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Cassazione contro le operazioni ai malati terminali
Secondo la Cassazione sono colpevoli quei medici che sottopongono ad operazione malati inoperabili anche se hanno avuto il loro consenso, in quanto ciò va contro il loro codice deontologico. Per questo motivo la Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo contro tre medici del San Giovanni di Roma, che avevano operato una paziente terminale con tumore al pancreas.
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09-04-2011 10: 18 Annunci Google
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Non sò se essere d'accordo o no su questa sentenza.
Se operare un malato terminale significa potergli garantire qualche mese di vita in più senza procurargli in questi eventuali mesi sofferenze insostenibili , non vedo perchè non debba essere operato sebbene sia terminale.
Bisognerebbe capire per quale motivo questi medici hanno deciso di effettuare l'intervento.
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E' molto difficile in queste situazioni capire e decidere cosa sia la cosa giusta da fare, certo non ci deve essere accanimento terapeutico.
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Mi trovo estremamente d'accordo con questa sentenza della cassazione.
E' una storia tanto antica quanto triste: ci sono davvero troppi medici al mondo che operano solo per profitto tante, tante, davvero tante persone in fase pre-terminale, con prognosi palesemente infausta, giocando con le speranze e i sentimenti del paziente e dei familiari e dando l'illusione che qualche settimana o mese in più di vita sia comunque la soluzione migliore.
Un intervento chirurgico più o meno invasivo, su una persona con tumore in stadio avanzato, spesso (non sempre, per carità, ma spesso) non solo non apporta una migliore qualità di vita ma prolunga anche le sofferenze. Sono dell'idea che, dove non vi siano più margini di cura, sia molto più dignitoso ricorrere alle cure palliative.
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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Aspettavo proprio il tuo intervento per capirci qualcosa..
Bhe se le cose stanno cosi' allora mi trovo d'accordo pure io sulla sentenza della cassazione.
Se il beneficio dell'intervento e' un tornaconto economico di dottori poco professionali, allora ben gli stà la condanna e speriamo che li becchino tutti!
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Ovviamente parlo per la mia esperienza di 7 anni di lavoro più 3 da studente, per ciò che vedo nel mio ospedale. Certo, ogni caso, ogni persona è a se stante e merita la dovuta attenzione nel valutare un piano di cura, ma di storie di questo genere purtroppo continuo a vederne troppe.
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Grazie arco per il tuo intervento, noi che vediamo le cose dal di fuori magari ci facciamo un'idea sbagliata, ma se il fine è solo il guadagno allora dò ragione anch'io alla Cassazione.
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merita la dovuta attenzione nel valutare un piano di cura, ma di storie di questo genere purtroppo continuo a vederne troppe.
Ma quale piano di cura che sappiamo benissimo che la cura non c'è e si risolvono solo quei tumori operabili ? Basta con questa cavolo di chemio terapia che fa guadagnare soldi solo alle multinazionali estere e poi il malato deve poter decidere se vivere magari altri tre mesi sotto morfina o cercare risoluzione tramite operazione. Siamo il solito stato dominato dai preti e da esperienze che ho appena passato in Italia non mi farei curare niente di più di un unghia incarnita. Dovrebbero non togliermi i contributi per una cura sanitaria che fa acqua da tutte le parti così privatizzando, le cose cambierebbero e come. Altro che infermieri che bendano e giocano con i malati terminali, non ci dimentichiamo l'altra spaventosa notizia.
Questo non vuol dire che sono tutti uguali,medici ed infermieri ci saranno alcuni bravissimi ma succedono anche cose assurde negli ospedali, oltretutto i malati terminali essendo a lunga degenza, non possono essere tenuti se non i centri o cliniche specializzate perchè gli ospedali dopo tot giorni te li buttano fuori.
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Con il termine "piano di cura" si intende un ampio insieme di tutti gli interventi attuabili, scelti di comune accordo fra persona assistita, familiari, medico, equipe assistenziale. Non si tratta solo di terapie farmacologiche o interventi chirurgici ma anche di tutta quella serie di piccoli accorgimenti quotidiani che dovrebbero contribuire a rendere dignitosa la vita di una persona gravemente malata. Qualche esempio di questi piccoli accorgimenti? Sistemare in modo confortevole la stanza di degenza o l'ambiente dove la persona passa le giornate; mantenere quando e dove possibile le abitudini e gli stili di vita della persona; mille altre piccole e grandi cose di questo genere.
Quindi pensare al piano di cura riferendosi alle sole terapie è a mio avviso un po' riduttivo; non entro poi nel merito degli interessi economici, che ci sono e purtroppo sempre ci saranno e che non condivido con tutte le mie forze, come già detto.
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Originariamente Scritto da
janet
Ma quale piano di cura che sappiamo benissimo che la cura non c'è e si risolvono solo quei tumori operabili ? Basta con questa cavolo di chemio terapia che fa guadagnare soldi solo alle multinazionali estere e poi il malato deve poter decidere se vivere magari altri tre mesi sotto morfina o cercare risoluzione tramite operazione. Siamo il solito stato dominato dai preti e da esperienze che ho appena passato in Italia non mi farei curare niente di più di un unghia incarnita. Dovrebbero non togliermi i contributi per una cura sanitaria che fa acqua da tutte le parti così privatizzando, le cose cambierebbero e come. Altro che infermieri che bendano e giocano con i malati terminali, non ci dimentichiamo l'altra spaventosa notizia.
Questo non vuol dire che sono tutti uguali,medici ed infermieri ci saranno alcuni bravissimi ma succedono anche cose assurde negli ospedali, oltretutto i malati terminali essendo a lunga degenza, non possono essere tenuti se non i centri o cliniche specializzate perchè gli ospedali dopo tot giorni te li buttano fuori.
Trovo il tuo intervento assolutamente fuori luogo, per non dire di peggio.
Mio padre è sotto cura con radio terapia e chemio terapia (quella che tu tanto bistratti), e questo gli SALVERA' la vita, portandolo a guarigione completa.
Non si può fare di tutta l'erba un fascio, è troppo facile e da ignoranti generalizzare così, ogni caso va valutato a modo suo, e solo dalle persone che ne sono coinvolte.
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