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Il carnevale
IL CARNEVALE
Questo periodo è una pubblica autorizzazione ad assecondare i desideri della carne, come suggerisce la stessa parola Carnevale, che si fonda sullo stravolgimento scherzoso degli schemi della società. Mascherarsi, travestirsi, fare i buffoni, darsi al folle divertimento, fare pazzie e scherzi di ogni genere, abbandonarsi a sconcezze e oscenità sono difatti tutti comportamenti che caratterizzano il Carnevale.
La festa del Carnevale
L'essere umano dice:
"...Anima mia... riposati, mangia, bevi, godi"
Ma Dio gli dice: "Stolto..."
(Luca, 12:19-20)
"Ed ecco che tutto è gioia, tutto è festa! ...Si mangia carne, si beve vino... Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo!"
(Isaia, 22:13)
Ma questi comportamenti sono peccati che cozzano contro la Sacra Scrittura, che dice:
"Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non vi illudete; né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio"
(I Corinzi, 6:9-10)
Il carnevale, lungi dall'avere qualche relazione con il cristianesimo, in realtà trae la sua origine dagli antichi Saturnali, un'orgiastica festa dell'antica Roma in onore del dio pagano Saturno. E a quelli di voi che vi compiacete di questi spettacoli:
"Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie d'impurità con avidità insaziabile" (Efesini, 4:17-19).
Del resto i frutti del Carnevale (oscenità, ubriachezze, gozzoviglie, risse, adulterii, fornicazioni, per non parlare delle violenze, dei furti e degli omicidi) mostrano abbastanza chiaramente che non si tratta affatto di cose buone, ma malvagie, carnali e diaboliche; condannate da Dio:
"Ora, le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e altre simili cose; circa le quali vi preavviso, come vi ho già detto, che chi le fa non erediterà il regno di Dio" (Galati, 5:19-21).
Il fatto stesso di mascherarsi denota insoddisfazione e rifiuto delle proprie condizioni abituali. Nel travestirsi si desidera perdere per un po' la propria identità, per acquistare quella di un'immagine a cui chi si maschera, seppure scherzosamente, aderisce. Ma nella Bibbia troviamo che non è lecito fare i buffoni e: "La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore" (Deuteronomio, 22:5). Voglio ricordare, inoltre, che nell'antichità classica la maschera era l'attributo principale dell'attore (in greco: hypocrités), il quale è un esperto della finzione. Non potete dire di amare Dio, e vivere nell'egoismo e nei piaceri carnali. Per questo a tutti quelli che avete accettato Gesù nel vostro cuore e siete diventati figli di Dio, lo Spirito Santo dice:
"Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità" (Efesini, 4:20,22-24).
A voi che vi professate cristiani, ma siete attratti dai divertimenti carnali, dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quel che vorreste (Galati, 5:16-17). Se siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste a voi stessi e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio. Fate dunque morire ciò che in voi è terreno, fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi, cupidigia, che è idolatria. Per queste cose viene l'ira di Dio sui figli ribelli. E così camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. Ora invece deponete tutte queste cose, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato (Colossesi, 3:1-3,5-10).
I cristiani che partecipano ai divertimenti del Carnevale (festa dell'Avversario) non dimostrano di avere rinunciato a se stessi, perché i "nati di nuovo" si riconoscono dal frutto. E il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza.
Le Scritture
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito.
(Galati, 5:22-25)
Siate dunque imitatori di Dio e come figli a lui cari camminate nell'amore. Come si addice ai santi né fornicazione, né impurità, né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti, siano neppure nominate tra di voi. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l'ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni, perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce - poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità - esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, piuttosto condannatele, perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto
(Efesini, 5:1-12)
La festa del Carnevale
Guardate dunque con diligenza come vi comportate, non da stolti, ma da savi, perché i giorni sono malvagi. Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di capire bene quale sia la volontà del Signore. Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore
(Efesini, 5:15-19)
"Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano"
(Matteo, 7:13-14)
Fratello in Cristo Veglio
Cosa può fare il cristiano?
Cosa può fare il cristiano contro queste manifestazioni di dubbia o conclamata bassa moralità e spiritualità, come il carnevale, la festa d hallowen o ancora altre feste ed eventi pubblici addiritura irreligiosi e/o sacrileghi. Pensiamo, è logico, innanzi tutto non parteciparvi.....e poi? Basta un silenzio? Forse, a volte. Ma spesso, forse, sarebbe meglio manifestare apertamente e pacificamente il nostro dissenso, aprendo così anche la via a una possibile spiegazione del perchè ne prendiamo le distanze. Possiamo farlo con il nostro vicino di casa, nell'asilo o nelle scuole dei nostri bimbi, sul nostro posto di lavoro. Dio ci ha dato uno Spirito di coraggio e di forza, non uno spirito di timidezza e paura. E possiamo, a volte, anche manifestare il nostro dissenso insieme, come tutti gli altri cittadini. Un cristiano, in ubbidienza alla Parola, dovrebbe essere sempre una persona attenta ai propri doveri civici, come pagare le tasse, andare a votare, ed essere ubbidiente alle leggi dello Stato. Quindi, come stiamo attenti ai nostri doveri, esercitiamo anche i nostri legittimi diritti, tra cui quello di manifestare.
L'esortazione di un Vescovo Cattolico del Brasile
"Penso che esercitiamo poco l'opera di protesta. Dobbiamo dire che non siamo d'accordo, che non accettiamo, che certe cose offendono la nostra vita, la nostra Chiesa, le nostre convinzioni. Protestare e dire la propria opinione non è censurare, ma esercitare giustamente la propria libertà di esprimersi. Credo che le persone abbiano il diritto di manifestare ciò che pensano. Il mio ex professore di Storia, anni fa, diceva che la tua libertà termina dove inizia quella dell'altro. Credo allora che, così come esiste la libertà per alcuni di esprimersi, allo stesso modo esiste anche la libertà degli altri di protestare. E' evidente che quando una persona ha il diritto di dire ciò che vuole l'altro ha il diritto di protestare. E penso che noi esercitiamo poco l'opera di protesta. Anche la persona umana ha la sua libertà, ce l'ha la persona religiosa, e anche il cittadino ha la libertà di dire la propria opinione e di affermare che non concorda con qualcosa", ha osservato. "Trovo che sia questo l'aspetto che stiamo iniziando ad imparare in questo dialogo, in cui l'attacco alla Chiesa cattolica, l'attacco alla religione, si è sviluppato in molti modi e ha portato ciascuno ad esprimersi, e se una persona dice il contrario su qualcosa, il fatto che protesti, che dica la sua opinione, viene già tacciato di censura.
Monsignor Orani João Tempesta
Arcivescovo di Belém
(Brasile)
Lo scenario inquietante di queste dichiarazioni è stata l'esposizione artistica "Erotica - I Sensi nell'Arte", patrocinata dalla Banca del Brasile, che vedeva tra le presunte opere d'arte, dei rosari associati a dei falli maschili, e che è stata bloccata proprio grazie alle proteste dei cattolici brasiliani!
Una piccola meditazione
Il sale della terra; la luce del mondo
Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Matteo 5:13
Il sale, oltre ad insaporire il cibo, può essere utilizzato in altro modo, per esempio per conservare gli alimenti. Mettete del pesce in una botte, e apritela dopo un mese e dovrete scappare per il fetore. Riempite la botte di pesce e sale e apritela dopo un anno e guardate se il pesce è commestibile! Il sale sterilizza, e rende immune dalla decomposizione e allontana il marcio! Impegnamoci singolarmente e come comunità di cristiani ad essere sempre "sale" anche per le realtà in cui viviamo. Quando Gesù, il Signore, fu esposto alla piazza da Pilato insieme a Barabba la maggior parte delle persone che erano presenti gridava forte il nome di "Barabba", per ottenere la grazia per il ladro, e la condanna di Gesù. Quale ingiustizia! Ma tra la folla, grazie a Dio, c'era anche chi si impegnò oltre misura per gridare il nome del Salvatore Gesù. E sono convinto, che Dio amò e benedì quelle persone. Vogliamo insieme, anche oggi, quando ci troviamo di fronte alla scelta tra l'ingiustizia e il male degli uomini e la giustizia e il bene di Dio, gridare forte il meraviglioso nome di "Gesù".
FONTE
Ultima modifica di 3L3N4; 17-11-2008 alle 11: 25
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29-10-2008 23: 34 Annunci Google
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Viva viva il carnevale
venite a Venezia,è uno spettacolo,troppa gente,troppe maschere,su un'ambientazione storica,non ha paragoni, è affascinante a tutte le età,non si può non divertirsi.
BELLO BELLO BELLO
I terroristi religiosi lasciamoli a casa
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Premetto che non amo il carnevale, preferisco di gran lunga il Natale!
Forse sono io che vivo in un altro mondo, ma quando mai a carnevale ci si abbandona "a sconcezze e oscenità"??
Se ci si riferisce al carnevale di Rio e alle ballerine ( bellissime a mio parere!) mezze nude, stiamo proprio esagerando con l'essere bigotti! Altrimenti io di sconcezze e oscenità a carnevale proprio non ne ho mai viste!
Io vorrei proprio vederlo il Carnevale di Venezia, CartMan!
Deve essere uno spettacolo davvero!
"Ci vuole un caos dentro di te , per far fiorire una stella che balla..." - Zucchero
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Originariamente Scritto da
Cohiba
Io vorrei proprio vederlo il Carnevale di Venezia, CartMan!
Deve essere uno spettacolo davvero!
E una di quelle cose che metterei nella lista (Cose da fare prima di morire) e se è possibile consiglierei di fermarsi la sera quando il caos dei turisti si attenua,calano le luci e la città diventa ancora più magica
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Il Carnevale
Il Carnevale
Un uomo ricco … disse: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all’anima mia "Anima mia... riposati, mangia, bevi, divertiti. Ma Dio gli disse: Stolto… (Luca, 12:19-20)
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L’apostolo Paolo ha scritto che "La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro" (Galati, 5:16-17). Questa verità si può provare con particolare chiarezza durante il Carnevale, perché in questo periodo, mentre si festeggia e asseconda i desideri della carne, ogni anno gli uomini e le donne spirituali si rattristano per quello che vedono intorno a loro, come il giusto Lot si rattristava in Sodoma. La parola stessa lo anticipa: la carne vale, cioè in qualche modo prevale sullo spirito.
Nell’anno liturgico della Chiesa cattolica, il Carnevale è considerato un tempo di preparazione alla Quaresima, periodo in cui si iniziava l'astinenza dalle carni. Prima dell’astinenza, la religione prevede un tempo di sfogo della carne. Prima del Mercoledì delle ceneri, il Martedì grasso. Così, se l’etimologia della parola rimanda alla carne come alimento, in realtà il significato più vero (quello che viene percepito e che conserva l’uso della parola) è proprio quello di una licenza ad esprimere la propria carnalità, cioè del soddisfacimento dei propri desideri.
Considerando il calendario e certe altre coincidenze esteriori si potrebbe ravvisare una somiglianza tra la festa del Carnevale e quella biblica di Purim, ma guardando più in profondità si vede chiaramente che, a differenza di Purim, il Carnevale è una festa che ha ben poco a che vedere con la liberazione del popolo di Israele dai suoi nemici. Tantomeno, con la Passione e la morte del Signore Gesù che dovrebbe essere ricordata nella Quaresima. Il Carnevale trae infatti la sua origine dai Saturnali, una orgiastica festa pagana dell'antica Roma dedicata al dio Saturno. Gli antichi romani si abbandonavano a festeggiamenti che iniziavano con un generoso banchetto pubblico, poi seguivano feste di vario genere, che si protraevano per sette giorni e spesso sfociavano in eccessi. Durante i Saturnali tutto era consentito, in particolare lo scambio dei ruoli, con abiti altrui. Gli schiavi venivano serviti dai cittadini liberi o dai padroni stessi e potevano concedersi ogni libertà. Vigeva la sospensione delle leggi che regolavano i rapporti umani e sociali. La plebe si concedeva ogni genere di lascivia e mancanza di buoni costumi. Qualcuno li ha descritti come: "giorni di esplosione di rabbia e di frenesia incontrollata, di un'esuberanza festaiola che spesso degenerava in atti di intemperanza e di dissolutezza". L'uso delle maschere, inoltre, garantisce una certa misura di anonimato, e favorisce quindi l’impunità.
Similmente, anche il Carnevale è espressione, per antonomasia, di pazza trasgressione, abolizione dei buoni costumi o loro temporanea sospensione, per dare sfogo ai propri desideri e in qualche modo superare le frustrazioni derivanti da un ordine sociale non sempre costituito dalla giustizia e dall'equità. Così, anche oggi la pubblica autorizzazione ad assecondare i desideri della carne porta a un temporaneo stravolgimento degli schemi della società, con tipici comportamenti come mascherarsi, travestirsi, fare i buffoni, darsi al divertimento per il puro gusto del divertimento, fare pazzie e scherzi di ogni genere, abbandonarsi a sconcezze e oscenità. Il fatto stesso di mascherarsi esprime una insoddisfazione e rifiuto delle proprie condizioni abituali. Nel travestirsi si desidera mascherare la propria identità e liberarsi dalle proprie inibizioni. Tutto questo baccano e confusione esprimono la mancanza di senso della vita di coloro che non hanno ancora ricevuto la salvezza. Ma se si tratta di noi, non dobbiamo guardare con indulgenza e comprensione a questi comportamenti, come se anche noi avessimo da manifestare le stesse frustrazioni. Le espressioni caratteristiche del Carnevale (oscenità, ubriachezze, gozzoviglie, adulterii, fornicazioni, travestimenti, per non parlare delle risse e delle violenze) mostrano chiaramente che lo spirito che presiede a questi festeggiamenti è uno spirito diabolico e malvagio. Queste manifestazioni: "Fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e altre simili cose"; Dio le definisce "opere della carne; circa le quali vi preavviso – ammonisce l’apostolo Paolo - chi le fa non erediterà il regno di Dio", non sarà salvato (Galati, 5:19-21).
Dio è amore e questi comportamenti sono peccati che non si possono conciliare con la sua natura pura e santa. La Parola di Dio ammonisce: "Non vi illudete; né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio" (I Corinzi, 6:9-10).
Coloro che sono consapevoli di non vivere secondo la volontà di Dio con questi festeggiamenti e questa pazza allegria vorrebbero esorcizzare la morte, consci di andarvi incontro. La sacra Bibbia esprime bene questo sentimento: "Ed ecco che tutto è gioia, tutto è festa! ...Si mangia carne, si beve vino... Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo!" (Isaia, 22:13). L’apostolo Paolo che, prima di venire condannato a morte perché cristiano, per vari anni è ha dimorato come prigioniero a Roma e ha visto con i propri occhi queste forme di paganesimo, scrive ai cristiani: "Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie d'impurità con avidità insaziabile" (Efesini, 4:17-19). Per quelli che si sono convertiti a Gesù Cristo aggiunge un’ulteriore esortazione: "Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce - poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità - esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto condannatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto" (Efesini, 5:1-12). Altrove, scrive ancora: "Fate dunque morire ciò che in voi è terreno, fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi, cupidigia, che è idolatria. Per queste cose viene l'ira di Dio sui figli ribelli. E così camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. Ora invece deponete anche voi, tutte queste cose..., perché vi siete spogliati del uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato" (Colossesi, 3:1-3,5-10).
...angusta la via che conduce alla vita
I cristiani che desiderano partecipare ai divertimenti del Carnevale si domandino se hanno davvero rinunciato ai piaceri del mondo. Si ricordino poi che anche la stoltezza – cioè l’insensatezza – è elencata dal Signore Gesù tra le cose cattive che " escono dal di dentro e contaminano l’uomo" (Marco, 7:22-23). I discepoli di Cristo, invece, si riconoscono dal frutto che portano, e "Il frutto dello Spirito... è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza (...) Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito" (Galati, 5:22-25). "L’amore... non si comporta in modo sconveniente" (I Corinzi, 13:5).
Cari fratelli, ricordiamoci sempre quello che ci dice l’amore del nostro Signore: "Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano" (Matteo, 7:13-14).
Fonte
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Originariamente Scritto da
3L3N4
sconcezze e oscenità sono difatti tutti comportamenti che caratterizzano il Carnevale
Assurdo pensare e credere una cosa simile. Chi fa le "sconcezze" ahimè non attende Carnevale per farle
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Sicuramente non è una festa rivolta a Dio o da dedicare a Dio.
Non ci trovo niente di costruttivo.
Per le oscenità putroppo ci sono sempre e ovunque,
anche se questa festa esalta determinati aspetti errati e li incoraggia.
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