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La prima volta di Bersani
La prima volta di Bersani segretario non poteva probabilmente avere una locazione migliore: il capannone della fabbrica tessile “Orditura Villanti”, a Prato. Daltronde lo aveva annunciato prima delle primarie, "la mia priorità saranno lavoro e precarietà", aveva detto. Detto e fatto, il giorno dopo la vittoria eccolo tra gli operai e i piccoli imprenditori del comparto tessile. Una presenza vissuta con gioia e con tanta curiosità verso il primo discorso del nuovo segretario democratico , tanto che il capannone è stracolmo e lui, per tenere il suo discorso, deve salire su una sedia, piazzata nel centro dello stabilimento. "La forza che arriva dal congresso, dice Bersani, deve essere utilizzata per un partito popolare che conosce i problemi della gente perché tra la gente ci sta, un partito che badi al concreto e che quando serve sappia anche salire su una sedia".
"Mi sono detto - spiega Bersani - dove li porto a fare un giro questi tre milioni di cittadini che ieri hanno votato alle primarie. E mi è venuto in mente di portarli qui, dagli artigiani e dai lavoratori in uno dei luoghi centrali della crisi. Vorrei che tutti i 3 milioni che hanno votato ieri, ma anche quelli che hanno votato per il centrodestra, ci aiutassero a buttare giù' il muro che si è creato tra il sistema politico e istituzionale e la realtà economica e sociale del Paese".
"Troppe famiglie in queste settimane hanno paura, sono preoccupate e vedono che non si parla di loro. E' tempo di dire qualche parola veritiera sulla crisi perché per un anno ci hanno raccontato di grandi scenari e cieli azzurri e in nome di quel racconto hanno buttato via soldi che oggi sarebbero preziosi".
Il Governo, per finanziare gli ammortizzatori sociali, ha fatto "come i carri armati di Mussolini" prosegue Pierluigi Bersani.
"Abbiamo preso i soldi dagli investimenti per metterli negli ammortizzatori, ha spiegato, ma noi non abbiamo fatto una manovra, tant'è vero che ora il governo sta discutendo e litigando su questo, tra chi dice come il ministro dell'Economia 'non facciamo nulla perché c'è il debito', e chi dice 'facciamo tutto' come se non ci fossero deficit e debito pubblico".
Secondo Bersani "il Governo non ha avuto il coraggio di fare una manovra contro la crisi: le manovre sono rose con le spine, servono al Paese ma devi trovare i soldi.
Bisogna vedere se c'è un Governo che usa il consenso per governare, o se vuole governare per avere il consenso. Il Governo è venuto meno alle sue responsabilità, ha concluso il neosegretario Pd, bisognava e bisogna affrontare la situazione con più piglio, prendere i soldi dove sono e metterli dove servono. Tutto il resto sono chiacchiere".
Al segretario democratico non parlate di ‘dialogo' con la maggioranza di governo. "Il dialogo è una parola malata che io non userò", ribadisce parlando del rapporto che sarà impostato con Palazzo Chigi. "Esiste la parola confronto - ha detto - e il confronto si fa in Parlamento, là si discute. Noi siamo pronti a discutere delle cose che interessano alla gente: se il Governo viene con le proprie proposte noi avremo le nostre, perché l'agenda non la può fare solo il Governo".
E ancora, Bersani torna a spiegare la strategia del nuovo partito improntata a dare "un'alternativa al centrodestra insieme alle altre forze dell'opposizione".
"Abbiamo una strategia che si rivolge a tutte le forze di opposizione, ha detto ancora Bersani. Non penso che questo percorso per l'alternativa si possa sbrogliare dalla domenica al lunedì. La posizione del Pd deve essere generosa verso un sistema di alleanze, una posizione che dice che non siamo un partito solo di opposizione, anche se la facciamo duramente". Da qui l'invito di Bersani: "Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutte le forze di opposizione. Penso che non vogliano sottrarsi a un discorso di prospettiva, cercare di dare un'altra offerta agli italiani".
Congedati oggi gli artigiani di Prato, Bersani, si trova ora sul tavolo le due pratiche più delicate e urgenti. Sotto il profilo dei rapporti con le altre forze di opposizione, sembra essere sua intenzione l'avviare subito un giro di incontri e consultazioni con tutti i leader delle forze non berlusconiane: Udc, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, Verdi, Pdci, Prc. Le date dei faccia a faccia non sono ancora state fissate, anche se saranno "a breve". Sullo sfondo non bisogna inoltre dimenticare la "grana Rutelli" e i rumors sempre più insistenti di una scissione in casa democratica a favore dell'Udc.
fonte: AprileInforma
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27-10-2009 11: 46 Annunci Google
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Sono tutti uguali: parole.. parole e parole.
Sia prima che durante che dopo le votazioni.
Ormai siamo abituati.
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Originariamente Scritto da
Alis
Sono tutti uguali: parole.. parole e parole.
Sia prima che durante che dopo le votazioni.
Ormai siamo abituati.
Quoto Alis.
Per ora solo parole, aspettiamo l'ex ministro all'opera e allora si vedrà se davvero Bersani può essere l'anti Berlusconi.
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Concordo anch'io con entrambi.
Il disco è sempre lo stesso, promesse, promesse iniziali, poi si adeguano tutti all'agiatezza della vita politica di Parlamento (o di Governo)
Non so, forse perché Bersani mi ispira un po di fiducia rispetto a tutti gli altri (e non intendo solo i pretendenti), mi basterebbe che mettesse in atto almeno il 20% di quello che va predicando.
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Sono d'accordo con voi, i nostri politici litigano davanti alle telecamere ma poi si dividono la pagnotta alla faccia nostra.
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Originariamente Scritto da
principe_igor
mi basterebbe che mettesse in atto almeno il 20% di quello che va predicando.
Come per tutti gli altri politici, tranne l'ex segretario del PD, che non diceva mai nulla di utile nemmeno a parole
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Originariamente Scritto da
Joshh
Come per tutti gli altri politici, tranne l'ex segretario del PD, che non diceva mai nulla di utile nemmeno a parole
Ma chi Franceschini?
Non pervenuto!
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