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Utente Leggenda
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![]() L'arte di creare suspence è nello stesso tempo quella di mettere il pubblico nell'azione facendolo partecipare al film. Lo spettacolo, da questo punto di vista, non è più un gioco che si fa a due (il regista + il suo film), ma a tre (il regista + il suo film + il pubblico) e il suspence, come i sassi bianchi di Pollicino o la passeggiata di Cappuccetto Rosso, diventa un mezzo poetico perché il suo obiettivo è quello di commuoverci, di farci battere più forte il cuore» (F.Truffaut). Questo affermava il regista francese a proposito di Alfred Hitchcock (1899-1980), universalmente riconosciuto come il più grande creatore di thriller (anche numericamente: 54 lungometraggi in 53 anni di carriera) della storia del cinema. «L'immagine hitchcockiana per eccellenza - continua Truffaut - è quella di un uomo innocente scambiato per un altro, inseguito e che ritroviamo mentre sta cadendo da un tetto, aggrappato ad una grondaia sul punto di rompersi» (ivi, p.293). E questo perché nell'opera del maestro inglese, trasferitosi nel 1940 negli Stati Uniti, non c'è quasi mai, come nel giallo, la reale preoccupazione di seguire e dipanare un intreccio, né, come nel noir classico, l'interesse a descrivere un mondo, le sue leggi e i suoi personaggi. Quello che interessa ad Hitchcock è mettere in scena le paure comuni dell'uomo comune, e fare in modo che lo spettatore le viva in prima persona mentre le osserva e non le subisca invece attraverso un racconto. Le vertigini, la perdita d'identità propria o di chi ci è a fianco, il tradimento, l'essere accusati ingiustamente, la claustrofobia, il venire improvvisamente strappati dal proprio mondo, l'essere braccati: il cinema di Hitchcock suscita queste sensazioni, che sono tutte facce di uno stesso sentimento di base, la paura. Una paura motivata e ragionevole, non lontana e soprannaturale come quella dell'horror, con cui ogni spettatore potrebbe trovarsi un giorno a fare i conti. L'importanza degli innumerevoli capolavori hitchcockiani non consiste però solo nell'aver dato un volto a tutti i timori quotidiani del borghese medio: film come Il club dei 39 (1935), Rebecca la prima moglie (1940), Notorius (1946), Io confesso (1953), La finestra sul cortile (1954), La donna che visse due volte (1958), Psyco (1960), Gli uccelli (1963) e tanti altri, s'imposero anche per la loro bellezza formale, il più delle volte raggiunta attraverso una costante sperimentazione tecnica. Nodo alla gola (1948), ad esempio, è un unico piano-sequenza di oltre un'ora e un quarto, mentre la famosa scena della doccia in Psyco fu ottenuta montando 70 posizioni di macchina diverse per 45 secondi di film. FONTE: mymovies.it FILMOGRAFIA Regia (cinema) Number 13 (1922) - incompleto Always Tell Your Wife (1922) - non accreditato Woman to Woman (1922) - aiuto-regista The Prude's Fall (1923) - aiuto-regista The White Shadow (1923) - aiuto-regista The Passionate Adventure (1924) - aiuto-regista The Blackguard (1925) - aiuto-regista The Pleasure Garden (1925) The Mountain Eagle (1926) - tutte le copie di questo film sono andate distrutte Il pensionante (The Lodger: A Story Of The London Fog) (1926) Il declino (Downhill) (1927) Virtù facile (Easy Virtue) (1927) Vinci per me! (The Ring) (1927) La moglie del fattore (The Farmer's Wife) (1928) Tabarin di lusso (Champagne) (1928) L'isola del peccato (The Manxman) (1929) Ricatto (Blackmail) (1929) Elstree Calling (1930) - co-regia di André Charlot, Jack Hulbert e Paul Murray Giunone e il Pavone (Juno and the Paycock) (1930) Omicidio! (Murder!) (1930) - di questo film Hitchcock girò anche una versione tedesca intitolata Mary Fiamma d'amore (The Skin Game) (1931) Ricco e strano (Rich and Strange) (1932) Numero diciassette (Number Seventeen) (1932) Vienna di Strauss (Waltzes from Vienna) (1933) L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much) (1934) - di questo film ha girato egli stesso un remake nel 1956 Il club dei trentanove (The 39 Steps) (1935) L'agente segreto (Secret Agent) (1936) Sabotaggio (Sabotage) (1936) Giovane e innocente (Young and Innocent) (1937) La signora scompare (The Lady Vanishes) (1938) La taverna della Giamaica (Jamaica Inn) (1939) Rebecca, la prima moglie (Rebecca) (1940) Il prigioniero di Amsterdam (Foreign Correspondent) (1940) Il signore e la signora Smith (Mr. & Mrs. Smith) (1941) Il sospetto (Suspicion) (1941) Sabotatori o Danger (Saboteur) (1943) L'ombra del dubbio (Shadow of a Doubt) (1943) I prigionieri dell'oceano (Lifeboat) (1944) Bon Voyage (1944) - cortometraggio Aventure Malgache (1944) - cortometraggio Io ti salverò (Spellbound) (1945) Notorious, l'amante perduta (Notorious) (1946) Il caso Paradine (The Paradine Case) (1947) Nodo alla gola, riedito come Cocktail per un cadavere (Rope) (1948) Il peccato di Lady Considine o Sotto il capricorno (Under Capricorn) (1949) Paura in palcoscenico (Stage Fright) (1950) L'altro uomo, riedito come Delitto per delitto (Strangers on a Train) (1951) Io confesso (I Confess) (1953) Il delitto perfetto (Dial M for Murder) (1954) La finestra sul cortile (Rear Window) (1954) Caccia al ladro (To Catch a Thief) (1955) La congiura degli innocenti (The Trouble with Harry) (1955) L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much) (1956) - remake dell'originale del 1934 Il ladro (The Wrong Man) (1956) La donna che visse due volte (Vertigo) (1958) Intrigo internazionale (North by Northwest) (1959) Psyco (Psycho) (1960) Gli uccelli (The Birds) (1963) Marnie (Marnie) (1964) Il sipario strappato (Torn Curtain) (1966) Topaz (Topaz) (1969) Frenzy (Frenzy) (1972) Complotto di famiglia (Family Plot) (1976) Regia (Telefilm) Vendetta (Revenge) (1955) Il caso del signor Pelhalm (The Case Of Mister Pelhalm) (1955) Crollo nervoso (Breakdown) (1955) Un sabato di pioggia (Wet Saturday) (1956) Ci rivedremo a natale ( Back For Christmas) (1956) Il segreto del Signor Blanchard (Mr. Blanchard's Street) (1956) Ancora un miglio (One More Mile To Go) (1957) Delitto perfetto (The Perfect Crime) (1957) Four O'Clock (1957) Come servire un agnello (Lamb To The Slaughter) (1958) Concorso a bordo (A Dip In The Pool) (1958) Veleno (Poison) (1958) L'ospite d'onore (Banquo's Chair) (1958) Arthur (Arthur) (1959) La bara di ghiaccio (The Crystal Tench) (1959) La signor Bixby e la pelliccia del colonnello (Mrs. Bixby And The Colonel's Coat) (1960) Incident At A Corner (1960) Cavallo vincente (The Horseplayer) (1961) Bang, sei morto (Bang You're Dead) (1962) I Saw The Whole Thing (1962) Il cinema non è un pezzo di vita, è un gioco da ragazzi Alfred Hitchcock Dichiaro aperta la discussione. |
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assolutamente un maestro. adoro la fotografia dei suoi film.
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Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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Utente Leggenda
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Ieri sera ho visto per l'ennesima volta quella meraviglia di film che è
"La finestra sul cortile" di Alfred Hitchcock. Che dire? Per me è semplicemente perfetto. Lo hanno copiato in tutti i modi (l'ultimo un insulso Disturbia che ho visto qualche sera fa) ma è geniale sotto tutti i punti di vista. A parte il cortile che diventa quasi un teatro, è anche notevole il continuo punzecchiarsi tra i protagonisti sul matrimonio. James Stewart oltre a scoprire un delitto, spiando i vicini e le loro abitudini di convivenza non sembra molto convinto ad intraprendere una vita a due con la sua fidanzata. Il set è stupendo. E la fotografia immensa se si pensa a tutti i punti dei vari appartamenti che dovevano essere illuminati o oscurati. Per me uno dei migliori Hitch. |
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