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Le rivelazioni e le visioni: una necessità?
Ho preso spunto da uno scambio di opinioni con Finalitario, per approfondire, secondo le nostre esperienze, il tema delle rivelazioni e, aggiungo io, delle visioni.
Finalitario ha parlato della V rivelazione, ma cercando sul web non ho trovato nulla in proposito.
In ogni caso, quello che vorrei dibattere nel thread è questo: perché da duecento anni a questa parte avvengono tante rivelazioni, o apparizioni di madonne in tutta l'Europa occidentale? Sembra quasi che vi sia una vera e propria "necessità" di toccare con mano le divinità che, per millenni sono state rintanate nel loro olimpo. Proprio così. Intravedo in questi fenomeni un fatto molto positivo, giacché vedo in questa necessità un cammino spirituale non più passivo (come piace tanto affermare ad Arcofreccia), ma quasi di ribellione a quel silenzio durato millenni da parte di queste divinità, nei confronti delle tragedie del mondo.
Data questa personale interpretazione, possiamo considerare le visioni o rivelazioni come una ribellione dei fedeli nei confronti delle divinità, e una necessità “matura” di avvicinarsi più concretamente a loro? Ovvero: nella pratica, il silenzio divino non è più accettato passivamente perché i fedeli sono diventati più maturi e intraprendenti?
YouTube - La rivelazione finale PARTE 5
Ultima modifica di arcoefreccia; 04-05-2011 alle 10: 48 Motivo: Rimosso video, materiale protetto da copiright
Sarò banale ma continuo ad affermare che la verità ha molte facce.
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04-05-2011 09: 02 Annunci Google
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La religione in quanto tale non credo che debba servirsi di visioni o rivelazioni per guadagnare credibilità.
Un credente dovrebbe a mio avviso fare della sua Fede una certezza senza aver bisogno di prove materiali. San Tommaso, del resto, non é un personaggio positivissimo perché chiede riscontri oggettivi e prove materiali.
I miracoli, le apparizione dovrebbero quindi essere dei motivi di gioia, non delle prove del nove.
Detto ciò e volendo fare il maligno, é innegabile che le apparizioni possano essere oggetto di dubbi da parte di chi non crede: un ateo potrebbe, con cinismo, equipararli a dei messaggi pubblicitari di grande impatto
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Dato che sono chiamato in causa intanto direi che il motivo principale del mio allontanamento nei confronti del mondo cattolico fu dovuto quasi nella totalità proprio al fatto delle apparizioni e/o dei miracoli ma ora non mi sembra il modo di approfondire, basta lo spunto.
Da questa premessa invece, sono giunto dopo diversi anni ad un testo (quello indicato sopra con un nome non noto di V Rivelazione) che secondo me è tutto il contrario di ciò che abitualmente si indica con questo termine, in effetti di rivelato, inteso come esposizione futuri dei fatti, non c'è proprio nulla ma invece si tratta di un evento che a come dice lo stesso testo ha una importanza specifica data dal fatto che ogni sistema planetario ha una sua storia e quella nostra sembra molto particolare e tale da essere chiamata con un nome (cito a memoria) "pianeta sperimentale" dove il corso evolutivo normale lascia il posto a qualcos'altro che non sia appunto usuale.
Sembrerebbe che la civiltà della Terra sia in forte ritardo nei confronti della normalità di altri pianeti simili e proprio per questo (o anche per questo) il testo della V rivelazione farebbe un po da contraltare diciamo alla mancanza di evoluzione dovuta a molte cause.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Originariamente Scritto da
darthjo
La religione in quanto tale non credo che debba servirsi di visioni o rivelazioni per guadagnare credibilità.
Un credente dovrebbe a mio avviso fare della sua Fede una certezza senza aver bisogno di prove materiali. San Tommaso, del resto, non é un personaggio positivissimo perché chiede riscontri oggettivi e prove materiali.
I miracoli, le apparizione dovrebbero quindi essere dei motivi di gioia, non delle prove del nove.
Detto ciò e volendo fare il maligno, é innegabile che le apparizioni possano essere oggetto di dubbi da parte di chi non crede: un ateo potrebbe, con cinismo, equipararli a dei messaggi pubblicitari di grande impatto
Come ho già detto nel post precedente, non so a cosa si riferisse Katerpillar9 ma per quanto mi riguarda questo tipo di rivelazione non ha nulla a che fare con eventi diciamo miracolistici o quanto altro.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Originariamente Scritto da
Finalitario
Come ho già detto nel post precedente, non so a cosa si riferisse Katerpillar9 ma per quanto mi riguarda questo tipo di rivelazione non ha nulla a che fare con eventi diciamo miracolistici o quanto altro.
Non ho letto il forum da cui Kat dice di aver preso spunto per cui mi sono limitato a rispondere alle domande poste sopra
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Originariamente Scritto da
darthjo
Non ho letto il forum da cui Kat dice di aver preso spunto per cui mi sono limitato a rispondere alle domande poste sopra

No, ma non c'è nulla di strano, semmai doveva essere compito di chi crea il topic ma non è questo il punto. Cmq limitatamente a questo credo di aver chiarito.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Originariamente Scritto da
katerpillar9
perché da duecento anni a questa parte avvengono tante rivelazioni, o apparizioni di madonne in tutta l'Europa occidentale? Sembra quasi che vi sia una vera e propria "necessità" di toccare con mano le divinità che, per millenni sono state rintanate nel loro olimpo. Proprio così. Intravedo in questi fenomeni un fatto molto positivo, giacché vedo in questa necessità un cammino spirituale non più passivo (come piace tanto affermare ad Arcofreccia), ma quasi di ribellione a quel silenzio durato millenni da parte di queste divinità, nei confronti delle tragedie del mondo.
Data questa personale interpretazione, possiamo considerare le visioni o rivelazioni come una ribellione dei fedeli nei confronti delle divinità, e una necessità “matura” di avvicinarsi più concretamente a loro? Ovvero: nella pratica, il silenzio divino non è più accettato passivamente perché i fedeli sono diventati più maturi e intraprendenti?
Piccola premessa: non "mi piace tanto affermare" Kat, ma osservo quotidianamente in diverse persone quell'atteggiamento "passivo" nel vivere la fede. Questo per dire che di solito quando apro bocca o intervengo, non lo faccio "perchè mi piace tanto", ma perchè credo in ciò che affermo.
Arriviamo all'argomento del 3d:
Se penso in senso ampio alle cosiddette "rivelazioni" - intendendo con questo termine non solo apparizioni e miracoli "canonici" di cui parla la chiesa cattolica ma qualsiasi forma di manifestazione o contatto spirituale che l'uomo può sperimentare nel corso della sua esistenza - concordo sul fatto che si tratti di segnali estremamente positivi e che denotino un'aumentato grado di maturità nell'essere umano. Sono però dell'idea che non sia tutto un "merito" nostro, come affermi tu Kat, non tanto un frutto della nostra maggiore intraprendenza o volontà espressa di tendere la mano verso l'alto (o meglio, in alcuni di noi di sicuro questa intraprendenza c'è e si sente, ma non credo si possa attribuire ancora alla maggioranza di noi) quanto una volontà che viaggia in senso contrario: dall'alto verso il basso, dal mondo ultraterreno a quello terreno. Come a dire: chi sta al di sopra sceglie con cura tempi e modi per renderci più partecipi, in base a quello che è il disegno di vita di ognuno di noi.
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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arcoefreccia
Piccola premessa: non "mi piace tanto affermare" Kat, ma osservo quotidianamente in diverse persone quell'atteggiamento "passivo" nel vivere la fede. Questo per dire che di solito quando apro bocca o intervengo, non lo faccio "perchè mi piace tanto", ma perchè credo in ciò che affermo.
Sicuramente sto passando un periodo in cui ho difficoltà a farmi comprendere, poiché le mie parole sono interpretate in un modo che non intendevo.
Per esempio: quando scrivo che ti piace affermare, non intendevo che per te è un passatempo in cui, tra l’altro, non credi, ma che ogni volta che toccavi l’argomento ne parlavi ripetendolo, proprio in virtù della tua convinzione in quello che affermavi.
Mi è venuto spontaneo scrivere in quel modo perché lo hai ripetuto più e più volte in diverse risposte. Perciò, per favore, ringuaina la spada, poiché non è mia intenzione travisare quello che scrivi tu e né quello degli altri.
Arriviamo all'argomento del 3d: Se penso in senso ampio alle cosiddette "rivelazioni" - intendendo con questo termine non solo apparizioni e miracoli "canonici" di cui parla la chiesa cattolica ma qualsiasi forma di manifestazione o contatto spirituale che l'uomo può sperimentare nel corso della sua esistenza concordo sul fatto che si tratti di segnali estremamente positivi e che denotino un aumentato grado di maturità nell'essere umano. Sono però dell'idea che non sia tutto un "merito" nostro, come affermi tu Kat, non tanto un frutto della nostra maggiore intraprendenza o volontà espressa di tendere la mano verso l'alto (o meglio, in alcuni di noi di sicuro questa intraprendenza c'è e si sente, ma non credo si possa attribuire ancora alla maggioranza di noi) quanto una volontà che viaggia in senso contrario: dall'alto verso il basso, dal mondo ultraterreno a quello terreno. Come a dire: chi sta al di sopra sceglie con cura tempi e modi per renderci più partecipi, in base a quello che è il disegno di vita di ognuno di noi. Mi fa piacere questa risposta, poiché mi sembra che tu sia entrata in pieno nell'argomento, anche se vi ho intravisto alcune lievi distonie; nel senso che, a mio modo di vedere, non si può dichiarare una cosa venendo incontro al mio discorso, e nel passo successivo modificare la versione che, nei contenuti, stravolge la prima.
Mi spiego meglio: è vero, come tu affermi, che non tutti possono aver raggiunto quella maturità per "ribellarsi" al silenzio delle divinità, infatti, le visioni non sono migliaia ma poche decine e, sopratutto, sono apparse a bambini così piccoli che, forse, sarebbe improprio parlare di esperienza spirituale.
Allora, ti domanderai, perché ho tirato in ballo la "maturità" dei fedeli? L'ho fatto perché quando la visione avviene, sono proprio questi ultimi che s’impossessano dell'evento e lo portano avanti in maniera travolgente e, direi, senza ombra di dubbio, commovente.
Ecco! E' proprio questa moltitudine impregnata di spiritualità che mi ha spinto a parlare di necessità e, nello stesso tempo, d’intraprendenza matura verso il divino. Come per dire: ora sei qui e devi rimanere con noi.
Per altro, per venire al contrario di cui parlavo, due sono le cose: o sono i fedeli che maturano e decidono sia giunto il momento della vicinanza con il loro dio, o e Lui che, “dall'alto verso il basso” decide di venire accanto ai suoi figli. Perciò, in quel caso, a mio modo di vedere, si ritornerebbe a quella "passività" di cui si parlava. Quindi, sinceramente, a me piace immaginare di più che sia la prima versione. 

Sarò banale ma continuo ad affermare che la verità ha molte facce.
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Noto che il termine divinità sia usato a mio modo impropriamente, infatti per divinità è inteso anche in un certo senso l'uomo stesso, dato che ha dei componenti divini (per al verità quasi tutti), diverso è parlare di Deità. Capisco pure che forse il confine per molti è del tutti incomprensibile o inesistente. Ma quello che sottolineo ancora è il fatto che quello a cui mi riferivo (la V Rivelazione) non ha nulla a che fare con l'argomento poi che si cerca di intavolare ore, le apparizioni o quanto altro, anzi siamo per certi versi in settori del tutto opposti.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Originariamente Scritto da
katerpillar9
Perciò, per favore, ringuaina la spada, poiché non è mia intenzione travisare quello che scrivi tu e né quello degli altri.
Ti faccio notare, Kat, che nessuno ha sguainato nessuna spada; perciò, per favore, non nominarla a sproposito
a mio modo di vedere, non si può dichiarare una cosa venendo incontro al mio discorso, e nel passo successivo modificare la versione che, nei contenuti, stravolge la prima.
Mi spiego meglio: è vero, come tu affermi, che non tutti possono aver raggiunto quella maturità per "ribellarsi" al silenzio delle divinità, infatti, le visioni non sono migliaia ma poche decine e, sopratutto, sono apparse a bambini così piccoli che, forse, sarebbe improprio parlare di esperienza spirituale.
A mio modo di vedere invece, le due parti del discorso non sono in antitesi, nè l'una stravolge l'altra. Tu parli di quella maturità per "ribellarsi al silenzio delle divinità"; io non trovo maturità nella ribellione, nè sono abituata a pensare a questo tipo di ribellione, come tu la chiami, come mezzo per andare a caccia di esperienze spirituali che possano "aprire gli occhi" o "dare un segno che allora è tutto vero". Proprio nessuna maturità, tutto il contrario: trovo che la fede di chi abbia continuamente bisogno di segni non sia fede matura.
Allora, ti domanderai, perché ho tirato in ballo la "maturità" dei fedeli? L'ho fatto perché quando la visione avviene, sono proprio questi ultimi che s’impossessano dell'evento e lo portano avanti in maniera travolgente e, direi, senza ombra di dubbio, commovente.
Ecco! E' proprio questa moltitudine impregnata di spiritualità che mi ha spinto a parlare di necessità e, nello stesso tempo, d’intraprendenza matura verso il divino. Come per dire: ora sei qui e devi rimanere con noi. E io ribadisco: "ora sei qui e devi rimanere con noi", detto da una moltitudine che si rivolge al suo Dio, a me sa tanto di supplica, di implorazione... non vorrei ripetermi e dire atto passivo (ops, l'ho detto
).
Vuoi un controesempio di ciò che per me è fede attiva e viva (così forse mi spiego meglio)? Cercare ogni giorno la propria via dello spirito, all'interno di sè ancora prima che fuori, nelle piccole cose molto prima che nelle grandi, in solitudine e in silenzio, via dalle esternazioni plateali della moltitudine.
Per altro, per venire al contrario di cui parlavo, due sono le cose: o sono i fedeli che maturano e decidono sia giunto il momento della vicinanza con il loro dio, o e Lui che, “dall'alto verso il basso” decide di venire accanto ai suoi figli. Perciò, in quel caso, a mio modo di vedere, si ritornerebbe a quella "passività" di cui si parlava. Quindi, sinceramente, a me piace immaginare di più che sia la prima versione.
E perchè non accettare serenamente che possano accadere entrambe le cose, senza vivere questa azione verticale "dall'alto verso il basso" come una cosa passiva? Io credo di farlo quotidianamente, senza sentirmi per niente passiva nel mio percorso spirituale.
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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