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In Iran i jeans sono vietati dalla religione
In Iran i jeans sono vietati dalla religione
In Iran, il nuovo jeans della Denim divenuto famoso per il versetto del corano riportato nella parte posteriore del pantalone, e' stato bandito per sempre dal paese.
Il versetto diceva “Bismillah-ir-Rah- man-ir-Rahim“
"Nell’Islam, Allah è una parola da pro*nunciare dopo che ci si è lavati. Adesso, viene addirittura rica*mata sui jeans e sulla parte del corpo"
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26-09-2009 13: 19 Annunci Google
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In Iran il fondamentalismo ha raggiunto un tale livello di pericolosità che rischia di portare il paese indietro di 500 anni.
Il fondamentalismo è sempre sinonimo di paura nel cambiamento o nel diverso e soprattutto favorisce l'ignoranza e la superstizione.
Peccato per quel paese che un tempo era la Grande Persia
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Originariamente Scritto da
principe_igor
In Iran il fondamentalismo ha raggiunto un tale livello di pericolosità che rischia di portare il paese indietro di 500 anni.
Il fondamentalismo è sempre sinonimo di paura nel cambiamento o nel diverso e soprattutto favorisce l'ignoranza e la superstizione.
Peccato per quel paese che un tempo era la Grande Persia
Quoto in pieno, stanno facendo come i gamberi
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D'accordo col principe, atteggiamenti di questo genere non possono far altro che favorire l'ignoranza e la superstizione. E questa è solo l'ennesima nuova ideona fra tante altre.
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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Pur essendo Cristiana, credo che ognuno sia libero di professare la propria religione come crede e di mettere in pratica i principi su cui si basa la propria fede, questo però senza costringere nessuno a seguire le proprie idee. Nessuno deve sentirsi obbligato a non mettersi un jeans. Infondo per ogni libro sacro, dalla Bibbia al Corano, ognuno può dare un' interpretazione diversa, non tutti siamo uniformati alla massa. Se io fossi di quella religione ma troverei giusto mettermi quei pantaloni allora lo faccio, se rischio la vita per questo cambierei orientamento.
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Senza voler sminuire il problema, ma evidenziandone soprattutto ben altri ..

Originariamente Scritto da
3L3N4
Pur essendo Cristiana, credo che ognuno sia libero di professare la propria religione come crede e di mettere in pratica i principi su cui si basa la propria fede, questo però senza costringere nessuno a seguire le proprie idee. Nessuno deve sentirsi obbligato a non mettersi un jeans. Infondo per ogni libro sacro, dalla Bibbia al Corano, ognuno può dare un' interpretazione diversa, non tutti siamo uniformati alla massa. Se io fossi di quella religione ma troverei giusto mettermi quei pantaloni allora lo faccio, se rischio la vita per questo cambierei orientamento.
Ciao, il tuo discorso trovo sia molto chiaro ed eloquente; per gli altri devo dire che sono molto aut-aut .. 
Anche io sono cristiano e condivido quanto sulla libertà religiosa, ma la questione non credo giri sempre intorno al nostro concetto occidentale di "libertà". Voglio dire: non sempre si è liberi, se si può fare come ci pare e piace; seppur nel "rispetto" di tutti. Anche il rispetto infatti trovo sia molto relativo, dato che in un momento storico come il nostro sembra che ognuno debba vedere le cose nello stesso modo, secolarmente .. e questo trovo che non sia davvero dettato da alcun autentico senso della libertà.
Se una donna, per fare un esempio, va in giro mezza nuda e anche i cartelli pubblicitari riportano scene provocatorie ed estremamente esibizioniste, mi e vi chiedo: questa è "libertà" ?
Io non lo credo affatto, personalmente.
Libertà per chi va in giro nudo, ma non per chi è costretto ad assistere impotente di fronte a questo spettacolo; oggi infatti non si può più parlare, in molti casi, neanche di pudore e di senso del decoro (concezioni queste che sono divenute obsolete o contengono anche, in sé, un minimo di valore morale e dignità di persona ?).
No, perdonate, ma non mi trovo d'accordo con chi, fin troppo facilmente, punta il dito verso una nazione che ha un'altra cultura, storia e civiltà, senza fare un minimo sindacabile d'autocritica; non sempre essere diversi significa perdere qualcosa e questo vale naturalmente per tutti, per l'Iran e l'Italia, per quanto così diverse tra loro, stesse.
Qui trovo invece che sia un altro il vero problema:
che cosa vogliamo fare, noi occidentali, esportare il nostro concetto di civiltà e di democrazia anche nei Paesi orientali ?
Mi chiedo quanto la nostra civiltà sia imperniata, da tutte le parti, di corruzione, ipocrisia, senso del piacere portato all'eccesso e al contempo di una vita povera interiormente di tutto, dove tutti devono fare come fanno gli altri. E' questa la libertà che vogliamo "imporre" agli altri ?
Lo chiedo perché non credo affatto che nazioni e governi mondiali che sventolano la bandiera del progresso (tecnologico, non certo morale), siano interessati alla "democrazia", ma solo ai propri interessi economici e finanziari; a questo punto ed apice della nostra civiltà e sviluppo sociale temo siamo infatti giunti ormai.
Questa trovo sia, inoltre e non da meno rispetto a quanto è stato messo sopra in rilevanza, in realtà, la realtà...
Carissimi, io non credo nel secolarismo postmoderno in cui ci ritroviamo a vivere e siamo immersi, ma credo in un'altra forma e soprattutto sostanza di progresso, quella che prima di tutto cominci da dentro la coscienza di ognuno; questa sì, autenticamente bisognosa d'aiuto (soprattutto verso, oggi come oggi, le nuove generazioni) e di soccorso.
Vi lascio in conclusione, perdonate per il lungo post, con la seguente domanda e invito a riflettere sempre più approfonditamente:
credete che la "democrazia" (pur considerandola autentica, mentre è estremamente soggetta, inculcata e manipolata dall'aspetto economico e commerciale di cui i "grandi" della terra sono i detentori e inculcatori incontrastati), sia la forma di governo più elevata e giusta a cui l'uomo (in quanto uomini e donne liberi) possa ambire ? è cioè la maggioranza a "governare" nei confronti della minoranza ? è l'appiattimento morale e sociale a determinare il nostro concetto e valore di "libertà", come se non fosse vero che siamo tutti condizionati da questo sistema distorto e spesso contorto di "meccanicistica civiltà" ?
In tutto ciò, che parte e importanza ha in noi, la ricerca della verità ?
Come occidentali, prima di guardare ad altre culture, probabilmente sarebbe più corretto e sensato affrontare questi argomenti di autentico progresso e libertà sociale, con noi stessi .. (la religione, vista in senso governativo, non è differente dallo statalismo in cui viviamo noi; sia in termini restrittivi e costrittivi, che in termini eccessivamente permissivi ed altrettanto impositivi da parte di una coscienza sociale secolarizzata, da diffondere/propagandare ovunque sia possibile).
Saluti
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correzione

Originariamente Scritto da
koan
(pur considerandola autentica, mentre è estremamente soggetta, inculcata e manipolata dall'aspetto economico e commerciale di cui i "grandi" della terra sono i detentori e inculcatori incontrastati)
Sorry, volevo dire, nella parte sopra evidenziata:
propagatori incontrastati ..
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credo che nel caso dell'Iran queste scelte estreme abbiano poco a che fare con la religione, quanto piu' ad un fanatismo estremo
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Originariamente Scritto da
Delo
"Nell’Islam, Allah è una parola da pro*nunciare dopo che ci si è lavati.
Non mi risulta questa cosa. Sei sicuro?
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