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Autocompiacimento umano, cosa ne pensate?
Recentemente ho acquistato la Bibbia di Satana del filosofo/esoterista Anton S. Lavey. Mi ha colpito molto un pezzo del libro, nel quale sostanzialmente dice che siamo arrivati al punto in cui non è l'uomo che deve adattarsi alla religione, ma la religione che deve adattarsi all'uomo, soddisfando i proprio piaceri personali più che votandosi all'astinenza imposta dal cristianesimo
"I tempi sono cambiati - e cambieranno sempre -eppure l'uomo rimane fondamentalmente lo stesso. Ha trascorso due millenni a fare penitenza per qualcosa che non avrebbe dovuto fare. Siamo stanchi di negare a noi stessi i piaceri della vita che ci spettano. oggi, come sempre, l'uomo vuole godere, qui e adesso, anzichè attendere le sue ricompense in paradiso. Quindi perchè non avere una religione basata sull'autocompiacimento? E' certamente coerente con la natura animale. Non siamo più supplicanti, deboli e tremanti davanti a un "Dio" spietato, al quale nulla importa della nostra vita o della nostra morte*. Noi ci rispettiamo, siamo orgogliosi...noi siamo satanisti!"
*si intende quando si muore ad esempio in guerra, per via di un malvivente. Certamente il possibile Dio cristiano, se tanto ci ama, non ci permetterebbe di essere uccisi.
Voi cosa ne pensate?
Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili ( Subcomandante Marcos )

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25-07-2008 14: 59 Annunci Google
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Penso che la ricompensa di Dio non è in paradiso soltanto
ma anche nella vita terrena.
La felicità non consiste nel godere smisuratamente dei piaceri carnali e materiali.
Si può trovare la vera gioia anche in Dio e il completo appagamento anche senza avere un gran che nella vita. Si gode anche sentendo la presenza di Dio.
''A che serve all'uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l'anima sua?''
Io credo che l'amore di Dio per noi sia manifesto anche oggi,
in ogni cosa che fa per noi.
A me ha dato la vera vita, la vera gioia. Non sento il bisogno di fare cose esagerate per avere la pace e la tranquillità.
C'è gente che dopo aver ''goduto'' nella vita poi si ritrova solo, in depressione con vuoti dentro che niente e nessuno può colmare.
Tutto passa, tutto prima o poi finisce.
'' Il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eteno'' 1 Giovanni 2:17
Niente al mondo, nemmeno i soldi possono rendere la gioia, la serenità, l'amore.
Cogli l'attimo per me è sbagliato. Non è peccando che otteniamo la libertà.
Il cristianesimo non è una costrizione, è un cammino che noi esseri umani siamo LIBERI di scegliere o meno. Se una persona lo sceglie è consapevole che Dio si aspetta determinate cose da noi e di sicuro non vuole sacrifici e penitenze perchè Gesù ha già pagato il prezzo per ogni nostra colpa, dobbiamo solo essergli riconoscenti. Se scegliamo di opporci agli insegnamenti di Dio dobbiamo sapere che la nostra libera scelta ci ha portato lontano da Dio e che se il cristianesimo afferma la verità, un giorno non ci sarà scampo per tutti quelli che hanno rifiutato Dio. Ognuno sceglie cosa credere e si assume le responsabilità delle proprie azioni. Dio non ci vieta di vivere la vita intensamente anzi, Lui vuole essere per noi fonte di vita, di amore, di speranza. Non ci vedo niente di male in questo.
Sinceramente a me fa paura già tanto il termine satanismo.
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Quali sono per te i piaceri della vita?
I giovani oggi si danno all'alcol, alla droga, al fumo, al *****...
e secondo te sono fonte di piacere?
Forse all'inizio, perchè sono giovani, ingenui, stanno bene e nemmeno ci pensano alle conseguenze negative a lungo termine.
Quante persone muoiono di overdose?
Quante persone hanno tumori allo stomaco o al fegato per alcol e fumo?
Quante ragazze diventano ragazze-madri o abortiscono a soli 16 anni?
Quanti divorzi per aver sposato una persona solo per attrazione fisica?
Quanti incidenti stradali per aver bevuto un pò in discoteca?
Quante delusioni d'amore tra ragazzi solo perchè l'amore è visto come un gioco e passatempo?
Quante persone hanno perso tutto solo perchè giocavano d'azzardo?
I piaceri della vita...
per me il vero piacere è aiutare qualcuno, fare volontariato, stare vicino a persone con handicap che hanno bisogno, fare compagniad una persona anziana ormai lasciata sola perchè i parenti hanno altro a cui pensare, vedere il sorriso di un bambino che dopo aver subito violenze è stato traumatizzato tanto da chiudersi in se stesso...
Non bisogna essere egoisti e pensare a ''piaceri'' passeggeri e futili che alla fine portano solo del male. Pensiamo di più all'amore, ai sentimenti veri, all'amicizia e al prossimo.
Non pensiamo che ora va tutto bene e quindi dobbiamo godere spensieratamente.
Ci sono persone intorno a noi che soffrono e noi dobbiamo considerare questo e no che dopo ci veniamo a lamentare che nel mondo c'è cattiveria, ipocrisia, falsità, sofferenza...
riflettiamo. Nel nostro piccolo quotidiano possiamo fare qualcosa.
Amare ed essere amati per me è il migliore piacere che Dio ci ha donato e
tutto il succo del cristianesimo non è costrizione
ma è AMORE.
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Ma gli altri non fanno nulla per noi.
"Fai agli altri quello che fanno a te" sempre dal medesimo libro.
Rispondendo punto per punto.
1)non tutte le droghe portano overdose, e se uno vuole drogarsi che lo faccia, che me frega a me?
2)la birra in compagnia è sacra(inoltre si ritiene che in passato la birra fosse il cosiddetto "idromele", avevano già capito come gira il mondo
)
3)Esistono gli anti-concezionali, ah, vero, il Papa dice che sono immorali, scusate
4)I divorzi possono accadere sempre da sposati, non si sa mai nella vita
5)Quanti incidenti stradali perchè uno passa col rosso? A sto punto bisogna starsene in casa perchè è pericolosissima ogni nostra azione, facendo attenzione ai tappeti, ovviamente
6)Quante delusioni d'amore, anche se viene visto come andrebbe considerato?
7)Il rischio fa parte della vita, bisogna sempre azzardare o non si va da nessuna parte. Bisogna sempre rischiare nelle scelte che si fanno, basta essere consapevoli e ostinati nella scelta che si è fatto(secondo me eh)
Per te il piacere è aiutare qualcuno, vero, è una cosa bella, ma se questo qualcuno, dopo aver ricevuto il tuo aiuto, te lo mette in quel posto?(eufemismo).
Io non ci sto, e giustamente Lavey dice:"Fai agli altri quello che fanno a te", perchè è giusto così. Se uno mi odia, io lo odio. Se uno mi aiuta, lo aiuto. Ma non sempre. Bisogna iniziare a essere meno ingenui se no è la fine.
E poi il cristianesimo è una costrizione velata:"Fai questo o vai all'Inferno, non dire tali cose, non fare certe cose". Basta su, la vita è una, godiamocela finchè possiamo, non fare una vita di costrizioni per ottenere cosa, la vita eterna? Dove? In Paradiso? E dov'è? Viviamo finchè possiamo, così da non rimpiangere quando saremo in punto di morte.
Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili ( Subcomandante Marcos )

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Amare i propri nemici
38 «Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". 39 Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; 40 e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. 41 Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. 42 Dà a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.
43 Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico". 44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici, [benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano,] e pregate per quelli [che vi maltrattano e] che vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46 Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? 47 E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? 48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.
Matteo 5:38-48
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Questa è una cosa impossibile, per via del carattere delle persone. E' impossibile che tutti noi uomini ci vogliamo bene su. E' impossibile dal punto di vista logico, anche nella vita. Uno che ti uccide una persona cara, ma lo odi dal profondo del tuo cuore, non puoi volergli bene su.
Dal medesimo libro:"Se uno ti percuote sulla guancia destra, sfracassagli l'altra".
Inoltre sempre nel libro spiega chiaramente come sia impossibile che tutti gli uomini si amino(in senso platonico). Ci sarà sempre qualcuno che non sopporti, ci sarà sempre qualcuno che ti sta antipatico.
Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili ( Subcomandante Marcos )

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Ti dico una cosa.
Amare incondizionatamente il prossimo è UMANAMENTE impossibile.
Ma se Dio ti cambia la vita tu hai anche la forza di perdonare e amare,
ma non perchè sei cristiano e allora sei chiamato a farlo come un dovere, un comandamento, no! Tu ami l'altro spontaneamente, qualsiasi cosa succeda perchè
dal momento che Dio entra nella tua vita, il tuo carattere è modellato e guidato dallo Spirito Santo che ti fa sentire un sentimento d'amore verso tutti anche nelle situazioni dove tu non vorresti amare ma vendicarti, ma senti che è più forte di te, senti che ami lo stesso quella persona. A volte nella mia vita non ho avuto la forza di perdonare delle persone perchè mi avevano fatto troppo male, per me era impossibile. Ma ci ho pregato, ho chiesto a Dio la forza e Lui mi ha risposto ed ha risolto ogni cosa. Sono riuscita a perdonare queste persone. Quando ''nasci di nuovo'' per una parte è come se non fossi più tu a vivere con il tuo carattere, è come se da quel giorno ti riscopri diverso, fai cose di cui stesso tu ti meravigli, vedi la tua vita cambiata e reagisci in modo diverso alle situazioni che si presentano. Bisogna sperimentarlo per capirlo.
''Se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi'' (Matteo 6:!4)
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mah, W il Taglione 
Quando ''nasci di nuovo'' per una parte è come se non fossi più tu a vivere con il tuo carattere, è come se da quel giorno ti riscopri diverso, fai cose di cui stesso tu ti meravigli, vedi la tua vita cambiata e reagisci in modo diverso alle situazioni che si presentano. Bisogna sperimentarlo per capirlo.
a parte tutto, ci vuole anche molta autoconvinzione per fare ciò! io non ne sarei mai convinto.
OT: @Wick: si ordina su internet la Bibbia di Satana? sembra interessante
<<<
mia madre non sapeva cosa fare dopo che tutto il giorno lo guardava senza dargli conto!>>> cit. Leandrì
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Nemmeno io ero convinta fino a che mi è capitato anche a me.
Per me non sono teorie o modi di pensare, per me è la realtà
concreta e pratica.
La legge di Mosè dice: "Darai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente..." (Es. 21:24-25). È chiaro che, secondo questa legge, come ci viene fatto, così noi dovremmo fare agli altri. Vediamo dunque che nel Vecchio Testamento la legge di Mosè prevedeva per chi commetteva il male una giustizia senza misericordia.
Gesù Cristo, invece, cosa ha insegnato a fare a noi che siamo sotto la grazia, quando subiamo un'ingiustizia, una violenza, o una persecuzione?
Gesù non si limitò a parlare di questi insegnamenti, ma la Sua stessa vita nel mondo rispecchiava sia questi che tutti gli altri suoi insegnamenti. Egli ha detto: "Vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io" (Giovanni 13:15). E gli apostoli aggiungono: "Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme" (1 Pietro 2:21).
Vediamo ora brevemente se secondo la Scrittura ci fu un uso della forza da parte di Cristo per difendere se stesso o per fare giustizia nella società.
Gesù, dopo che ebbe predicato nella sinagoga di Nazaret, fu cacciato dalla città e fu condotto fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la città, per essere precipitato giù dal monte. Momenti difficili dunque per Lui perché i suoi nemici intendevano ucciderlo. Come reagì? "Passando in mezzo a loro, se ne andò" (Luca 4:30). In un'altra occasione, i Giudei "presero delle pietre per tirargliele" (Giov. 8:59). Gesù quindi stava per essere lapidato, perché si era dichiarato Dio; un altro pericolo di morte dunque per Lui. Come reagì? Giovanni dice che Gesù semplicemente "uscì dal tempio" (Giov. 8:59). Come si può vedere, Gesù non fece ricorso all'uso della forza contro i suoi nemici. E come abbiamo già dimostrato Egli non contrastò i suoi nemici neppure quando poi fu arrestato, flagellato, condannato, e messo sulla croce.
Lui si avviò allo scannatoio come un agnello muto, un docile agnello. Egli sapeva che il terzo giorno dopo la Sua morte sarebbe risuscitato; per cui davanti a Lui era posta la gioia della risurrezione.
Qualcuno però ritiene che Gesù usò la forza fisica contro i suoi nemici in una occasione, e cioè quando scacciò dal tempio coloro che vendevano e compravano. Ma se è vero che la Scrittura dice che Egli "cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano" (Matt. 21:12), è altresì vero che la stessa Scrittura non afferma che Egli mise mai le mani addosso ai venditori e ai compratori, strattonandoli o spingendoli o percuotendoli. Si può scacciare una persona da un luogo sgridandola e non necessariamente percuotendola o spingendola fuori dal luogo.
Rimane infine da vedere se Gesù fece ricorso alla forza sia diretta o indiretta tramite le autorità per difendere gli oppressi, i perseguitati, i maltrattati. Anche in questo caso nella storia di Gesù di Nazaret così come la troviamo scritta nei Vangeli, non si intravede alcun ricorso a qualche forma di forza da parte di Gesù per difendere i deboli e gli oppressi che di certo c'erano anche allora. Dalle parole di Gesù i perseguitati a motivo di giustizia, quelli che facevano cordoglio a motivo dei torti subiti, erano considerati beati; come avrebbe potuto mettersi a difenderli con la Sua forza o tramite quella dello Stato per fare loro giustizia? Anche coloro che subivano oltraggi di ogni genere a motivo del Suo nome erano da Lui dichiarati beati. Dunque Gesù non fece ricorso a nessun tipo di forza fisica per difendere i deboli, i miti, i perseguitati. E come avrebbe potuto fare una simile cosa, Lui che è il Principe della pace? Lui che ha detto di amare i nemici e di pregare per quelli che ci perseguitano?
Gesù fu coerente, e questa sua coerenza deve servire d'esempio a noi che essendo Suoi discepoli siamo figli della pace. Può non essere facile seguire l'esempio di Gesù, ma neppure è impossibile.
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