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Papa in sinagoga,Laras non ci sarà
Domenica il Papa visiterà la sinagoga ebraica a Roma, ma il presidente dei rabbini italiani Giuseppe Laras ha fatto sapere che non sarà presente. Esprime anzi un giudizio negativo sull'evento che, dice, "non porterà nulla di buono, ma servirà solo ai settori più retrivi della Chiesa". Laras aggiunge che c'erano "molti dissensi" sull'ipotesi della visita dopo le ultime polemiche sulla beatificazione di Papa Pacelli.
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Fonte tg com
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14-01-2010 18: 21 Annunci Google
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Se non cambia il cuore dell'uomo,neanche il mondo può cambiare e aprirsi all'altro ..

Originariamente Scritto da
janet
Domenica il Papa visiterà la sinagoga ebraica a Roma, ma il presidente dei rabbini italiani Giuseppe Laras ha fatto sapere che non sarà presente. Esprime anzi un giudizio negativo sull'evento che, dice, "non porterà nulla di buono, ma servirà solo ai settori più retrivi della Chiesa".
In quanto cattolico professante dalla nascita, vorrei dire che non ha alcuna importanza il "portare qualcosa di buono", ma solo sapere che la Chiesa non ha niente contro chi riconosce e G.P.II ha chiamato come "fratelli maggiori".
I rapporti tra differenti religioni possono essere anche ipocriti, politici, economici... e personalmente ritengo tutto questo deplorevole, come vedere e aver visto durante tutta la Storia, quanto era anche inevitabile, ossia: religione contro religione (l'evoluzione della Religione ha portato, durante il cammino umano nella Storia, proprio a tal contraddizione). Per questo, da parte mia, penso che "i settori retrivi" non appartengano solo a quelli cattolici e cristiani, mentre ognuno dovrebbe imparare -anche rispetto al Segno dei Tempi- a farsi qualche esame di coscienza in più e scendendo più in profondità. E' molto difficile giudicare e condannare la Storia, senza conoscere tutti i particolari di ogni vicenda e al di là a volte anche dell'"evidenza" suggerita dall'apparenza.
Auspico invece veramente che quanto possa essere definito "buono" in noi, possa anche emergere, ricercarsi (al di là del proprio "grido religioso" o politico) e ricollegarsi in ogni uomo e donna del pianeta, in particolare da parte delle nuove generazioni chiamate a ricostruire questo mondo ferito dall'odio e dal rancore, condizione ed esperienze vissute in un modo o nell'altro individualmente da ogni coscienza, così da poter predisporsi alla scelta di voler ripartire dalle comuni premesse necessarie per affermare il rispetto ed il valore umani, reciproci, contro ogni "evidenza" .. Dal mio punto di vista, infatti, non esiste un'altra evidenza e necessità più grande di questa.

Originariamente Scritto da
janet
Laras aggiunge che c'erano "molti dissensi" sull'ipotesi della visita dopo le ultime polemiche sulla beatificazione di Papa Pacelli.
Dando per scontato, in tal modo, la non necessità di guardare la Storia contestualmente, mettendosi nei panni anche degli altri, come di chi potrebbe non aver potuto itervenire, oltre i limiti del possibile e dove magari anche eroicamente, più di quanto non abbia fatto. Come persino Einstein dichiarò in un intervista:
« Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al silenzio, soffocati nell'arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l'ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamente. »
(Time magazine, 23 dicembre 1940, pag. 40)
Mi chiedo, in realtà, quante testimonianze esistono e che non siano state volontariamente prese in alcuna considerazione; spesso soprattutto a causa di strumentalizzazioni politiche che non vedono di buon occhio un riavvicinamento della Chiesa o dei cristiani, con i fratelli ebrei.
Saluti,
k
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non è andata così male dopo tutto
Il Papa in Sinagoga ricorda gli anni del nazismo "Santa Sede e cattolici aiutarono gli ebrei"
Benedetto XVI ha parlato questo pomeriggio alla Sinagoga di Roma, in un discorso concluso da un lungo applauso: "Siano sanate per sempre le piaghe di antisemitismo cristiano", ha detto, nel suo discorso ufficiale. Sottolineando la continuità tra la sua volontà di amicizia e di dialogo rispetto a quella perseguita da papa Wojtyla. Ma anche che, perfino negli anni dello strapotere nazista (quelli al centro delle polemiche sul silenzio di Pio XII verso la Shoah), "la Sede Apostolica svolse un'azione di soccorso, spesso nascosta e discreta". Da qui il messaggio di oggi: "Possiamo compiere passi insieme, consapevoli delle differenze che vi sono tra noi".
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Fonte La Repubblica.it - Homepage
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