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si scredita da solo e non se ne rende neanche conto?
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02-11-2008 17: 17 Annunci Google
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Dire " Sono sciocchezze perchè si basano solo su "fonti secondarie" (fonti storiche) sia un modo di screditare una "fonte secondaria " come la Bibbia e la vita di Gesù.
dà dell'illogico alla datazione del 25 Dicembre come nascita di Gesù,ma quanto di illogico c'è nel libro sacro.
Fanno i razionali sulle considerazioni degli altri ma diventano irrazionali e chiusi al dialogo quando si tratta di parlare della Bibbia?
Come si fa a confutare qualcosa dicendo, non è vero perchè solo queste fonti dicono così, mentre gli storici cattolici non le ritengono attendibili
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1) La Bibbia per i credenti è una fonte primaria e super attendibile.
2) Il 25 dicembre non è una data illogica come le cose della Bibbia
ma è prima di tutto inventata da uomini e non menzionata nella Bibbia e quest'ultima è illogica solo per chi non crede.
3) Non è irrazionale quando si parla della Bibbia, ma in generale quando si parla di Dio, di Gesù non si può essere mai razionali perchè si tratta di cose divine non spiegabili con l'intelligenza umana. Gesù stesso diceva che questo messaggio di verità era pazzia e irrazionalità per il mondo.
4) l'ultimo punto non l'ho capito, cosa volevi dire?
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esattemente quello volevo spiegare
confuta come inesatte e incerte certe formulazioni degli storici,definisce secondarie le loro fonti adducendo che le conoscenze su quel periodo e quella civiltà come sommarie e successivamente prive di conferme nella storiografia classica,questo non è confutare ma screditare.
sono valutazioni soggettive,non fatti oggettivi,semplicemente decide lui cosa ha senso credere e cosa no,questo volevo dire,nello stesso modo posso mettere in dubbio la Bibbia
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ah sei un fans di cascioli?
Io ho letto i suoi libri e molti altri di più.
Ho anche un blog che fa diverse inchieste sulla religione.
igordellarmi
scusa se l'ho spezzato ma non lo inviava
ora poco aggiornato però
:-)
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Natale

Originariamente Scritto da
3L3N4
1)
Il 25 dicembre non è una data illogica come le cose della Bibbia
ma è prima di tutto inventata da uomini e non menzionata nella Bibbia e quest'ultima è illogica solo per chi non crede.
Il Natale è una celebrazione basata sulla Bibbia?
Data della ricorrenza
Il Dizionario Ecclesiastico della U.T.E.T. (1953-1958), dice: “Riguardo al giorno e al mese di questa nascita [di Gesù] i Vangeli sono muti .*.*. l’introduz. nella liturgia del 25/12 come festa della Natività di Cristo non sarebbe avvenuta che in vista di opporre una festa cristiana alla festa pagana della nascita di Mitra (solis invicti) celebrata il 25/12 nel paganesimo del sec.*III e*IV”. —*Vol.*II, p.*1102.
Luca 2:8-11 indica che al tempo della nascita di Gesù i pastori erano nei campi di notte. Un libro afferma: “Le greggi .*.*. l’inverno lo passavano negli ovili, e basta questo particolare per dimostrare che la tradizionale data del Natale in inverno non ha molte probabilità di essere esatta, poiché il Vangelo ci dice che i pastori erano nei campi”. —*La vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù, di Daniel-Rops, Mondadori, 1986, trad. di Michele Lo Buono, p.*266.
Il Dizionario Enciclopedico Italiano di G.*Treccani (1955-1961) dichiara: “Si riconosce ormai universalmente che una festa della natività di Gesù Cristo è ignota ai Padri dei primi tre secoli e che manca una tradizione autorevole circa la data della sua nascita .*.*. Nella scelta del 25*dic. come giorno del Natale del Salvatore ebbe certo molta influenza il calendario civile romano che dalla fine del sec.*3° celebrava in quel giorno il solstizio invernale e il natale del ‘sole invitto’ (Dies natalis invicti solis) .*.*. Tra le celebrazioni domestiche e popolari vanno ricordati il ceppo, i fuochi e i falò (sopravvivenze di quelli accesi in antico per il solstizio) .*.*. l’albero di*N. (anch’esso sopravvivenza di riti agrarî)”. —*Vol. VIII, p.*242.
La Grande Enciclopedia De Agostini (1972-1978) afferma: “Si celebrava [presso i romani] anche il*n. [natale] di certe divinità di cui era significativa la ‘nascita’ (p.*es. del Sole Invitto e di Mithra). Per quest’ultimo dio il n. era celebrato il 25*dicembre e costituiva un’importante festa solstiziale, ereditata poi dal cristianesimo come n. di Cristo. I primi n. cristiani datano dall’inizio del sec.*IV. Alla scelta del 25*dicembre contribuì anche il simbolismo naturale: festeggiare, cioè, nei giorni in cui la luce comincia a ricrescere, dopo il solstizio d’inverno, il n. di Cristo ‘sole di giustizia e di verità’, che dissipa le tenebre del mondo”. —*Vol.*XIII, p.*412.
Lo scambio di doni come parte della festa; favole su Babbo Natale, ecc.
Alla voce “natale” la Grande Enciclopedia De Agostini (1972-1978) dice: “Collegati con la festa del N. sono degli usi che non sempre sono di origine cristiana, anzi per la maggior parte hanno le loro origini nelle religioni e civiltà pre-cristiane. .*.*. Da un lato una serie di usi che chiaramente derivano dai Saturnali romani, che appunto si celebravano nella seconda metà di dicembre: in particolare l’uso di luminarie, lo scambio di doni, i regali ai bambini”. (Vol.*XIII, p.*412) Il vero spirito della “generosità” natalizia è evidente dal fatto che spesso consiste in uno scambio di doni. Questo spirito non reca vera felicità, perché viola princìpi cristiani come quelli riportati in Matteo 6:3,*4 e 2*Corinti 9:7. È ovvio che un cristiano può fare doni ad altri come espressione d’affetto in altri periodi dell’anno, tutte le volte che lo desideri.
A seconda del luogo in cui vivono, ai bambini vien detto che i doni sono stati portati da Babbo Natale, Santa Claus, Père Noël, Knecht Ruprecht, dai Magi, dall’elfo Jultomten (o Julenissen), o dalla Befana. (The World Book Encyclopedia, 1984, Vol.*3, p.*414) Chiaramente si tratta di semplici favole. Raccontando ai bambini queste favole si edifica in loro il rispetto per la verità? Si onora Gesù Cristo, che insegnò che Dio dev’essere adorato con verità? —*Giov. 4:23,*24.
Che male c’è a partecipare a celebrazioni di origine non cristiana se non lo si fa per motivi religiosi?
Efes. 5:10,*11: “Continuate ad assicurarvi di ciò che è accettevole al Signore; e cessate di partecipare con loro alle infruttuose opere che appartengono alle tenebre, ma, piuttosto, riprendetele”.
2*Cor. 6:14-18: “Quale associazione hanno la giustizia e l’illegalità? O quale partecipazione ha la luce con le tenebre? Inoltre, quale armonia c’è fra Cristo e Belial? O quale parte ha il fedele con l’incredulo? E quale accordo c’è fra il tempio di Dio e gli idoli? .*.*. ‘“Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi”, dice Jahvè, “e cessate di toccare la cosa impura”’; ‘“e io vi accoglierò .*.*. E io vi sarò padre e voi mi sarete figli e figlie”, dice Geova l’Onnipotente’”. (Un vero amore per Dio e il vivo desiderio di piacergli aiuteranno la persona a liberarsi da usanze non cristiane che potrebbero esercitare un’attrattiva a livello emotivo. Chi veramente conosce Dio e lo ama non pensa che evitando pratiche che onorano falsi dèi o che promuovono la falsità si stia in qualche modo privando della felicità. Il vero amore lo fa rallegrare non dell’ingiustizia, ma della verità. Vedi 1*Corinti 13:6).
Confronta Esodo 32:4-10. Si noti che gli israeliti avevano adottato un rito religioso egiziano e gli avevano dato un nuovo nome: “Festa a Jahvè”. Ma Dio li punì severamente per questo. Oggi in relazione con le feste noi vediamo solo usanze del XX*secolo. Alcune possono sembrare innocue. Ma Dio conosce, per averle viste, le usanze religiose pagane da cui queste hanno avuto origine. Ciò che conta per noi non dovrebbe forse essere la sua opinione in merito?
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