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Paolo o Saul di Tarso: Chi era e cosa rappresenta.
Prendo spunto da un'altra discussione, per riprendere ed approfondire la figura in parte ricoperta di ombre del personaggio Paolo di Tarso, dalla cui visione e dalle cui idee e parole è nato il Cristianesimo.
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20-01-2010 18: 58 Annunci Google
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quanto a riguardo su paolo e lo sviluppo della teologia cristiana

Originariamente Scritto da
principe_igor
approfondire la figura in parte ricoperta di ombre del personaggio Paolo di Tarso, dalla cui visione e dalle cui idee e parole è nato il Cristianesimo.
Non è vero quanto di cui si sente parlare e propagare in giro, ossia che il cristianesimo nasce da Paolo di Tarso.
La teologia cristiana era già esistente e fondata sul Vangelo, diffuso dapprima oralmente, per mezzo della predicazione, e successivamente riportata, nelle sue linee principali, in forma scritta.
Paolo, nome romano, o Saulo, nome grecizzato (vedere quanto a riguardo: Da Saulo a Paolo), ha invece sviluppato tale teologia in ogni dettaglio e in perfetta linea apostolica, oltre che in dichiarata koinonia con le colonne portanti della Chiesa primitiva, diffondendola nel suo apostolato a tutte le genti (chiamati anche: i gentili; i non appartenenti al popolo eletto, ebraico); ciò a causa delle prime eresie ed apostasie che venivano via via emergento sulla figura di Gesù (Yehoshua) il Cristo.
La parola proclamata è confermata nella lettera di Pietro (proveniente cioè da lui, secondo la Tradizione, da parte delle sue stesse dichiarazioni), riportata nella seconda lettera di Pietro (al capitolo terzo, versetti 15-18) e in Atti degli Apostoli, scritto dall'evangelista Luca.
Infine, la parola scritta non è questione di alcuna interpretazione personale, ma è realizzata, sotto molti aspetti e punti, come espressione -per quanto spesso simbolica o metaforica- da parte dell'autore dello scritto (il mezzo o filtro) e lo Spirito Santo (la sorgente), insieme.
Gli scritti, senza la Tradizione, sono corrispondenti al nulla ..
Come segue:
"2 La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. 3 È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori.
4 Questa è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo, davanti a Dio. 5 Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, 6 che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita." (dalla seconda lettera ai corinzi, al capitolo terzo)
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ehm La nostra lettera siete voi A chi si riferiva? al popolo, ai precedenti vangelizzatori?
perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita." Questo proprio mi fa capire che la mia primaria interpretazione era sbagliata, bhò
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Credo che qui Paolo volesse intendere che per essere ministri di Cristo non c'è bisogno di un documento ufficiale, di una lettera di raccomandazione, di una autorizzazione. Ma una persona avrebbe dimostrato con le azioni, l'amore e la premura per coloro che avrebbe servito di essere un vero ministro cristiano. Perciò la loro qualifica sarebbe venuta direttamente da Dio.
Comunque non afferro il collegamento tra quanto scritto e questi versetti.
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vorrei specificare, con l'occasione, questo

Originariamente Scritto da
janet
ehm
A chi si riferiva? al popolo, ai precedenti vangelizzatori?
A tutti i suoi (di Paolo) adepti-discepoli-seguaci... 
Molti pensano che noi cristiani, e cattolici in particolare, siamo come dei pecoroni che vanno dietro al clero, mentre in realtà se entri in seminario o fai qualche corso teologico impartito dalla Chiesa capisci subito che la Fede è qualcosa di assolutamente personale e per nulla imposta dalla Ekklesia, che ha però la missione -a cui dedica la vita- di dedicarsi ad essa per tutta la vita, vagliando con delicatezza e fermezza chi professa di esserne portatore (la Fede viene da Dio, anche se può essere -come avviene- trasmessa da chi ne è in possesso a chi non ne ha la conoscenza; rimanendo però sterile se non se ne fa esperienza personale).
La Verità è come l'Amore: una fiamma accesa direttamente dentro il cuore e non c'è nulla che la possa mai raccontare o comunicare appieno formalmente, né spegnere ..

Originariamente Scritto da
janet
Questo proprio mi fa capire che la mia primaria interpretazione era sbagliata, bhò

Probabilmente lo sarà anche la mia .. sta di fatto però che la mia Fede non dipende dalla parola scritta, ma da quella incisa con la vita dallo Spirito dentro la mia stessa anima.
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Ti spiego quale fosse il mio punto di vista a riguardo

Originariamente Scritto da
claudia84r
Comunque non afferro il collegamento tra quanto scritto e questi versetti.
Perché molti ritengono che Paolo sia il vero artefice della teologia cristiana, inventata da lui di sana pianta e a prescindere dagli insegnamenti di Cristo (non avendolo conosciuto di persona, nella sua missione durata tre soli anni); sorvolando inoltre completamente quanto sulla Tradizione, che non è scritta, ma sostanziale e vivente (su cui si fonda in realtà anche tutto il cristianesimo, per mezzo dell'effusione e della presenza vivente dello Spirito in mezzo a noi).
La verità invece è un'altra, ossia non è vero che la teologia cristiana derivi dalle lettere, in primis, ma piuttosto dal Vangelo e dalla predicazione primitiva, per opera dello Spirito Santo.
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Probabilmente lo sarà anche la mia .. sta di fatto però che la mia Fede non dipende dalla parola scritta, ma da quella incisa con la vita dallo Spirito dentro la mia stessa anima.
Ok questo è giusto calcolando il tasso d'analfabetismo dell'epoca e di quanti magari si fidassero di quanto vedevano negli occhi dei predicatori piuttosto che in frasi direi contraddittorie
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Ho capito l'argomento ma continuo a non comprendere in che modo il discorso che fai si colleghi ai versetti citati che trattano tutt'altro argomento.
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Originariamente Scritto da
janet
Ok questo è giusto calcolando il tasso d'analfabetismo dell'epoca e di quanti magari si fidassero di quanto vedevano negli occhi dei predicatori piuttosto che in frasi direi contraddittorie
Certo è ragionevole pensare che dagli occhi non si possa evincere altro che apparenza, rispetto ad una presunta forma contraddittoria di una data esposizione di fatti e avvenimenti di Fede (dipende a che cosa ti riferisci esattamente però .. e che abbia anche incidenza con la sostanza della Fede; detto così, hai detto praticamente tutto e niente).
Se oggi guardo gli occhi di una Claudia Koll probabilmente mi farei contagiare in quanto ad interesse su quello che ha da dire. La Fede però, se permetti, è un'altra cosa ancora ed è, ripeto, un fatto assolutamente personale, che può dipendere, se vuoi, anche dalla focalizzazione di un sasso; per questo piuttosto è forte il cristianesimo, quando si parla di Fede autentica e non autenticata... fino a farsi sbranare dai leoni, se occorre.
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Originariamente Scritto da
claudia84r
Ho capito l'argomento ma continuo a non comprendere in che modo il discorso che fai si colleghi ai versetti citati che trattano tutt'altro argomento.
Ti ho spiegato qual è la mia posizione personale, quindi per me l'argomento che riguarda la teologia paolina, non dipende affatto dai suoi scritti, ma dalla realtà vivente dello Spirito trasmesso dai suoi Apostoli e che parla dentro di noi (autentica sorgente teologia cristiana, indipendente dagli scritti dell'uno o dell'altro). La Fede non è un indottrinamento ed elucubrazione teoretica o teologica, fondantesi su un dato scritto, ma tutto il contrario, quindi: la Fede viene da Dio ed è suscitata dalla "stoltezza della predicazione", la quale si fonda a sua volta sulla Fede che viene da Dio per mezzo di una persona e parola incarnata: Cristo.
E' lo Spirito poi a suggerire una teologia, non dipendente da scritti, ma dalla Fede, per mezzo della predicazione (Paolo è stato, infatti, prima di tutto evangelizzato e il Vangelo non è esauribile da parte di alcuna teologia o scrittura).
Se si dice che Paolo ha fondato filosoficamente la teologia cristiana, attraverso i suoi scritti, si commette quindi un errore grave di fondo.
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