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Codice:
iacchetti
E' vero che bisogna avere fede nell'accettare la Bibbia come ispirata parola di Dio, però vedi la fede non è semplice credulità, la fede dev'essere provata, sostenuta con prove io ho fede nella Bibbia ma questa è nata in mè dopo un lungo percorso durante il quale mi sono accertato di quello che Essa insegna.
Una coincidenza molto interessante sta nel fatto che, scienza e religione affermano che l'uomo proviene dalla materia. La prima afferma per casualità la seconda per mano di un dio.
Codice:
Le favolette semmai erano le credenze che avevano in quei tempi, non quello che la Bibbia sosteneva e che poi è stato provato secoli e forse milleni dopo. Come facevano gli scrittori a conoscere queste cose in un'epoca in cui la scienza forse neanche esisteva? Secondo tè non è possibile che il Creatore dell'universo abbia rivelato loro queste cose
Questa evenienza mi ha sempre incuriosito, sopratutto leggendo Ezechiele, la dove affermava di aver visto dei carri levarsi in cielo, e che sputavano fuoco dal di dietro mentre andavano -cito a memoria- (astronavi?).
La domanda che mi pongo, a questo punto, è la seguente: se le cose stessero in questo modo i concetti religiosi non centrerebbero nulla, poiché ci troveremo, semplicemente, davanti ad una civiltà superiore alla nostra, magari anche essa scaturita da quell'inizio (si presume), chiamato Bin-bang?
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02-04-2011 09: 11 Annunci Google
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Originariamente Scritto da
katerpillar9
Codice:
iacchetti
E' vero che bisogna avere fede nell'accettare la Bibbia come ispirata parola di Dio, però vedi la fede non è semplice credulità, la fede dev'essere provata, sostenuta con prove io ho fede nella Bibbia ma questa è nata in mè dopo un lungo percorso durante il quale mi sono accertato di quello che Essa insegna.
Una coincidenza molto interessante sta nel fatto che, scienza e religione affermano che l'uomo proviene dalla materia. La prima afferma per casualità la seconda per mano di un dio.
Codice:
Le favolette semmai erano le credenze che avevano in quei tempi, non quello che la Bibbia sosteneva e che poi è stato provato secoli e forse milleni dopo. Come facevano gli scrittori a conoscere queste cose in un'epoca in cui la scienza forse neanche esisteva? Secondo tè non è possibile che il Creatore dell'universo abbia rivelato loro queste cose
Questa evenienza mi ha sempre incuriosito, sopratutto leggendo Ezechiele, la dove affermava di aver visto dei carri levarsi in cielo, e che sputavano fuoco dal di dietro mentre andavano -cito a memoria- (astronavi?).
La domanda che mi pongo, a questo punto, è la seguente: se le cose stessero in questo modo i concetti religiosi non centrerebbero nulla, poiché ci troveremo, semplicemente, davanti ad una civiltà superiore alla nostra, magari anche essa scaturita da quell'inizio (si presume), chiamato Bin-bang?
Una cosa è certa, molte cose scritte nella Bibbia non hanno una spiegazione se non che provengono da una fonte superiore all'uomo, per mè quella fonte è il Creatore dell'uomo Dio.
Per quanto riguarda il racconto da tè citato di Ezechiele, devi tener conto che in diverse parti della Bibbia chi scriveva, narrava delle visioni che aveva ricevuto, e quindi le cose narrate e viste non sono da intendersi in senso letterale ma hanno un significato simbolico o spirituale; un caso eglatante di questo è l'ultimo libro della Bibbia l'Apocalisse o Rivelazione dove San Giovanni mette per iscritto visioni dategli che riguardavano il futuro.
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Originariamente Scritto da
iacchetti
Una cosa è certa, molte cose scritte nella Bibbia non hanno una spiegazione se non che provengono da una fonte superiore all'uomo, per mè quella fonte è il Creatore dell'uomo Dio.
Per quanto riguarda il racconto da tè citato di Ezechiele, devi tener conto che in diverse parti della Bibbia chi scriveva, narrava delle visioni che aveva ricevuto, e quindi le cose narrate e viste non sono da intendersi in senso letterale ma hanno un significato simbolico o spirituale; un caso eglatante di questo è l'ultimo libro della Bibbia l'Apocalisse o Rivelazione dove San Giovanni mette per iscritto visioni dategli che riguardavano il futuro.
Punto di domanda: gli occidentali si possono ritenere superiori all'Australia aborigena? Sicuramente sotto un profilo tecnico lo sono, ma non per questo sulla nostra superiorità deve nascere, necessariamente, una religione; come, per altro, hanno attuato alcune tribù dell'africa, costruendo e adorando un totem a forma di aereo, perché quello da loro visto volare era un qualcosa d’inconcepibile per la loro conoscenza. Cosi come le tribù Maia che videro arrivare le navi spagnole scambiandole per le divinità di cui parlavano le loro tradizioni.
Ripeto: che cosa centra la religione con la superiorità scientifica di una razza su di un'altra? Se com’è stato affermato, in alcuni post, che certe informazioni riportate sulla Bibbia, potrebbero essere state suggerite da un essere superiore, agli uomini esistenti in quel tempo, non per questo anche noi ci dobbiamo costruire degli altari (totem) per adorare questi esseri ritenuti tecnicamente superiori. Per quanto riguarda Ezechiele, lui ha affermato che quegli esseri gli fecero mangiare dei rotoli contenenti le istruzioni da trasmettere al suo popolo, ma quando descrive la loro partenza, non sembrava per niente che stesse delirando o sognando. Descrivere un qualcosa di mai visto prima (con quella partenza di carri che volavano e sputavano fuoco dal didietro), non poteva arrivare tramite un sogno, perché, per quello che ne sappiamo, i sogni rappresentano sempre il conosciuto e non ciò che non si conosce.
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Originariamente Scritto da
katerpillar9
Punto di domanda: gli occidentali si possono ritenere superiori all'Australia aborigena? Sicuramente sotto un profilo tecnico lo sono, ma non per questo sulla nostra superiorità deve nascere, necessariamente, una religione; come, per altro, hanno attuato alcune tribù dell'africa, costruendo e adorando un totem a forma di aereo, perché quello da loro visto volare era un qualcosa d’inconcepibile per la loro conoscenza. Cosi come le tribù Maia che videro arrivare le navi spagnole scambiandole per le divinità di cui parlavano le loro tradizioni. Ripeto: che cosa centra la religione con la superiorità scientifica di una razza su di un'altra? Se com’è stato affermato, in alcuni post, che certe informazioni riportate sulla Bibbia, potrebbero essere state suggerite da un essere superiore, agli uomini esistenti in quel tempo, non per questo anche noi ci dobbiamo costruire degli altari (totem) per adorare questi esseri ritenuti tecnicamente superiori. Per quanto riguarda Ezechiele, lui ha affermato che quegli esseri gli fecero mangiare dei rotoli contenenti le istruzioni da trasmettere al suo popolo, ma quando descrive la loro partenza, non sembrava per niente che stesse delirando o sognando. Descrivere un qualcosa di mai visto prima (con quella partenza di carri che volavano e sputavano fuoco dal didietro), non poteva arrivare tramite un sogno, perché, per quello che ne sappiamo, i sogni rappresentano sempre il conosciuto e non ciò che non si conosce. 
Forse ho espresso male il concetto, non volevo assolutamente dire che una razza è superiore ad un'altra solo perchè conosce o gli è stato concesso di sapere, la Bibbia dice chiaramente che "Dio non è imparziale" e quindi non farebbe mai distinzioni del genere tra razze o gruppi etnici, ecc..
E non volevo neanche dire che dobbiamo 'adorare' chi ci ha trasmesso queste informazioni, assolutamente, la Bibbia condanna l'idolatria in tutte le sue forme.
Per quanto rigurda il carro di Ezechiele, come ho già detto, nella Bibbia non tutto è da intendersi in senso letterale come anche il fatto di mangiare il rotolo.
Che dire del modo in cui gli scrittori biblici sono stati ispirati? Tra i vari modi in cui Dio ispirò questi uomini ci sono sogni e visioni:
Una visione è una vista, una scena, o un messaggio che si presenta alla mente di una persona mentre è sveglia, di solito in modo fuori del normale. Per esempio, Pietro, Giacomo e Giovanni, “quando si furono svegliati completamente”, ebbero una visione di Gesù trasfigurato. (Luca 9:28-36; 2*Pietro 1:16-21) In certi casi il messaggio fu trasmesso in sogno, in una visione della notte, essendo impresso nel subcosciente del dormiente. Infatti Daniele parla delle ‘visioni della sua testa sul suo letto’, o, secondo un’altra traduzione, ‘mentre sul suo letto stava osservando le visioni che gli passavano per la mente’. —*Daniele 4:10, Nardoni.
La persona che Dio faceva cadere in estasi era evidentemente assorta in uno stato di profonda concentrazione, pur essendo almeno parzialmente desta. Nella Bibbia la parola greca tradotta “estasi” (èkstasis) significa ‘dislocamento o spostamento’. Dà l’idea di uno spostamento della mente dal suo stato normale. Perciò chi è in estasi non si rende conto di ciò che lo circonda, mentre è pienamente ricettivo nei confronti della visione.
In questi modi Dio ha trasmesso agli esseri umani anche avvenimenti mai visti da occhi umani, come per esempio la creazione del cielo e della terra. (Genesi 1:1-27; 2:7,*8) O un altro esempio potrebbero essere le conversazioni che ebbero luogo in cielo, come quelle riportate nel libro di Giobbe. —*Giobbe 1:6-12; 2:1-6.
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Iacchetti.
Forse ho espresso male il concetto, non volevo assolutamente dire che una razza è superiore a un'altra solo perché conosce o gli è stato concesso di sapere, la Bibbia dice chiaramente che "Dio non è imparziale" e quindi non farebbe mai distinzioni del genere tra razze o gruppi etnici, ecc.
Katerpillar9
Infatti, io non ho affermato questo.
iacchetti
E non volevo neanche dire che dobbiamo 'adorare' chi ci ha trasmesso queste informazioni, assolutamente, la Bibbia condanna l'idolatria in tutte le sue forme.
Katerpillar9
E' stato affermato che le informazioni che sono state riferite alle genti dell'epoca, per forza di cose, dovevano provenire da una cultura superiore; da un dio. Da quest’affermazione il mio assunto che, voleva specificare: civiltà superiore non può significare, per forza, religione e relativa adorazione; per questo ho portato l'esempio della tribù africana che adorava un totem a forma di aereo o i Maya che scambiarono gli spagnoli come fossero gli dei tramandati nelle loro tradizioni.
In definitiva, la mia osservazione è questa: Nel vecchio testamento vi è un essere chiamato dio che costruisce le stelle, i cieli, la terra, i mari, gli alberi, gli animali e, infine, l'uomo. Punto di domanda: per quale motivo bisogna adorare un’entità capace - per noi - di simili meraviglie? Perché dobbiamo creare delle istituzioni (religioni) per tramandare nel tempo simili meraviglie?
Solo perché, come gli indigeni africani che non avevano mai visto un aereo o i Maya delle navi? Questa era la mia domanda che torno a ripetere. In fin dei conti la risposta non dovrebbe essere complicata, poiché si tratterebbe di un sì o un no. Se sarà un sì, andrebbe spiegato perché bisogna adorare degli esseri, solo perché sanno compiere delle azioni a noi, per il momento proibite. Se la risposta è no, allora bisognerebbe spiegare quali sono gli altri motivi per cui bisognerebbe adorare questi esseri.
iacchetti
Per quanto riguarda il carro di Ezechiele, come ho già detto, nella Bibbia non tutto è da intendersi in senso letterale come anche il fatto di mangiare il rotolo.
Katerpillar9
Per quanto riguarda Ezechiele, sono spiegati benissimo i motivi per cui gli fecero mangiare i rotoli con i messaggi da riferire al suo popolo: per la semplice ragione che lui affermò che non era all'altezza di tale compito. Non solo, ma lo stesso descrisse anche il sapore e il gusto di tali rotoli, poiché ha affermato che erano dolci e buoni. Per quanto riguarda i carri che andavano e sputavano fuoco, non vi sono visioni o interpretazioni che tengano: lui era sveglissimo e descriveva quello che vedeva in cielo.
Per altro, a mio modo di vedere, io non confonderei il vecchio testamento con il nuovo, sopratutto con l'apocalisse di Giovanni che, peraltro, informa subito il lettore che quello che sta descrivendo, sono delle semplici e pure visioni.
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Originariamente Scritto da
katerpillar9
Iacchetti.
In definitiva, la mia osservazione è questa: Nel vecchio testamento vi è un essere chiamato dio che costruisce le stelle, i cieli, la terra, i mari, gli alberi, gli animali e, infine, l'uomo. Punto di domanda: per quale motivo bisogna adorare un’entità capace - per noi - di simili meraviglie? Perché dobbiamo creare delle istituzioni (religioni) per tramandare nel tempo simili meraviglie?
Solo perché, come gli indigeni africani che non avevano mai visto un aereo o i Maya delle navi? Questa era la mia domanda che torno a ripetere. In fin dei conti la risposta non dovrebbe essere complicata, poiché si tratterebbe di un sì o un no. Se sarà un sì, andrebbe spiegato perché bisogna adorare degli esseri, solo perché sanno compiere delle azioni a noi, per il momento proibite. Se la risposta è no, allora bisognerebbe spiegare quali sono gli altri motivi per cui bisognerebbe adorare questi esseri.
Perchè dobbiamo adorare Dio? (l'entità che ci ha creati)
Potrei elencarti tanti buoni motivi per farlo:
1) E' il nostro Creatore e a Lui dobbiamo la vita.
2) E' il datore di ogni cosa buona
3) Seguire i suoi consigli è per il nostro bene.
4) Lui stesso chiede di essere adorato.
Questi sono solo alcuni dei motivi che ci dovrebbero spingere ad adorare Dio.
E comunque le azioni da Lui compiute non sono a noi "per il momento proibite" ma lo saranno per sempre, o credi che un giorno l'uomo riuscirà a "creare" la vita dal nulla?
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Originariamente Scritto da
iacchetti
Molti credono che Bibbia e scienza siano in contrapposizione tra di loro, io credo che invece siano complementari nel senso che messe insieme ci danno un quadro completo della situazione.
Per esempio studiando la Bibbia si conoscono molte verità su Dio che sono oltre la portata della scienza. La scienza ci permette di conoscere nei particolari ogni cosa, (questo la Bibbia non lo fa perché non è un testo scientifico) ci spiega la natura, ci rivela l’ordine che esiste in essa, ecc. Però la scienza non risponde a domande come: Chi l’ha fatto? Perché? La Bibbia risponde a queste domande.
Anche se come detto la Bibbia non è un testo scientifico, quando tratta argomenti scientifici è molto accurata. Riporto di seguito alcuni esempi:
1) Al tempo in cui fù scritta la Bibbia, molti credevano che il mondo fosse abitato da varie divinità e che queste governavano il sole, la luna, il clima e determinavano cose come la fertilità. Gli antichi profeti del popolo ebraico credevano invece come detto nella Bibbia che l’universo è regolato da leggi precise, “gli statuti del cielo e della terra”. (Geremia 33:25)
2) Rispecchiando il punto di vista di molti scienziati dei nostri giorni, gli antichi ebrei credevano che l’universo avesse avuto un inizio. “In principio Dio creò i cieli e la terra” (Genesi 1:1)
3) Quando si credeva nelle cose più strane su poggiasse la terra la Bibbia circa 3500 anni fa diceva che la terra “è sospesa sul nulla” (Giobbe 26:7)
4) Inoltre circa 2500 anni fa la Bibbia diceva che la terra è un circolo, una sfera. (Isaia 40:22)
La Bibbia quindi si concilia con le verità scientifiche sull’universo fisico. Queste due sfere del sapere sono decisamente compatibili, scartarne una a priori significa rinunciare a una possibilità di conoscere Dio.
Per concludere cito le parole di un professore di chimica, Henry Schaefer: “ Il mio lavoro scientifico ha un senso e mi dà gioia quando scopro qualcosa di nuovo e dico fra mè:’Allora è così che Dio l’ha fatto’”.
Non credo che ci siano punti di contatto tra la scienza e la Bibbia, secondo me la Bibbia è un insieme eterogeneo di testi raccolti in un unico lavoro, perché no diciamo capolavoro ma sempre agli uomini si riferisce. Non ci riconosco impronte di Dio, ci sono idee di persone ispirate e mistici ma questo è un altro discorso. Non lo vedrei come la parola di Dio per gli uomini.
Non sto dicendo che non ha un valore, tutt'altro ma un valore molto circoscritto alle epoche in cui è stato scritto, sia l'At che il NT.
Tra l'altro molti passi vennero tagliati e molte storie inventate, come quelle relative alla storia degli ebrei e dell'epopea dei re. Della scienza attuale non ha nulla.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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Originariamente Scritto da
Finalitario
Non credo che ci siano punti di contatto tra la scienza e la Bibbia, secondo me la Bibbia è un insieme eterogeneo di testi raccolti in un unico lavoro, perché no diciamo capolavoro ma sempre agli uomini si riferisce. Non ci riconosco impronte di Dio, ci sono idee di persone ispirate e mistici ma questo è un altro discorso. Non lo vedrei come la parola di Dio per gli uomini.
Non sto dicendo che non ha un valore, tutt'altro ma un valore molto circoscritto alle epoche in cui è stato scritto, sia l'At che il NT.
Tra l'altro molti passi vennero tagliati e molte storie inventate, come quelle relative alla storia degli ebrei e dell'epopea dei re. Della scienza attuale non ha nulla.
Il bello è proprio questo, che la Bibbia è stata scritta in epoche molto remote e come hai notato nei passi che ho citato diceva cose che scientificamente sono state appurate solo secoli dopo.
Che siano stati degli uomini a scriverla, non ci piove ma come facevano questi uomini a conoscere per esempio queste verità scientifiche in un'epoca in cui la scienza forse nemmeno esisteva?
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Originariamente Scritto da
iacchetti
Il bello è proprio questo, che la Bibbia è stata scritta in epoche molto remote e come hai notato nei passi che ho citato diceva cose che scientificamente sono state appurate solo secoli dopo.
Che siano stati degli uomini a scriverla, non ci piove ma come facevano questi uomini a conoscere per esempio queste verità scientifiche in un'epoca in cui la scienza forse nemmeno esisteva?
Faccio un ipotesi che forse potrebbe anche essere reale, ma perché oggi non è così? Nel senso che potrebbe essere che non tutti sappiano qualcosa.
Oppure che in pochi abbiano saputo notizie derivanti da altri civiltà anteriori il cui accesso forse non era accessibile a tutti.
Insomma molto probabile che furono rinvenuti antichi documenti di cui si parlava già e nella quale civiltà evolute aveva già strumenti più adeguati.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
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