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01-12-2009 15: 39 Annunci Google
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Perchè la fede comporta credere in un qualcosa di non tangibile: fidarsi sulla parola e non sul fatto "Beati quelli che crederanno senza aver visto" (Gv 20, 29)
E' questo il difficile, essere fedeli e rispettare le regole dettate dalla religione.
L'essere veramente ateo puo' essere molto comodo o molto scomodo
- COMODO: essere liberi di agire senza rispettare alcun vincolo se non la propria coscienza
- SCOMODO: non poter sperare in un futuro dopo la morte, pensare che la vita inizia e finisce su questa terra senza prima ne dopo.
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Anch'io sono ateo. Perché? Forse perché non ho bisogno di non avere niente a cui credere, niente in cui sperare e niente in cui aggraparmi tranne la mia forza di volontà e il mio ottimismo. Sinceramente, senza offesa per nessuno, credo che la religione risponda al desiderio dell'uomo di dover aver qualcosa in cui sperare dopo la morte, risponda alla domanda che si pone da sempre sull'inizio di tutto e risponda al bisogno di aggrapparsi ad una speranza di qualcosa di soprannaturale in grado di risolvere i problemi terreni.
Questo é il mio pensiero, é chiaro.
Quante persone diventano credenti dopo aver visto la morte in faccia? Preferisco non avere nessuno da pregare in caso di disperazione che avere una fede per necessità. Preferisco la mia razionalità alla loro iposcrisia.
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Sempre per parlare di statistiche, perchè gli atei alla fine si fanno tante domande?
Sono arrivati alla consapevolezza di pensare che non esiste alcun essere superiore, meglio per loro.
Ma le norme sociali sono state ispirate da persone anche che credevano, quindi geneticamente hanno molti cromosomi che forse li portano a farsi queste domande
Per quello che mi riguarda io credo, non voglio fare nessuna guerra santa nei confronti di quelli che hanno elaborato altre idee, potrei anche essere l'unica sulla faccia della terra a credere, crederei ugualmente,perchè in ogni cosa che faccio vedo il segno di un' entità superiore.
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Io mi associo a quello che scrive Janet. Anche gli atei si pongono domande esistenziali. Perchè? Ci sarà un motivo!
Per parlare di fede trovo molto significativa la definizione che ne dà la Bibbia: "La fede è la sicura aspettazione di cose sperate, l'evidente dimostrazione di realtà benchè non vedute." La fede ci fa vedere quello che Dio promette reale.
Ma non si nasce con la fede! Come per acquistare fiducia in qualcuno bisogno conoscerlo, sapere cosa pensa e come si comporta, allo stesso modo per acquistare fede in Dio bisogna conoscerlo, scoprire le sue qualità, la sua personalità. E come possiamo fare questo? Guardando intorno a noi le cose che ha creato e poi leggendo e applicando nella propria vita i consigli della sua Parola.
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comunque secondo me è sbagliato dire di una religione che ha degli svantaggi o dei vantaggi.
Se io credo in quella cosa la pratico è mai potrò pensare di avere degli svantaggi, o altrimenti in quella cosa non ci credo davvero..
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Originariamente Scritto da
leandrinoooo
comunque secondo me è sbagliato dire di una religione che ha degli svantaggi o dei vantaggi.
Se io credo in quella cosa la pratico è mai potrò pensare di avere degli svantaggi, o altrimenti in quella cosa non ci credo davvero..
E' vero leandrinoo, da quando è stato creato il mondo o da quando si è creato, in natura vige la "legge" del dare e dell'avere. Quella che io chiamo: "Solidarietà utilitaristica", perché nulla viene ceduto se non si ha in cambio qualche altra cosa. Porto alcuni esempi: in quei boschi, dove nascono i funghi, s’instaura un dare e avere tra i funghi macroscopici e le piante che li circondano, perché il fungo cede alla pianta, un po’ del suo fosforo e azoto e l’albero cede un po’ della sua acqua al fungo. Oppure, hai ma visto i pesci pilota che puliscono i denti al pescecane e lui se ne sta buono buono a bocca aperta, per farseli pulire? In pratica loro mangiano e il pesce cane risparmia i soldi per andare dal dentista. Quella è la legge del dare e dell’avere…la solidarietà utilitaristica. Nel senso che in questo mondo, ma mi azzarderei ad affermare in tutto l’universo, non si fa nulla se non si riceve nulla in cambio.
Tu potrai domandarmi: ma che cosa centra quello che accade in natura con le religioni? Centra, perché anche molte religioni giocano sulla legge del dare e dell’avere, nel senso che se un fedele attua le leggi del proprio dio alla fine riceve una ricompensa rappresentata dal paradiso terrestre, oppure da tante vergini che lo aspettano in paradiso ecc. secondo la religione praticata. Come vedi anche lì vi è un dare e un avere, addirittura un premio finale rappresentato dalla vita eterna. Nello stesso modo, quante volte la nostra mamma ci ha detto: se fai il bravo ti do una carammella? Ecco il dare e l'avere. Quindi, è vero che se tu credi in una cosa pretendi, come minimo, di avere dei vantaggi, altrimenti la legge del dare e dell'avere verrebbe disattesa. Con la tua dichiarazione hai portato un esempio lampante di questa legge naturale.
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Originariamente Scritto da
janet
Sempre per parlare di statistiche, perchè gli atei alla fine si fanno tante domande?
Sono arrivati alla consapevolezza di pensare che non esiste alcun essere superiore, meglio per loro.
Ma le norme sociali sono state ispirate da persone anche che credevano, quindi geneticamente hanno molti cromosomi che forse li portano a farsi queste domande
Per quello che mi riguarda io credo, non voglio fare nessuna guerra santa nei confronti di quelli che hanno elaborato altre idee, potrei anche essere l'unica sulla faccia della terra a credere, crederei ugualmente,perchè in ogni cosa che faccio vedo il segno di un' entità superiore.
Invece io, Janet, ringrazierei tutti quelli che continuano a farsi delle domande, perché se così non fosse, probabilmente tu e milioni di altri credenti non avreste niente cui aggrapparti, perché quello in cui credete, è il frutto di tante domande che, l’uomo del passato si è posto, non vedo perché anche l'uomo del terzo millennio non possa e non debba fare altrettanto. Sono altre e ben più alte le menti che hanno avuto modo di esprimersi su tali problemi, anche in negativo, senza che la religione o i religiosi abbiano cambiato idea. Uno di questi è stato Albert Einstein che cito qui sotto.
Io non posso concepire un Dio che ricompensa e punisce le sue creature e che esercita una volontà simile a quella che noi sperimentiamo su noi stessi. Né so immaginarmi e desiderare un individuo che sopravviva alla propria morte fisica: lasciate che di tali idee si nutrano, per paura o per egoismo, le anime fiacche. A me basta il mistero dell’eternità della vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella natura.
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Anch'io come Leandrino non porrei la religione sul piano dei vantaggi o svantaggi, ma piuttosto sulla difficoltà, per me a volte molto forte, di mettere in pratica quei "comandamenti" che la mia fede richiede.
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Originariamente Scritto da
BostonCeltics
Anch'io come Leandrino non porrei la religione sul piano dei vantaggi o svantaggi, ma piuttosto sulla difficoltà, per me a volte molto forte, di mettere in pratica quei "comandamenti" che la mia fede richiede.
:quoto:
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