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è giusto costringere delle povere donne a portare il burka?
è giusto costringere delle povere donne a portare il burka?
delle donne che hanno solo obblighi e doveri, che non sono libere,nemmeno, di vestire come vogliono.
che cosa succede in alcuni paesi quando, nel frattempo, noi cerchiamo la parità dei sessi.
ho letto vari libri che raccontano di questa realtà.
sono rimasta a dir poco sconvolta: per un chicco di riso caduto percosse per chi l'ha fatto cadere; per la nascita di una bambina percosse alla moglie perché non è in grado di procreare un maschio.
tra l'altro sono in grado di uccidere un membro della famiglia per futili motivi.
siamo nel paradiso noi perché l'inferno si trova lì.
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22-09-2009 17: 24 Annunci Google
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Eppure se parli con le loro donne, non la pensano così, in una recente trasmissione televisiva sono state intervistate diverse donne musulmane che sostenevano con veemenza che loro non sono costrette a fare e a vestirsi in un certo modo, lo fanno liberamente per rispetto e sottomissione ad Allah. Purtroppo vedi quando la religione sprofonda nel fanatismo la cosa diventa pericolosa.
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Concordo. E' esattamente come, fino a pochi decenni fa, nel sud Italia, le donne sostenevano fermamente che era l'uomo a comandare.
Le donne musulmane sono cresciute in un clima culturale che le ha rese succubi della loro religione. Ha inculcato loro certo valori (che noi non condividiamo, sempre perchè abbiamo una cultura differente) tali da rendere per loro del tutto normali e ovvie determinate abitudini.
Loro non mostrano il capo in pubblico esattamente come io non mostro il seno in spiaggia. Eppure, se ci pensate, è una limitazione assurda in entrambi i casi, derivante da una percezione distorta dalla società.
Lo dimostra anche il fatto che i figli di immigrati musulmani, nati e cresciuti qui, spesso abbandonano tali convenzioni.
Quindi, la questione non è l'obbligo di portare il velo o meno, ma insegnare a delle donne intontite dagli insegnamenti estremisti di una religione, che le vuole sottomesse a qualsiasi tipo di tortura ed umiliazione, ad avere rispetto per sè stesse. Naturalmente se l'atteggiamento degli uomini non cambia, serve comunque a poco.
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Alcune piccole grandi poesie di bambini della terza media di Mentana -rm- a proposito delle tradizioni, dello schador e del burka.
VENTI ORIENTALI
Donne senza ombra
solo fantasmi vaganti
verso la luce
che apre solo per loro
porte socchiuse
da venti orientali.
Cristina Biasi. 13 anni.
LA GRANDE FERITA
Quell'orgoglio
sventolato
al cielo
la grande patria
con il petto forte
e quel ruggito
che sa di risposta
alla voce secca e intollerante
di Bin Laden.
CHADOR
Quel chador
troppo fitto
per respirare
aria pulita
e quella
civiltà troppo
orgogliosa, troppo
per cercare nel buco
del chador
quell'anelito chiamato libertà.
Gianluca Barba. 13 anni.
VOLEVO
Volevo morire
per diventare un angelo,
angelo umano
per fermare la guerra.
Francesco Cacciatore. 13 anni.
KABUL.
La libertà di kabul si rifletteva
sulle lamette dei barbieri.
La gioia che scorre nelle strade
a cavallo della musica.
Emozioni che si accendono
quando si ripensa ai cinque anni
durante i quali si spiava la libertà
solo da una grata di cotone. (il burka).
Marco Concilova 13 anni.
PER CASO
Molti gli strilli al vento,
ma c'è poco tempo.
Sono abbracci a Gesù
al Dio lontano degli ebrei per caso.
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Tra fanatismo, e Fede cieca e assoluta c'è un filo sottile.
Nessun essere umano dovrebbe essere costretto a fare ciò che non vuole, o che non si sente per nessun motivo, tantomeno una donna portare un Burka, se non vuole farlo, peccato che non ha facoltà di decidere.
Faccio una piccola premessa:
C'è una grossa differenza tra noi popoli occidentali e quelli orientali, e purtroppo la religione, è un fattore culturale radicato.
Mentre per l'occidente la religione è vissuta dalla maggior parte delle persone, in modo molto personale; ad esempio da noi si dice spesso cattolico non praticante, quando non si ha voglia di andare a messa e si cerca una giustificazione; si commettono spesso e volentieri un'abbondanza di peccati, tanto poi ci si confessa etc,
nella religione islamica, invece, il loro mondo si ferma quando devono pregare e lo fanno 5 volte al giorno, quando c'è il periodo del Ramadan il digiuno viene osservato rigorosamente (da noi non si fa più digiuno in quaresima), hanno una concezione del ***** più puritana (solo esteriormente, perchè poi sono una massa di repressi giudizio strettamente personale)etc.
Possiamo con certezza dire che sono sicuramente più "osservanti di noi".
Ora però quando questa osservanza cieca, porta ad estremismo e fondamentalismo, ecco che diventa pericoloso.
Quando la donna viene relegata al ruolo più basso della società, quando se viene stuprata, è lei ad essere condannata, quando se vuole mettere una gonna, la famiglia, con il beneplacido della madre, la può uccidere per tentato disonore, il fatto che siano dei religiosi osservanti, passa in secondo piano.
E' una cultura forte e radicata quella dell'Islam dove le leggi dell'uomo camminano di pari passo con quelle di Dio, che sono comunque sempre interpretate dall'uomo.
Esiste infatti nel mondo un Islam meno radicale, dove l'Imam (spero si scriva così) interpreta il Corano in modo più aperto.
Così come la chiesa è stata per secoli, fondamentalista nel cercare di imporsi sugli altri popoli, oggi l'Islam nell'era moderna solleva la testa, con le proprie convinzioni, ed il prprio estremismo, che sfocia spesso e volentieri in atti di terrorismo.
Quindi alla fine non è solo un probelma di Burka, ma è un problema della condizione della donna nella società islamica, e di come l'islam si affaccia sul mondo, cercando di imporsi anche sul territorio occidentale.
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Originariamente Scritto da
Haplo
....Quindi alla fine non è solo un probelma di Burka, ma è un problema della condizione della donna nella società islamica, e di come l'islam si affaccia sul mondo, cercando di imporsi anche sul territorio occidentale.
Mi è piaciuto molto il ragionamento prodotto, tuttavia, sull'ultima frase, dovremmo tutti domandarci se veramente sia l'Islam a voler imporsi sul mondo occidentale o il contrario.
I musulmani si rivolgono ad Allah in maniera molto più servile ed ossequoisa di quanto non facciamo noi, nello stesso Corano i fedeli si definiscono servi ed Allah, padrone.
Una visione così sottomissiva rispetto a Dio, presente anche da noi fino a pochi decenni fa ed ancora oggi viva nei paesi cristiani maggiormente poveri, quali sud america, filippine, africana, ecc..rende la vita umana condizionata alla sottomissione religiosa.
Questo non vuol dire però che i musulmani siano dei giustizieri in nome di Dio, nello stesso Corano c'è scritto: La mia misericordia precede la mia giustizia, e a più riprese viene elogiato il rispetto e l'armonia con il prossimo.
Contrariamente all'immaginario collettivo, stiamo parlando di un popolo, fondamentalmente pacifista e rispettoso, di quanto non siamo noi.
Il loro motto non è il potere o fare soldi a tutti i costi, vivo invece nella cultura occidentale, ma vivere nel rispetto delle leggi di Dio (Allah).
Oggi giorno noi ci sentiamo più evoluti, superiori a queste idee arcaiche e per diversi aspetti lo siamo anche, ma tendiamo incosciamente a disprezzare e a sovrastare chi ha idee così limitative dell'individualità umana.
Vorrei solo ricordare che alla donna italiana fino a 70 anni fa, veniva negata la possibilià di studiare e senza una grande cultura o autonomia economica, quindi priva di sbocchi culturali e professionali alternativi, si accettavano passivamente le "corna" del marito, e magari ci si "rifugiava" in salotto con amiche, parenti o figlie a recitare il rosario.
La situazione attuale della maggior parte delle donne musulmane non è poi così diversa.
La cultura e l'informazione sono alla base di tutto, ma ci vuole tempo e il rispetto reciproco
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Originariamente Scritto da
Haplo
E' una cultura forte e radicata quella dell'Islam dove le leggi dell'uomo camminano di pari passo con quelle di Dio, che sono comunque sempre interpretate dall'uomo.
l
E' questo il problema, che esiste anche con la religione cristiana ovviamente, attribuire a Dio regole di vita che invece fanno comodo a noi.
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[QUOTE=principe_igor;104845]Mi è piaciuto molto il ragionamento prodotto, tuttavia, sull'ultima frase, dovremmo tutti domandarci se veramente sia l'Islam a voler imporsi sul mondo occidentale o il contrario.
Infatti in generale ho fatto il distinguo tra due forme di Islam, una più tollerante ed una fondamentalista.
Per il quote invece, sono più che convinto che cerchino di imporsi sul mondo occidentale.
Tutto ciò che i musulmani hanno chiesto, hanno voluto, sollevando proteste nel nostro territorio, gli è stata concessa, dalle costruzioni di luoghi di culto, al togliere il crocefisso dalle aule.
Prova ad invertire il ragionamento, se un occidentale in un paese islamico chiedesse una chiesa, o di entrare in moschea, o di porre una croce nelle scuole islamiche.
Essere sul nostro territorio vuol dire rispettare le nostre leggi, volente o nolente l'Italia è un paese cattolico, non si possono cambiare le radici di una terra, per l'integrazione, chi viene da noi si deve adattare.
Così come una donna occidentale, nei paesi islamici non può camminare se non ha almeno lo Chador.
Quindi si, credo che siano loro a voler imporsi a casa nostra piuttosto che il contrario.
Rispetto comunque il tuo discorso ma non lo condivido in pieno.
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[QUOTE=Haplo;104854] 
Originariamente Scritto da
principe_igor
Mi è piaciuto molto il ragionamento prodotto, tuttavia, sull'ultima frase, dovremmo tutti domandarci se veramente sia l'Islam a voler imporsi sul mondo occidentale o il contrario.
Infatti in generale ho fatto il distinguo tra due forme di Islam, una più tollerante ed una fondamentalista.
Per il quote invece, sono più che convinto che cerchino di imporsi sul mondo occidentale.
Tutto ciò che i musulmani hanno chiesto, hanno voluto, sollevando proteste nel nostro territorio, gli è stata concessa, dalle costruzioni di luoghi di culto, al togliere il crocefisso dalle aule.
Prova ad invertire il ragionamento, se un occidentale in un paese islamico chiedesse una chiesa, o di entrare in moschea, o di porre una croce nelle scuole islamiche.
Essere sul nostro territorio vuol dire rispettare le nostre leggi, volente o nolente l'Italia è un paese cattolico, non si possono cambiare le radici di una terra, per l'integrazione, chi viene da noi si deve adattare.
Così come una donna occidentale, nei paesi islamici non può camminare se non ha almeno lo Chador.
Quindi si, credo che siano loro a voler imporsi a casa nostra piuttosto che il contrario.
Rispetto comunque il tuo discorso ma non lo condivido in pieno.
katerpillar
Mi risulta che il crocefisso dalle aule non è stato ancora tolto e non sono stati gli islamici a chiedere di farlo: ma una mamma Svedese che vive in Italia e che, ritenendolo ingiusto nei confronti delle altre religioni, si è rivolta alla magistratura per farlo rimuovere ma senza successo.
Per quanto riguarda la richiesta di costruzione di chiese nei territori dell'Islam, è vero, ma noi ci dichiariamo un paese democratico, per cui ci differenziamo da loro, in un certo senso, proprio per questo, altrimenti ci comporteremo allo stesso modo. Si spera che, con il tempo comprederanno e lasceranno la libertà di religione, come recita la nostra costituzione.
Inoltre, non ci dimentichiamo che certi atteggiamenti pseudo razzisti sono ancora vivi qui da noi, anche se in minima parte, poiché è storia fresca di alcuni giorni or sono, dove un padre italiano ha tentato di uccidere la figlia solo perché si era fidanzata con un albanese.
Inoltre la nostra storia è piena di episodi che si equivalgono - per certi versi, agli attuali atteggiamenti di altre religioni. Non ci scordiamo delle crociate, dove la chiesa cattolica ne ha combinate di cotte e di crude; dell'inquisizione spagnola e italiana, del potere temporale della chiesa che, ha fatto le carte false per impedire l'unione d'Italia, fino ai tempi nostri con lo IOR, e per il futuro chissà quante ancora ne vedremo.
Per cui, io mi associo a quanti pensano che la stragrande maggioranza degli islamici siano popoli miti con una cultura millenaria, un’accoglienza meravigliosa e un’eleganza raffinata da "mille e una notte".
Avendo letto la storia d'Italia di Montanelli, mi viene in mente un episodio accaduto dopo l'invasione degli arabi in Sicilia; ebbene: si afferma che gli invasori erano talmente eleganti che, immediatamente, influenzarono anche le genti locali, le quali, ormai abituati all'eleganza araba, sentirono la necessità di istituire una nuova figura adatta a questa loro esigenza e che chiamarono "Lo specchiaro". In pratica, come vi era chi vendeva acqua, lui andava girando con uno specchio posto dietro le spalle, rigorosamente coperto da un lenzuolo, e chi voleva specchiarsi per strada doveva pagare un certo obolo.
Per terminare, credo che tutte le storture che le religionie e le tradizioni arcaiche ci hanno appiccicato addosso, si possano risolvere solo con gli incontri di razze e di culture differenti, anche se questo, inizialmente, potrà portare dei disagi psicologici e pratici: a noi e loro
Un saluto.
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Condivido il discorso di Katerpillar,
comunque è giusta una precisazione per Haplo.
Qui nessuno vuole difendere a spada tratta i musulmani, anche loro ne hanno di incongruenze nel Corano e nella Sunna (la legge islamica) ed è da queste incongruenze che nascono gli integralismi e gli estremismi, un po come da noi per alcune sette cristiane.
Il punto è, nel rispetto delle regole, trovare una convivenza pacifica che rispetti sia la nostra cultura che la loro.
Londra è una città cosmopolita dove passeggiando si può incontrare il vecchio poliziotto Bobby, come poliziotte con i capelli arancioni e piercing, l'indiano in abito da lavoro e valigetta, come quello con il turbante in testa, il giamaicano con i capelli cotonati ed il nero con i vestiti lunghi africani, così come arabi vestiti con lunghe tuniche bianche.
Ognuno rispetta le tradizioni dell'altro popolo e non c'è l'intolleranza o almeno non si percepisce, che c'è da noi.
E' vera anche un'altra cosa, lì c'è uno Stato che funziona e si fa sentire quando è richiesto e forse è questa la differenza con noi.
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