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Discussione: Natale

  1. #1
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    Predefinito Natale

    Un film di Natale

    --> Un film di Natale

    Vi propongo questo ''minifilm'' di pochi minuti che esprime cosa è per me il vero Natale.
    Non tanto la nascita di Cristo in se stessa come data, ma soprattutto la Nascita di Cristo nel mio cuore, e nel cuore di tutti coloro che lo incontrano e che da quel momento scoprono la ricchezza della vita abbondante.
    Dio vi benedica.
    Ultima modifica di 3L3N4; 21-11-2008 alle 19: 48

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  3. #2
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    Predefinito Perchè gli evangelici non festeggiano il Natale?

    Perchè gli evangelici non festeggiano il Natale?

    Per rispondere a questa domanda è necessario risalir alle origini del Natale ed analizzare, da un punto di vista biblico, come fu festeggiato l’evento della nascita di Gesù.
    Ezechiele 44:23
    “Insegneranno al mio popolo a distinguere fra il sacro e il profano,e gli faranno conoscere la differenza tra ciò che è impuro e ciò che è puro”.
    Tanta gente ipocritamente utilizza questo periodo come pretesto per dare una lucidatine alla propria religiosità, rispolverare la divisa cristiana, mettersi a posto coi poveri, grazie magari al pranzo natalizio che servono loro, insomma rassicurarsi che siamo persone tanto perbene. Una buona opportunità per salire sul palcoscenico e recitare, una volta l’anno, la parte del buono. Non dobbiamo dimenticare che la fede sta basata nella conoscenza no nelle emozioni. Chiediamoci, è qualcosa questo che piace a Dio? E per quale motivo Cristo è sceso
    dal cielo? Solo perché potessimo sentirci persone perbene una volta l’anno? O magari perché ci abbuffassimo di panettone e trangugiassimo fiumi di spumante e ci commuovessimo al sentire le pive degli zampognari? Purtroppo molto spesso Gesù è nascosto dal Natale. La venuta al mondo di Gesù è stata la realizzazione delle promesse fatte da Dio stesso nell’Antico Testamento (Genesi 3:15
    “Io porrò inimicizia fra te e la donno, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno”;
    Isaia 7:14
    “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerai Emmanuele”.

  4. #3
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    Predefinito Perchè celebrare il Natale?

    Perchè celebrare il Natale?

    Il Natale ha qualcosa di quasi magico: i bambini sognano Babbo Natale e la sua slitta fantastica, disegnano gli alberi di Natale, scene nevose, calze ripiene, montagne di regali e
    famiglie sorridenti intorno al focolare. La realtà spesso non è così perfetta come la immaginiamo. Alcune persone eccedono a Natale. Le folle sulle strade e nei negozi possono portare alla “Babbo-Natalefobia”. Il numero dei suicidi aumenta, più persone muoiono per “cause naturali”, i matrimoni si sfasciano, i pazienti psichiatrici peggiorano e nascono contese familiari. Un'indagine ha indicato che succedono tre milioni di liti familiari ogni Natale. Un articolo di giornale, intitolato “Abbastanza per farti impazzire”, parla di persone che impazziscono a Natale sotto la pressione di essere perfette. Riferisce che due psicologi, uno psicoterapeuta e un consulente hanno lanciato un corso intitolato “Stress in famiglia: come sopravvivere al Natale”. Riferiscono che parte del suo successo sembra essere la possibilità che offre di evadere. Lo psichiatra Anthony Storr in un articolo sulla depressione natalizia intitolato “Rallegrati, sta per finire”, conclude scrivendo: “Ricorda che il Natale, anche se ricorrente, non dura per sempre”.

    Purtroppo molto spesso Gesù é nascosto dal Natale. La venuta al mondo di Gesù è stata la realizzazione delle promesse fatte da Dio stesso nell'Antico Testamento (Genesi 3:15 “Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno”,
    Isaia 7:14
    “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele”).
    Il Natale è una festa religiosa celebrante la nascita di Gesù il giorno 25 Dicembre.

    Noi cristiani evangelici non riconosciamo questa festa per i seguenti motivi:

    IL SILENZIO DEI VANGELI

    Non esiste alcun riferimento biblico che indichi la data del 25 Dicembre e non è menzionato né il mese, né il giorno della nascita del Salvatore. Anzi implicitamente e logicamente la narrazione dei Vangeli esclude la possibilità che Gesù sia nato d'inverno. Nel Vangelo di Luca al cap. 2:8 é detto:
    “In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge”.
    Nessun fatto nelle Scritture getta luce sulla stagione in cui nacque Gesù, fuorché questo: “Che i pastori stavano pascolando le loro greggi”, di notte, e certo quest'incidente non favorisce la data del 25 Dicembre se consideriamo:
    1. La fredda atmosfera delle notti di Dicembre, in una situazione elevata come quella
    di Betlemme. In quella regione della Palestina, in quel periodo, la temperatura media notturna e di 7 gradi.
    2. In Giudea in quel periodo i mesi, da dicembre a febbraio sono la stagione piovosa,
    durante la quale cade anche talvolta la neve. Per i pastori che facevan la guardia di notte al gregge, non poteva avvenire nel mese di dicembre, in quanto questi pastori
    riportavano i loro greggi al riparo in recinti coperti non più tardi del 15 Ottobre, per proteggerli dal freddo e dalla pioggia che seguiva quella data.
    Notiamo che la Bibbia stessa, nel Cantico dei Cantici 2:11 e in Esdra 10:9-13 prova che l'inverno era una stagione molto piovosa.
    “ poiché, ecco, l'inverno è passato, il tempo delle piogge è finito, se n'è andato”.
    “ Così tutti gli uomini di Giuda e di Beniamino si radunarono a Gerusalemme entro i tre giorni.
    Era il ventesimo giorno del nono mese. Tutto il popolo stava sulla piazza della casa di Dio, tremante a causa di questo fatto e della gran pioggia. Il sacerdote Esdra si alzò e disse loro: “Voi avete commesso un'infedeltà, sposando donne straniere, e avete reso Israele ancora più colpevole. Ma ora confessate la vostra colpa al SIGNORE, Dio dei vostri padri, e fate la sua volontà! Separatevi dai popoli di questo paese e dalle donne straniere”! Allora tutta l'assemblea rispose e disse ad alta voce: “Sì, dobbiamo fare come tu hai detto! Ma il popolo è molto numeroso, piove molto e non possiamo stare allo scoperto; e questa non è faccenda di un giorno o due, poiché siamo stati in molti a commettere questo peccato”.

    Era un'antica usanza. tra i Giudei di quei giorni, di condurre i loro greggi all'aperto, nei campi, intorno alla Pasqua (all'inizio della primavera), per poi condurli all'inizio delle piogge nei recinti coperti. Dunque questa tradizione del Natale non proviene certamente dal N.T., né da nessuna altra parte della Bibbia. Non viene neppure dagli Apostoli che furono istruiti personalmente da Gesù Cristo, che invece istituì il battesimo in acqua (per la salvezza di chi avrebbe creduto in Lui) e la Santa Cena (per rammemorare il Suo sacrificio). Anche i Padri dei primi secoli non sembrano aver conosciuto una festa della natività di Gesù. Ireneo e Tertulliano la omettono nella loro lista di feste (vedi enciclopedia. catt.). L'Enciclopedia Italiana Treccani, edizione 1949, lo afferma chiaramente nei seguenti termini:
    “I padri dei primi secoli non sembrano aver conosciuto una festa della natività di Gesù Cristo...La festa del 25 Dicembre sarebbe stata istituita per contrapporre una celebrazione cristiana a quella Mitriaca del dies natalis Solis invicti (Giorno natalizio dell'invincibile Sole), nel solstizio invernale” (Vol. XXIV. pag. 299).
    Poiché la celebrazione del Natale é stata introdotta nel mondo cristiano dalla Chiesa Cattolica, esaminiamo che cosa ne dice l'Enciclopedia Cattolica. ediz. inglese 911, alla voce Natale (Christmas) si può leggere:
    “Il Natale non fu tra le prime feste della Chiesa...La prima evidenza di questa festa venne dall'Egitto…”
    Inoltre se Dio avesse stimato utile per noi che il mese e il giorno in cui l'Eterno Suo Figliuolo divenne incarnato, fossero conosciuti e celebrati in tutte le età, Colui che
    comandò di santificare il settimo giorno, in memoria della creazione, e d'osservare il 15 di Nisan la Pasqua, in commemorazione della liberazione d'Israele dall'Egitto, non
    avrebbe Egli distinto quel giorno in modo da rendere impossibile per i cristiani ogni disputa in proposito? E chi ne potrà dubitare? In mancanza di un ricordo preciso proveniente da Dio, tutte le ricerche hanno fine in semplici congetture e conseguentemente il volere imporre l'osservanza di un giorno speciale in commemorazione della natività del Signor Gesù Cristo é una vera ordinanza
    umana. Lo Spirito Santo ci rivela nella Scrittura solo ciò che è importante per l'uomo peccatore: La morte Giov. 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”;
    e La Sua resurrezione Rom.8:11, 34
    “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi… Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi”; Atti 3:14-15
    “Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni”.

  5. #4
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    Predefinito Il Natale è una festa pagana

    Il Natale è una festa pagana

    In un trattato dell'anno 243 é indicato come giorno natalizio di Cristo il 28 Marzo.
    Altre date della nascita di Cristo sono il 2 Aprile (secondo Ippolito);
    il 19 Aprile ed il 20 Maggio.
    Le ultime sono: il 6 Gennaio (secondo Clemente Alessandrino; solo gli Armeni sembra che stabiliscano ancora la nascita di Cristo per il 6 Gennaio).
    Fu solo intorno al 325-354 che a Roma si stabilì nettamente la festa liturgica del natale al 25 Dicembre, la decisione fu presa per motivo teologico: quest'ultima data era una festa pagana di Mitra dedicata al “dio Sole” e si festeggiava il dio sole con giochi nel circo e con grande afflusso in Roma di gente da tutto l'Impero. L'imperatore Aureliano (270-275 d.C.) diede molta importanza al culto del sole e, nel 274, dichiarò il 25 dicembre natale del Sole Invitto. L'imperatore Costantino sostituì la festa del dio Sole stabilendo che per il 25 dicembre si festeggiasse la nascita di Cristo, pensando di sconfiggere e soppiantare i vecchi culti. Nel corso del IV sec. questa data andò acquistando credito, ma le feste pagane di questi uomini erano troppo radicate nel costume popolare per essere abolite dall’influenza del Cristianesimo. La festa pagana, con le sue baldorie e gozzoviglie, era talmente popolare per i cristiani che furon ben contenti d'aver trovato una scusa per perpetuare la celebrazione con pochi cambiamenti sia nello spirito, sia nell'usanza (N.B. qui si parla di cristiani, non si deve intendere i veri seguaci di Cristo, ma coloro che una volta erano pagani e dopo la simulata conversione di Costantino, accettarono la nuova religione di stato: il Cristianesimo). Cosi per quei pagani che si convertivano al cristianesimo si trovò la scusa necessaria per cominciare a considerare la loro festa pagana del 25 Dicembre (giorno natale del dio sole), come se fosse il giorno natale del Figlio di Dio. Fu così che il Natale si infiltrò gradatamente nel mondo occidentale. E nel 534 d. C. il vescovo di Roma proclamò il 25 Dicembre anniversario della nascita di Cristo. Siberio ordinò ai fedeli di celebrare questo giorno per ricordare la natività di Gesù. Possiamo chiamarla o definirla come vogliamo ma rimane sempre la vecchia festa pagana in onore del Sole! L'unico cambiamento sta nel fatto che lo chiamiamo il natale di Gesù anziché “natale dell'invincibile Sole”. Noi possiamo chiamare un coniglio con il nome di leone, ma sempre un coniglio rimane. In seguito, per questa data del 25 dicembre i falsi ministri di Dio fecero fare dagli artefici delle piccole sculture di gesso o di altra materia e tra queste una raffigurante il “Bambino Gesù”… Così questi falsi dottori portarono un piccolo simulacro alla bocca degli uomini per farlo baciare, dando falsamente a credere che rappresenta il bambino Gesù.
    A questo riguardo l'apostolo Paolo dice: 2 Corinti 5:16
    “Quindi, da ora in poi, noi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano; e se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così”.

  6. #5
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    Predefinito Origine del Natale

    Origine del Natale

    Nimrod, nipote di Cam, che a sua volta era uno dei tre figli di Noè, fu il fondatore del sistema babilonese. Quest'uomo edificò la torre di Babele, la città originale di babilonia, l'antica Ninive. Nimrod, in ebraico deriva da MARAD, che significa “si ribellò”. Da molti scritti antichi, si apprende molto su questo uomo che iniziò la grande apostasia che avrebbe poi dominato il mondo fino ad oggi. Nimrod era così malvagio e perverso che sembra abbia sposato la sua stessa madre, il cui nome era Semiramis. Dopo la morte prematura di Nimrod. la sua cosiddetta mogliemadre Semiramis, propagò la dottrina malvagia della sopravvivenza di Nimrod come essere spirituale, che appariva ogni anno (il 25 dicembre) in un albero sempreverde, lasciando dei doni su di esso;
    Furono queste le origini del cosiddetto “Albero di Natale”. Nel corso delle generazioni successive, la tradizione babilonese trasformò Nimrod in un falso Messia, il “Figlio di Baal” il “dio Sole”. Nel sistema babilonese, La “Madre e il bambino” (Semeramis e Nimrod) divennero poi il principale oggetto di adorazione.
    In seguito tale venerazione si sparse in tutto il mondo entrando a fare parte di culture diverse si cambiarono solo i nomi:
    * In Egitto, la madre e il bambino divennero "Iside e Osiride";
    * In Asia “Cibele e Attis”;
    * Nella Roma pagana “Fortuna e Giove fanciullo”.
    * Anche in Grecia, Cina, Giappone e perfino nel Tibet esisteva tale usanza, molto tempo prima della nascita di Gesù Cristo.

  7. #6
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    Predefinito Non è vero ma ci credo

    Non è vero ma ci credo

    Leggendo in una rivista italiana di arredamento, l'autrice di un articolo sul Natale, Alma Lanzani scrive: “Il Natale, così come lo viviamo in quest'ultimi anni, non è poi molto diverso dalle antiche feste pagane che lo hanno generato”. Con competenza, l'autrice descrive le tradizioni, le magie che si tramandano da millenni racchiuse in quelle “piante natalizie” che per la cristianità e ahimè, forse, per tanti credenti evangelici, sono ormai state accettate inconsapevolmente nella loro vita cristiana in queste occasioni di festa.
    Contro il male “la forza del rosso”: Usiamo il colore rosso a volontà nei giorni di festa. Tovaglie, vestiti, giarrettiere, carta da regalo. Catalizzeremo così le energie positive,
    allontanando gli influssi maligni. Questo colore infatti è simbolo di vitalità e richiama la forza del sole, dell'amore, della passione.
    La fortuna in tavola: questi gli ingredienti essenziali per un menù natalizio che porti fortuna ed esorcizzi i guai:
    Pesce: porta salute, prosperità e benessere.
    Un primo con ripieno: a scelta tra ravioli, tortellini, ancora più benefici se preparati in casa.
    Un volatile: tacchino o cappone, oca o gallina. Favoriscono l'armonia in famiglia ed il benessere dello spirito. È per via delle ali che rappresentano l'anima e il pensiero.
    Frutta secca, torrone e panettone: simboleggiano i lati dolci della vita, quelli che portano salute, prosperità e danaro.
    Contro gli spiriti maligni:
    L'agrifoglio: porta in casa benessere e felicità e protegge contro le influenze negative, rinsalda i rapporti affettivi.
    Le dodici notti sante: nelle notti tra il 26 dicembre ed il 6 gennaio si ritiene che le streghe tentino di insidiare la nostra casa. Appendiamo dunque alla finestra un ramo d'alloro e qualche testa d'aglio. Chi ha un giardino può accendere un fuoco vivace e scoppiettante: si dice infatti che le streghe odino tutto ciò che rallegra la vita.
    Pane e latte: nelle dodici notti sante si aggirano anche degli spiriti inquieti: per loro
    lasciamo fuori dalla porta o sul davanzale una ciotola con pane e latte.
    Profumi propiziatori: per procurarci gioia e salute facciamo bruciare bucce di mandarini o di arancio acquistiamone le essenze.
    Campanelle: usatissime in Oriente e diffuse in tutto il mondo, si ritiene che con il loro tintinnio mettano in fuga le presenze maligne.

  8. #7
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    Predefinito L'albero di Natale

    L'albero di Natale

    Oltre all'albero sempreverde di Nimrod, anche in altri popoli pagani germanici usavano decorare le loro case con piante sempreverdi che consideravano come sede degli spiriti della vita e della fecondità e con rami di agrifoglio ricchi di bacche rosse in onore degli spiriti della foresta, usanza ancora oggi viva in molte province francesi, svizzere e tedesche. La vigilia di Natale, si appendevano ramoscelli di agrifoglio nelle case e nelle stalle allo scopo di allontanare i sortilegi. L'azione era duplice: da un lato rappresentava la sopravvivenza delle piante e la speranza della loro rinascita; dall'altro, grazie alle spine, scacciava gli spiriti maligni. Infatti, alcune di queste piante sempreverdi come il pungitopo e il vischio, non soltanto erano vitali nelle gelide stagioni invernali, ma producevano perfino dei frutti a
    riprova della loro fertilità. Questi alberi o arbusti, erano, quindi decorati con luci e fronzoli diversi. Ad
    esempio: I Druidi, sacerdoti degli antichi popoli celtici, i quali abitavano soprattutto nel moderno Galles, in Gran Bretagna, adornavano, nel periodo di fine anno i rami di questi alberi con mele decorate. I romani credevano che l'agrifoglio, piantato presso una casa, la proteggesse dai malefici.

    Cosa ci dice la Bibbia a tal proposito?


    Leggiamo in Geremia 10:2-6
    “Così parla il SIGNORE: “Non imparate a camminare nella via delle nazioni, e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le nazioni quelle che ne hanno paura. Infatti i costumi dei popoli sono vanità; poiché si taglia un albero nella foresta e le mani dell'operaio lo lavorano con l'ascia; lo si adorna d'argento e d'oro, lo si fissa con chiodi e con i martelli perché non si muova. Gli idoli sono come spauracchi in un campo di cocomeri, e non parlano; bisogna portarli, perché non possono camminare. Non li temete! perché non possono fare nessun male, e non è in loro potere di far del bene”. Non c'è nessuno pari a te, SIGNORE; tu sei grande, e grande in potenza è il tuo nome”
    A riguardo del babbo natale è paradossale poi che, durante il resto dell'anno i genitori puniscono i figli per aver detto delle bugie. Poi a Natale, essi stessi dicono ai loro figli questa bugia in merito a Babbo Natale.
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    Predefinito Il vischio

    Il vischio

    Oltre all'uso citato sopra a proposito del vischio, gli antichi pagani usavano il vischio nella notte che commemorava la morte del, "Vecchio Sole" e la nascita del nuovo nel solstizio d'inverno (25 dicembre) perché ritenevano fosse sacro al sole, a motivo del suo magico guaritore. Le attuali popolazioni nordiche, discendenti dai Celti che l'avevano portata alla gloria degli altari, l'hanno sempre ritenuta frutto di misteriose forze celesti. accolto la prima notte dell'anno con un falcetto d'oro dal capo dei Druidi e lo si lasciava cadere su un lenzuolo di lino immacolato, poiché, si diceva, toccando il suolo avrebbe perso i suoi poteri magici. Poi, seguiva il sacrificio di due torelli bianchi, le vergini vestite di bianco portavano il vischio verso l'acqua lustrale raccolta in un bacile con cui si aspergeva la folla, augurando pace, amicizia e buona salute. Nel medioevo, guaritori e streghe preparavano elisir d'amore e porzioni magiche medicamentose con il vischio. I rami della pianta, infine, accuratamente essiccati e trattati con opportuni riti contro il malocchio, si conservano tutto l'anno nelle abitazioni, per gli spiriti malefici del diavolo. Quest'ultima usanza non è stata dimenticata: alla fine dell'anno il vischio compare nelle vetrine dei fiorai, ed è un regalo propiziatorio che gli amici più superstiziosi accettano volentieri.
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    Predefinito Il presepe

    Il presepe

    La rappresentazione del presepe che ha luogo nella Chiesa in occasione del Natale non ha nessun fondamento biblico, si rifà a S. Francesco d'Assisi che secondo la tradizione ideò a Greggio nel 1223 il primo presepe.
    Dice l'enciclopedia cattolica che: “La presenza del bue e dell'asino si deve ad un'erronea interpretazione di Isaia1:3 e di Abacuc 3:2 (Versione «Itala»)”. “È evidente che questa rappresentazione, pur avendo un valore artistico e folcloristico è in contrasto con l'insegnamento divino espresso nella Bibbia al 2° comandamento (Esodo 20:3-5 “Non avere altri dèi oltre a me. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano”), ancora nel N.T. é scritto: Atti 17:29
    “Essendo dunque discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall'arte e dall'immaginazione umana”.
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    Predefinito I doni

    I doni

    Anche questo scambiarsi dei doni non é biblico. Molti si rifanno a dopo la nascita di Gesù ai doni portati dai «Magi» Mat. 2:2-11. Se leggiamo attentamente notiamo che: i magi non presentarono i doni per il compleanno, perché giunsero svariati giorni dopo. Non fu d'esempio affinché anche noi ci scambiassimo dei doni; i Magi offrirono dei doni a Lui non ai loro amici o parenti. Fra i Popoli orientali é consuetudine che nessuno si presenti davanti ad un Re o un gran personaggio senza avere un dono da presentare in segno di rispetto. La verità é che i Magi non istituirono una nuova tradizione natalizia di scambiarsi dei doni a vicenda per onorare il giorno natale di Cristo, essi stavano seguendo l'antico costume orientale, si presentarono a Colui che era nato "Re dei Giudei" con dei doni, come fece anche la Regina di Seba, quando portò dei doni a Salomone.
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