti a confrontarci.
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Originariamente Scritto da
katerpillar
Caro arthjo, da come ti sei descritto sembra proprio che tu abbia raggiunto la saggezza, poiché questo accade quando ci si conosce fino in fondo e ci si può confrontare con gli altri in maniera equilibrata...complimenti.
Forse...o forse sono solo troppo self-confident

Originariamente Scritto da
katerpillar
In ogni modo, come avrai letto, non tutti hanno raggiunto questo equilibrio, nel senso che, igor, per esempio, afferma che certi muri non dovrebbero essere mai abbattuti del tutto, poiché servono come ultima difesa dal male che ci potrebbe arrivare da fuori; e questo anche in amore. Non mi sembra tanto sbagliato questo assunto.Tu che cosa ne pensi?
Credo sinceramente che igor abbia ragione: non esporsi completamente ci mette al riparo da ingiustizie, delusioni o giudizi che potrebbero farci soffire. Ci sono passato. Ci si chiede se ne valeva la pena e l'unica voglia che si ha é quella di avere una macchina del tempo per trattenersi dal dire qualcosa di troppo. Ma come tutte le gioie e i dolori della vita prima o poi il dolore se ne va, pur lasciando segni tangibili come a ricordarci di non ripetersi più.
E qui si arriva al bivio: si può andare a destra ponendo a chiunque arrivi dei paletti indistruttibili che ci garantiscono l'incolumità sentimentale oppure si può andare a sinistra e scegliere di buttarsi di nuovo senza paracadute, rischiando di cadere di nuovo nel baratro della delusione ma con la possibilità, magari remota, che il paracadute si apra. E a quel punto scoprire che avere qualcuno che sa davvero chi sei ti fa bruciare di gioia.
La vita é una sola e intendo viverla ogni momento dando tutto, senza risparmiarmi nulla. Le sofferenze e le delusioni non fanno altro che rafforzarci. Questo é come la vedo io e sarei un'ipocrita a non rischiare tutto per crederci
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Originariamente Scritto da
katerpillar
come mai abbiamo bisogno di non svelare tutto di noi, lasciando sempre quella parte, anche se fosse piccolissima, nascosta? Io aggiungerei che, molte volte, quella parte non la conosciamo nemmeno noi. Dunque, che ne pensate di questa necessità tutta umana e dell'eventuale paura che comporta la sua conoscenza, nel caso non dovessimo conoscerla?
Sono solita scavare frugare e rovistare dentro me stessa, sia quando mi trovo in una situazione consolidata, sia quando affronto una novità; credo che al più io possa avere paura di una novità negativa, non di una mia eventuale reazione nuova e non ancora sperimentata in un contesto sconosciuto. Sono in buona misura consapevole di me stessa, so cosa e quanto posso chiedere a me stessa, so fino a dove sono in grado di spingermi e sto imparando giorno dopo giorno ad accettarmi e volermi bene anche quando non raggiungo ciò che teoricamente penso sarebbe l'ideale.
Per quel che riguarda lo svelare se stessi agli altri, alcuni mi scambiano (ancora! come da bambina) per timida, io ne faccio una questione naturale di riservatezza: le persone che mi conoscono senza filtri, diciamo al 99,9% di muri e barriere abbattute, si contano sulle dita di una mano. E quello 0,1% che tengo per me, con queste poche persone dalle quali non ho bisogno davvero di difendermi, non lo tengo per l'appunto come ultimo baluardo di difesa, ma come una sorta di piccolo spazio privato ed esclusivo. E non mi sento per niente egoista, nè mai nessuno riuscirà a farmi sentire tale, nel coltivarlo da sola.
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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Originariamente Scritto da
Delo
Quanti di noi si conoscono fino in fondo? Quanti di noi saprebbero esattamente come reagirebbero in tutte quelle situazioni "critiche" o comunque estreme?
Non sono convinto che l'essere umano sia in grado di conoscere il suo Io in modo così profondo.
Al contrario, l'Io che conosciamo, non sempre può essere rivelato per mille motivi diversi: primo fra tutti il contesto sociale nel quale viviamo e con il quale, ogni giorno, siamo costretti a confrontarci.
Io credo che, parlare dell'Io sia fuorviante, discuterei più del nostro carattere che, è più esterno dell'Io e possiamo osservarlo. Infatti, se parliamo dell'Io, dobbiamo farlo anche per il super Io, e allora dovremmo tutti ricorrere agli psicologi e, con questa crisi, non mi sembra proprio il caso.
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