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Quentin Tarantino
Quentin Jerome Tarantino (Knoxville, 27 marzo 1963) è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense. Tarantino è particolarmente celebre per la sua cinefilia quasi maniacale; grazie anche ad un passato come commesso in una videoteca di Los Angeles, California, il Manhattan Beach Video Archivies, possiede una cultura cinematografica invidiabile, orientata in special modo ai B-movie, all'exploitation e ad altri generi quasi sconosciuti, che certo hanno influenzato pesantemente il suo stile.
Nelle sue opere non si contano citazioni, omaggi e riferimenti più o meno velati (è un fervente ammiratore, in particolar modo, del cinema italiano, da Sergio Leone all'horror e al poliziottesco), e lo afferma lui stesso, citando un famoso aforisma di Igor Stravinskij in puro stile pulp, in risposta ad accuse di plagio: "I grandi artisti non copiano, rubano".
Con il film Pulp Fiction vince la Palma d'Oro al Festival di Cannes e conquista sette nomination agli Oscar, ottenendo la statuetta per la miglior sceneggiatura insieme a Roger Avary, ex-collega al videonoleggio, con il quale firma le sue prime sceneggiature.
Se il suo stile è da molti considerato eccessivo e violento, per una larga fetta di pubblico alcuni suoi film sono considerati dei veri e propri cult. Celebri le sue sceneggiature complesse e i suoi tipici dialoghi, talvolta al limite del delirante, che hanno influenzato più di una generazione.
Le Iene
La vendita delle sue prime opere lo mette sotto la luce dei riflettori. Ad un party a Hollywood incontra il produttore Lawrence Bender, che incoraggia Tarantino a continuare a scrivere sceneggiature. Il risultato di quell'incontro è Le Iene (Reservoir Dogs).
La sceneggiatura scritta da Tarantino ed Avary viene letta dal regista Monte Hellman, che lo aiuta a trovare finanziamenti dalla Live Entertainment e ad assicurarsi la regia del film.
La pellicola viene girata in sole 5 settimane nell'estate del 1991, dopo che Tarantino è stato ammesso al workshop del Sundance Film Institute di Robert Redford, e poi viene presentata al Sundance Film Festival, a quello di Montreal e a quello di Toronto, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e critica.
Ne viene fuori un film ricco di stile e tecnica, originale, cinico e sanguinoso, dal quale traspare in modo evidente la cinefilia del regista (elemento che sarebbe poi diventato il suo marchio di fabbrica). Il lungo dialogo con cui si apre il film è già estremamente tarantiniano. È fin troppo interessante notare come nel film compaiano alcuni tratti fondamentali del "mondo Tarantino": l'uso disinvolto della tecnica del flashback, l'ambiguità morale dei personaggi, i dialoghi barocchi dalle oscenità elaborate e dall'humour devastante, le scene violente spesso suggerite più che mostrate (lo si vede nella sequenza in cui viene torturato il poliziotto preso ostaggio, nella quale il momento esatto del taglio dell'orecchio non viene fatto vedere, ma impressiona lo spettatore come se venisse mostrato).
Pulp Fiction
Il successo di Le Iene porta Tarantino alle attenzioni dei produttori di Hollywood; gli vengono offerti numerosi progetti, tra i quali Speed e Men In Black. Tarantino, invece, preferisce ritirarsi ad Amsterdam per lavorare alla sceneggiatura di Pulp Fiction.
Il successo della seconda pellicola è ancora più eclatante del debutto: il film si aggiudica la Palma d'Oro al Festival di Cannes del 1994 e alla cerimonia degli Oscar 1995 vince la statuetta per la "miglior sceneggiatura originale" (anche questa volta scritta insieme a Roger Avary), ricevendo anche la nomination come "miglior film". È una rivoluzione per il cinema indipendente.
Pulp Fiction è un film dalla trama complicata, frutto dell'intreccio di storie diverse ed apparentemente scollegate, rimescolate dall'autore con numerose prolessi ed analessi, simile nella brutalità al precedente. Nel cast, ricchissimo di talenti, numerose sono le grandi prove acclamate dalla critica; viene in particolare rilanciata la carriera di John Travolta grazie alla sua interpretazione del gangster pulp Vincent Vega, soprattutto grazie all'ormai famosa scena del ballo al locale Jack Rabbit Slim's, nella quale Travolta torna a danzare sul grande schermo ad anni di distanza dai musical che lo hanno reso celebre.
Fra gli altri attori celebri che parteciparono alla pellicola si contano John Travolta, Harvey Keitel, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Christopher Walken, Ving Rhames, Rosanna Arquette e Bruce Willis.
Jackie Brown
Dopo tre anni di pausa, nel 1997 dirige Jackie Brown, il suo primo film basato su una trama non originale, adattata dal romanzo Rum Punch di Elmore Leonard, uno degli scrittori preferiti del regista.
Film inedito per Tarantino che, per le sue tinte soft, spiazza tutti alla sua uscita, non eccedendo in esibizionismi come le pellicole precedenti. Si tratta, inoltre, di un omaggio al genere cinematografico della blaxploitation, con una delle più famose interpreti del genere, Pam Grier, nel ruolo della protagonista; l'attrice, infatti, ha recitato in numerosi film del genere negli anni '70, e viene "ripescata" da Tarantino, suo grandissimo fan dell'epoca.
Proprio per la sua atipicità, Jackie Brown alla sua uscita fu un insuccesso (incassa appena 39 milioni di dollari negli USA), ed è stato a lungo considerato come un passo falso di Tarantino; recentemente, però, sempre più critici hanno cominciato a rivalutare il terzo lungometraggio del regista statunitense che, seppur lontano dai suoi canoni estetici tipici, è un film ricco di stile, girato con una regia più classica e ricercata, e viene considerato da molti (fra cui Roger Ebert e Piera Detassis) addirittura come il suo miglior film. Inoltre recentemente il mensile "Movie insider" lo ha inserito nell'elenco nei "100 film che meritano maggior amore".
Kill Bill
Dopo Jackie Brown, Tarantino si prende una lunga pausa come regista, ben sei anni. Nel frattempo, nel 1998 debutta a Broadway, nella commedia Wait Until Dark, e nel 2000 recita in un piccolo ruolo nel film Little Nicky - Un diavolo a Manhattan (Little Nicky) di Steven Brill. Nel 2002 fa un'apparizione nella serie televisiva Alias.
Il nuovo progetto dovrebbe essere un film di guerra, Inglorious Bastards, invece il regista decise di posticipare la produzione per potersi dedicare ad un altro grande progetto, Kill Bill, "regalo di compleanno" per i 30 anni di Uma Thurman.
Le riprese iniziano nel 2002 (avrebbero dovuto iniziare un anno prima, ma la gravidanza della Thurman fa slittare il piano di lavoro), e in corso di lavorazione sforano sia nel budget, che in lunghezza. La Miramax chiede a Tarantino di accorciare il film, ma il regista si oppone e preferisce dividerlo in due "volumi"; nascono così Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2.
L'opera è stilisticamente abbagliante e derivativa rispetto alle fonti più disparate, dai film di kung fu di Hong Kong ai telefilm, dai revenge movies ai chambara agli spaghetti-western; può essere considerato come la summa artistica ed estetica di Tarantino, un complesso ed elaborato omaggio a tutti i suoi miti ed ispiratori.
Nel 2004 torna al Festival di Cannes, questa volta come presidente della giuria, che premierà con la Palma d'Oro il documentario di Michael Moore Fahrenheit 9/11. Kill Bill non è in concorso, ma viene proiettata la versione originale di oltre 3 ore.
Grindhouse
Dopo il successo di Kill Bill, Tarantino, spronato dall'amico e pupillo Robert Rodriguez, decide di dare vita a un film in due episodi horror che riprende i fasti dei film che aveva amato durante l'adolescenza, l'estetica e le trame deliranti dell'exploitation ed effetti speciali grossolani. Il risultato è Grindhouse, un film diviso in due episodi: A prova di morte, con Kurt Russell, diretto da Tarantino, uno slasher narrante di un misogino schizofrenico che elimina le sue vittime a bordo di un'auto truccata e potentissima; Planet Terror, con Rose McGowan, diretto da Rodriguez, uno splatter narrante di un'epidemia in cui gli infetti divengono zombi.
Nonostante le ottime aspettative per il film, la pellicola non ottiene il successo sperato, probabilmente per il fatto che l'intenzione dei registi era quella di ricreare l'atmosfera delle "grindhouse", i cinemini a basso costo dell'America anni settanta, che il pubblico non aveva apprezzato all'epoca e non apprezza nemmeno adesso che sono passati trent'anni.
Altro punto debole del film risulta l'impiego massiccio di effetti speciali in CG miranti a ricreare gli effetti speciali grossolani dei B-movie d'exploitation. Questi infatti, insieme ad altre inezie, hanno scialacquato il denaro della Dimension Films di Rodriguez e della A Band Apart di Tarantino oltreché del produttore esecutivo Harvey Weinstein. Il punto debole è stato voler ricreare con eccessivo spreco di capitali dei film che venivano, al contrario, girati con budget ridotti all'osso e che, nonostante questo, ottenevano attenzione per la sensazionalizzazione della violenza e delle scene di *****.
Tarantino ha presentato comunque A prova di morte al Festival di Cannes del 2007.
Inglorious Bastards ed i progetti futuri
Dopo Grindhouse Tarantino ha dichiarato che intende realizzare un progetto di lunga data, intitolato Inglorious Bastards, sul quale egli cominciò a lavorare nei sei anni di pausa tra Jackie Brown e Kill Bill ma che, sempre secondo il regista, necessita ancora di un anno di lavoro sul copione prima di poter cominciare le riprese, motivo per il quale il film non è uscito nel 2007.
Tra gli altri film di cui Tarantino ha più volte parlato vi è Vega Brothers, sui fratelli Vic e Vincent Vega, che appaiono rispettivamente in Le Iene (interpretato da Michael Madsen) e Pulp Fiction (interpretato da John Travolta), e un film della serie di James Bond, di cui Tarantino è un fan, e del quale da tempo sogna di dirigere un episodio; si era offerto per Agente 007 - Casinò Royale uscito nel 2006, il primo con Daniel Craig nel ruolo di James Bond; ultimamente si è detto interessato al remake di Le implacabili lame di rondine d'oro, una pellicola dei fratelli Shaw che Tarantino ha dichiarato di amare da sempre. Questa dovrebbe uscire in mandarino con sottotitoli in inglese. Tarantino è inoltre stato coinvolto nel progetto di Takashi Miike, Sukiyaki Western Django, una pellicola mirante a unire gli elementi del chambara movie e quelli dello spaghetti western.
Estetica e stile
I film di Tarantino sono rinomati per i suoi dialoghi, per la violenza grafica, la cronologia sfasata e le ossessioni della cultura pop; alcuni elementi sono ricorrenti nelle sue opere.
Proprio i dialoghi, brillantissimi, sempre sopra le righe, sono il suo "imprinting". Non a caso Tarantino è un fan dello scrittore americano Elmore Leonard, romanziere noir (tra l'altro autore del romanzo Rum Punch, da cui Tarantino ha tratto il suo unico film non basato su una sceneggiatura originale, Jackie Brown), anch'esso celebre per i dialoghi surreali e godibilissimi (da writer sofisticato) dei suoi tanto minacciosi quanto stralunati personaggi.
Non va dimenticato, inoltre, che Tarantino nasce proprio come sceneggiatore, avendo inventato soggetti portati sullo schermo da altri cineasti (due titoli su tutti: Una vita al massimo, diretto da Tony Scott, e Assassini nati, diretto da Oliver Stone).
Le influenze ed i miti
Tarantino è noto per la sua cinefilia maniacale; anche grazie agli anni di lavoro in un videonoleggio, Tarantino ha sviluppato una strabiliante conoscenza enciclopedica di film e della storia del cinema.
In particolar modo ha da sempre dimostrato una grandissima conoscenza di film stranieri, di genere e semisconosciuti. Si è sempre dichiarato un amante delle pellicole d'exploitation, del cinema d'azione di Hong Kong, degli spaghetti-western e delle commedie italiane, del poliziottesco, della nouvelle vague francese e del cinema britannico.
Il suo amore per questi generi si rispecchia in molteplici vie nei suoi lavori: tutti i suoi film regolarmente riportano citazioni, dialoghi, omaggi e situazioni che riportano a questi generi ed al loro stile. Riassumendo questa sua filosofia, una volta ha dichiarato: "Non sono mai andato ad una scuola di cinema; sono andato a vedere film."
Filmografia
* My Best Friend's Birthday (1987) - incompleto
* Le Iene (Reservoir Dogs) (1992)
* Pulp Fiction (1994)
* Four Rooms (1995), co-regia con Robert Rodriguez, Allison Anders e Alexandre Rockwell - episodio L'uomo di Hollywood (The Man from Hollywood)
* Jackie Brown (1997)
* Kill Bill (Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2) (2003, 2004)
* Sin City (Sin City) (2005), regia di Frank Miller e Robert Rodriguez - come Special Guest Director - episodio Un'abbuffata di morte
* Grindhouse - A prova di morte (Grindhouse - Death Proof) (2007)
* Inglorious Bastards (Inglorious Bastards) (2008?) - in pre-produzione
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ultima modifica di themonster; 09-01-2008 alle 17: 28
Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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09-01-2008 17: 13 Annunci Google
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ovviamente ho visto tutto di tarantino. lo adoro. è pulp, violento, gratuito, geniale, senza freni, esagerato.. in una parola è rock'n'roll!!
Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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si però se non era per mario bava
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Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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So di attirarmi un pò di critiche, però personalmente l'ultimo Tarantino che mi è piaciuto veramente è quello di Jackie Brown. Le iene e Pulp fiction sono due capolavori, non c'è dubbio. E probabilmente Pulp fiction è stato forse il film più importante degli anni '90 per come ha saputo introdurre un nuovo modo di fare cinema che ha fatto scuola. Quello stesso stile che però nei film successivi (da kill Bill in poi) mi sembra meno convincente, più costruito, più forzato. Ad esempio, l'uso dei flashback in Pulp Fiction è funzionale alla storia, contribuisce a dare ritmo e a costruire un'atmosfera un pò straniata, tipica del film. I flashback in Kill Bill 1 (ad esempio) mi sembrano meno necessari, non so, un pò gratuiti. Oppure, se togliamo a Grindhouse il grande numero di citazioni (cinematografiche, musicali...) presenti, non rimane molto del film in sè. Le Iene invece ha una forza tutta sua che va oltre le pur numerose citazioni e che lo rende uno dei più bei noir degli ultimi 20 anni.
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io credo che lo stile di tarantino sia inconfondibile. e questo è un merito, perchè quando sei riconoscibile ti sei consacrato nell'olimpo dei grandi. quindi per me non è un demerito il fatto di avere uno stile proprio, che tu vedi come una cosa forzata, quasi da portare avanti stancamente.
però questo ha i suoi demeriti, come nel caso rodriguez. vedere planet terror è stato per me vedere un film di tarantino non girato da tarantino, come se qualcuno se ne fosse appropriato indebitamente. non mi ha stupito piacevolmente.
Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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