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Cena del Ricordo
Doveva essere l'istituzione della Cena del Ricordo e invece fu cambiata nella conosciuta Eucarestia ovvero la trasformazione dell'ostia consacrata e del vino in corpo e sangue di Gesù.
Vediamo come si svolsero le cose e le parole precise pronunciate da Gesù in quel Giovedi:
“Prendete questa coppa e bevetene tutti. Questa sarà la coppa del mio ricordo. Questa è la coppa della benedizione di una nuova dispensazione di grazia e di verità. Essa sarà per voi il simbolo dell’effusione e del ministero dello Spirito della Verità divino. Ed io non berrò nuovamente questa coppa con voi fino a quando non ne berrò nella nuova forma con voi nel regno eterno del Padre.”
Quando essi ebbero finito di bere questa nuova coppa del ricordo, il Maestro prese il pane e, dopo aver reso grazie, lo ruppe in pezzi e, ordinando loro di passarselo, disse: “Prendete questo pane del ricordo e mangiatelo. Vi ho detto che io sono il pane della vita. E questo pane della vita è la vita congiunta del Padre e del Figlio in un solo dono. La parola del Padre, qual è rivelata nel Figlio, è in verità il pane di vita.”
“Tutte le volte che farete questo, fatelo in memoria di me. E quando vi ricorderete di me, riandate prima alla mia vita nella carne, ricordatevi che sono stato un tempo con voi, e poi, per mezzo della fede, discernete che cenerete tutti un giorno con me nel regno eterno del Padre. Questa è la nuova Pasqua che lascio a voi, il ricordo stesso della mia vita di conferimento, la parola di vita eterna e del mio amore per voi, l’effusione del mio Spirito della Verità su tutta la carne.”
Sul finire della cena cantarono tutti il salmo 118-
A Gesù il fatto di consumare l'agnello come era tradizione ebrea non era piaciuto mai e in quella occasione oltre a togliere quell'antica usanza offri un motivo di ricordo ogni volta che in "spirito" ogni credente è collegato a lui e anche in questa circostanza (ma non solo).
Il tutto poi fu dogmatizzato e reso in forma cerimoniale, invece non era stato incaricato alcuno di presiedere e tanto meno di consacrare un qualcosa che di per se è un atto simbolico. Quello che conta è la vera unione in spirito e di certo essa non avviene per un "miracolo" o ritenuto tale (transunstansazione) ma per la presenza reale in Spirito di Gesù con il nostro Spirito, proveniente dal Padre stesso.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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16-09-2011 19: 02 Annunci Google
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mi sembra che ci sia anche una cerimonia in cui Gesù lavava i piedi agli apostoli ed anche rivelazioni su chi lo tradirà su questa ultima Cena se ricordo bene
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Originariamente Scritto da
janet
mi sembra che ci sia anche una cerimonia in cui Gesù lavava i piedi agli apostoli ed anche rivelazioni su chi lo tradirà su questa ultima Cena se ricordo bene
Esatto Janet, questi brani sono tratti dagli avvenimenti di quel Giovedì, c'è tutta la scena della lavanda dei piedi tale e quale a quella letta nel Vangelo.
Questa che riporto invece è uno dei tanti brani che furono cambiati, per motivi comprensibili
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Quell'ultima cena è un avvenimento denso di significato, dato che da lì a poche ore Gesù avrebbe dato la sua vita in sacrificio per il genere umano. Ma sono d'accordo con tè che successivamente il suo significato è stato modificato.
In quella circostanza Gesù usò dei simboli per marcare l'importanza di quell'avvenimento:
“Preso un pane, rese grazie, lo spezzò, e lo diede loro, dicendo: ‘Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me’”. —*Luca 22:19.
Prendendo il pane e dicendo “questo significa il mio corpo” Gesù indicò che il pane non lievitato rappresentava o simboleggiava il suo corpo carnale senza peccato, che diede “a favore della vita del mondo”. (Giovanni 6:51) Sebbene in alcune traduzioni bibliche si legga “Questo è [greco, estìn] il mio corpo”, un lessico neotestamentario dice che questo verbo assume spesso il significato di “denotare, significare, voler dire”. (Thayer, Greek-English Lexicon of the New Testament) Esprime l’idea di rappresentare o simboleggiare.
Fece la stessa cosa con il calice di vino. Gesù disse: “Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue, che dev’essere versato in vostro favore”. —*Luca 22:20.
Secondo il racconto di Matteo, Gesù disse riguardo al calice: “Questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati”. (Matteo 26:28) Gesù usò il vino che era nel calice per rappresentare o simboleggiare il suo sangue.
Il vino del calice serve anche a ricordare che il sangue versato da Gesù sarebbe stato la base per concedere “il perdono dei peccati”;.
Cosa significa per noi oggi quell'ultima cena?
La morte di sacrificio del Signore Gesù Cristo costò molto sia a lui che al Padre suo. Essendo un uomo perfetto, Gesù non andava incontro alla morte ereditata come invece succede a tutti noi. (Romani 5:12; Ebrei 7:26) Avrebbe potuto continuare a vivere per sempre. Nessuno avrebbe potuto togliergli la vita, neppure con la forza, se lui non lo avesse permesso. Disse: “Nessuno me l’ha tolta [la vita], ma la cedo di mia propria iniziativa”. —*Giovanni 10:18.
Tuttavia Gesù offrì volontariamente la sua perfetta vita umana in sacrificio affinché “mediante la sua morte riducesse a nulla colui che ha i mezzi per causare la morte, cioè il Diavolo, ed emancipasse tutti quelli che per timore della morte erano per tutta la vita sottoposti a schiavitù”. (Ebrei 2:14,*15) L’amore altruistico di Cristo si vede ulteriormente dal tipo di morte a cui si sottopose. Sapeva bene cosa avrebbe sofferto e come sarebbe morto. —*Matteo 17:22; 20:17-19.
Si pensi al prezzo elevato che è stato pagato da Dio e Gesù Cristo per noi peccatori! (Romani 3:23) Ogni giorno vediamo la dolorosa realtà della nostra natura peccaminosa e delle nostre imperfezioni. Tuttavia in base alla fede nel sacrificio di riscatto di Gesù possiamo chiedere perdono a Dio. (1*Giovanni 2:1,*2) Questo ci permette di avere libertà di parola presso Dio e una coscienza pura.
Queste espressioni di bontà da parte di Dio mediante Gesù Cristo dovrebbero suscitare in noi profonda e duratura gratitudine nonché apprezzamento.
nei loro confronti.
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Il discorso che hai fatto sarebbe ineccepibile e complimenti per la ricerca che hai fatto. Però c'è un contro senso sul principio del Sacrificio.
Sappiamo che Gesù non amava i cerimoniali dove si sacrificavano animali, tanto meno quando tempo indietro c'era addirittura l'usanza di sacrificare il primogenito.
Quindi a rigor di logica Gesù stesso non avrebbe mai "usato" il gesto del sacrificio per collegarlo ad un significato, tanto meno la redenzione dell'anima.
Gesù era intenzionato a fare la volontà del Padre e come tale raggiunse l'apice di quel sacrificio che in luoghi e tempi diversi non avrebbe dovuto verificarsi.
Come osservi giustamente, Gesù avrebbe vissuto a tempo indefinito e se ne sarebbe andato alla maniera "del carro di fuoco" o in altro modo, come quando scomparve dalla vista degli apostoli dopo la resurrezione.
Allora quale sarebbe il messaggio?
Per quello che ho postato io si trattava di un ricordo in memoria sua.
Del resto che "per fede" si è salvi è qualcosa che ci viene addirittura da Abramo:
Romani 4
4:1 Che diremo dunque che l’antenato nostro Abramo abbia ottenuto secondo la carne?
4:2 Poiché se Abramo è stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che gloriarsi; ma dinanzi a Dio egli non ha di che gloriarsi; infatti, che dice la Scrittura?
4:3 Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. (ed. Riveduta)
Se proprio si vuole guardare il fatto storico è facile intuire che Scribi, Farisei e Sommi Sacerdoti con a capo Caifa, complice Giuda giustiziarono Gesù e così andò bene sia al Padre che a Gesù stesso
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Originariamente Scritto da
Finalitario
Il discorso che hai fatto sarebbe ineccepibile e complimenti per la ricerca che hai fatto. Però c'è un contro senso sul principio del Sacrificio.
Sappiamo che Gesù non amava i cerimoniali dove si sacrificavano animali, tanto meno quando tempo indietro c'era addirittura l'usanza di sacrificare il primogenito.
Quindi a rigor di logica Gesù stesso non avrebbe mai "usato" il gesto del sacrificio per collegarlo ad un significato, tanto meno la redenzione dell'anima.
Gesù era intenzionato a fare la volontà del Padre e come tale raggiunse l'apice di quel sacrificio che in luoghi e tempi diversi non avrebbe dovuto verificarsi.
Come osservi giustamente, Gesù avrebbe vissuto a tempo indefinito e se ne sarebbe andato alla maniera "del carro di fuoco" o in altro modo, come quando scomparve dalla vista degli apostoli dopo la resurrezione.
Allora quale sarebbe il messaggio?
Per quello che ho postato io si trattava di un ricordo in memoria sua.
Del resto che "per fede" si è salvi è qualcosa che ci viene addirittura da Abramo:
Romani 4
4:1 Che diremo dunque che l’antenato nostro Abramo abbia ottenuto secondo la carne?
4:2 Poiché se Abramo è stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che gloriarsi; ma dinanzi a Dio egli non ha di che gloriarsi; infatti, che dice la Scrittura?
4:3 Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. (ed. Riveduta)
Se proprio si vuole guardare il fatto storico è facile intuire che Scribi, Farisei e Sommi Sacerdoti con a capo Caifa, complice Giuda giustiziarono Gesù e così andò bene sia al Padre che a Gesù stesso
In effetti Gesù adempì e allo stesso tempo annullò la legge mosaica che tra l'altro esigeva dei sacrifici animali per il perdono dei peccati. Però quella legge prefigurava proprio la venuta del Messia, e quei sacrifici animali additavano un sacrificio più grande quello di Gesù appunto.
1 Pietro 3:18 dice "Infatti, anche Cristo morì una volta per sempre in quanto ai peccati, un giusto per ingiusti, per condurvi a Dio, essendo messo a morte nella carne, ma essendo reso vivente nello spirito"
Il concetto di riscatto è un concetto ripetuto più volte nelle scritture greche (nuovo testamento) anche se molte traduzioni omettono questo termine "riscatto".
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Originariamente Scritto da
iacchetti
In effetti Gesù adempì e allo stesso tempo annullò la legge mosaica che tra l'altro esigeva dei sacrifici animali per il perdono dei peccati. Però quella legge prefigurava proprio la venuta del Messia, e quei sacrifici animali additavano un sacrificio più grande quello di Gesù appunto.
1 Pietro 3:18 dice "Infatti, anche Cristo morì una volta per sempre in quanto ai peccati, un giusto per ingiusti, per condurvi a Dio, essendo messo a morte nella carne, ma essendo reso vivente nello spirito"
Il concetto di riscatto è un concetto ripetuto più volte nelle scritture greche (nuovo testamento) anche se molte traduzioni omettono questo termine "riscatto".
questo secondo la tradizione cattolica e diciamo che può anche essere.
Ma allora per esempio se Gesù morì per i nostri peccati, tutti dovrebbero essere salvi, nessuno escluso. Cioè sarebbe un controsenso nel momento in cui il suo sacrificio sia poi condizionato al pentimento personale.
Per dirne una.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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le chiese sono piene di ex voto, vuol dire che nei secoli donare al dio qualcosa in cambio del favore ricevuto è rimasto, non sapremo mai cosa successe e se avvenne quell'ultima cena, quello che colpisce è il messaggio di Cristo se poi era pro o contro i sacrifici degli animali non credo che abbia colpito molto le generazioni successive
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Originariamente Scritto da
Finalitario
questo secondo la tradizione cattolica e diciamo che può anche essere.
Ma allora per esempio se Gesù morì per i nostri peccati, tutti dovrebbero essere salvi, nessuno escluso. Cioè sarebbe un controsenso nel momento in cui il suo sacrificio sia poi condizionato al pentimento personale.
Per dirne una.
Tutti hanno la possibilità di essere salvati, grazie al sacrificio di Gesù; ma la cosa non avviene in automatico. Bisogna esercitare fede in Gesù e nel suo sacrificio; quindi dipenfde da ognuno di noi se beneficiare di questo provvedimento oppure no.
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Originariamente Scritto da
janet
le chiese sono piene di ex voto, vuol dire che nei secoli donare al dio qualcosa in cambio del favore ricevuto è rimasto, non sapremo mai cosa successe e se avvenne quell'ultima cena, quello che colpisce è il messaggio di Cristo se poi era pro o contro i sacrifici degli animali non credo che abbia colpito molto le generazioni successive
I vangeli descrivono chiaramente cosa avvenne quella sera, poi crederci o meno è una scelta personale. In quanto alle chiesa (cattolica) come ho già evidenziato in altre discussioni io faccio una netta separazione tra essa e il cristianesimo.
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