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Al supermercato col burqa
A Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, una donna, una casalinga italiana, ha protestato perché al supermercato si aggirava una ‘persona’ vestita col burqa:
"E vedo questa persona, dico persona perché nemmeno so se era una donna o un uomo. E mi inquieta, mi inquieta parecchio, mi fa anche un po' paura".
Ha protestato col direttore, ha chiesto che qualcuno intervenga, che si chiamino i carabinieri in nome di una legge che vieta di girare in pubblico col viso coperto.
Ma nessuno si muove, nessuno può o vuole muoversi e così la casalinga se ne esce dal supermercato assieme alla ‘persona’ col burqa, senza rivolgersi la parola.
Voi cosa ne pensate?
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24-09-2009 13: 37 Annunci Google
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Io sono un po' combattuta su questo argomento.
E' vero che dobbiamo cercare di integrarci tutti , pero' siamo in Italia e sinceramente anche a me e' capitato di vedere una donna con il burqa e non nascondo che mi ha alquanto inquietato.
Passi il velo, almeno si vede il viso, ma il burqa lo ritengo veramente esagerato da dover accettare nella nostra societa', oltre al fatto che e' un offesa al mondo femminile.
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io giÃ* convivo con persone con il capo coperto e tutte completamente vestite tutto l'anno, anche con quaranta gradi per cui giÃ* ti verrebbe giÃ* quasi spontaneo di guardarle di più, solo per curisitÃ*, cosa che assolutamente non ti puoi permettere in quanto passi subito per xenofaba, anche se il più delle volte invece calcolando che in molti casi stiamo ad italiano zero te li tieni lì tutto l'anno fino a legale eliminazione finale perchè non si possono neanche fare discriminazioni in senso inverso e comunque subito hanno in genere una comunitÃ* che le aiuta e sono prontissimi ad usare tutti i vantaggi che sia lo stato ed il comune offrono ai non abbienti.
Quindi se in quei casi conoscono così bene le leggi debbono anche conoscere ed accettare quella sul viso coperto, l'integrazione passa anche attraverso il reciproco rispetto delle leggi vigenti nel paese.
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A me non è mai capitato, per fortuna. La mia zona è abbastanza popolata di stranieri e mussulmani in particolare (visto che di questi stiamo parlando): donne col velo se ne vedono quotidianamente, io anche in condominio visto che i miei vicini di pianerottolo sono una coppia mista (tra l'altro il velo lei lo porta da una decina d'anni, per scelta personale, mentre prima girava a 'capo scoperto').
Non so come mi comporterei se dovessi vedere una donna col burqa ma credo che mi sentirei in diritto di chiamare qualcuno ad intervenire, come ha fatto la casalinga di Treviso.
Lasciando stare il discorso: 'prova te ad andare a costriuire una chiesa lÃ*' (se loro sono così radicali e ottusi dobbiamo essere fieri di essere diversi), la tolleranza religiosa è una ottima cosa e penso sia un grosso passo per favorire l'integrazione; ma quando si scontra con le leggi vigenti in una nazione il problema cambia prospettiva.
Si trattava di un supermercato, ma se fosse stata una banca o un ufficio postale come si sarebbe sviluppata la vicenda?
@janet: scusa ma non ho capito nulla della prima parte del tuo intervento.
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Riguarda il fatto ed è una mia idea fissa sul potere della stampa per cui chi lavora in pubblico può essere trascinato in problemi o di xenofobia o di omofobia facilmente. senza essere veramente colpevole, a Roma ora il pericolo maggiore è il secondo dove ragazzi si rivolgono direttamente ad associazioni a protezione degli omosessuali denunciando magari il professore colpevole di una frase generica e che mai ha in passato manifestato sentimenti omofobi.
Ossia mi va bene la multirazzialitÃ* ed il rispetto di tutti, ma sottolineo il tutti, invece in alcuni casi pare che alla fine forti del fatto che qualunque trattamento nei loro confronti, può essere considerato discriminazione alcuni si sentano in diritto di venire in Italia e fregarsene delle leggi correnti
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In questo caso non credo c'entri molto il potere della stampa, nè mi sembra che la casalinga lavori in pubblico. E non mi sembra neppure che sia un caso di xenofobia o razzismo: purtoppo le leggi ci sono e non vengono rispettate. O, peggio, ci sono due pesi e due misure: se entro io al supermercato (non dico in banca o alle poste) col casco da motociclista in testa mi portano via subito.
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O, peggio, ci sono due pesi e due misure: se entro io al supermercato (non dico in banca o alle poste) col casco da motociclista in testa mi portano via subito.
E' questo proprio il nocciolo del discorso, perchè questo? Perchè il gestore non si preoccupa di tutelare i suoi clienti applicando le leggi vigenti? Perchè si aspetta l'assalto mediatico del giorno dopo
Non posso dimenticare che un usciere alla biennale di Venezia è stato licenziato per aver chiesto ad una donna di scoprirsi ed il direttore si è dovuto scusare non so con quale gruppo od associazione
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Io forse sono un pochino più radicale in questi argomenti.
In Italia c'è una legge che vieta a chiunque di girare in qualunque luogo pubblico con il viso coperto, o comunque irriconoscibile.
Questo vale per il teppista da stadio, che si copre il volto per nascondersi, come la casalinga musulmana che si copre il viso per dettami religiosi.
Se mia moglie decide di andare in Iraq ad esempio, girerÃ* con il capo coperto in rispetto alle leggi e usanze di quel popolo, perchè una donna musulmana non deve rispettare leggi e costumi italiani? (e passi per non rispettare i costumi, ma le leggi sì).
Tutto questo sempre tralasciando il discorso accennato da DrJ: prova tu ad andare a costruire una chiesa lÃ*
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Tutto questo sempre tralasciando il discorso accennato da DrJ: prova tu ad andare a costruire una chiesa lÃ*
Quello che volevo dire con quel discorso, ma l'avrai certamente capito, è che sono orgoglioso di vivere in un paese dove allo straniero è concesso di costruirsi la moschea, il tempio indù, buddista o quello che si vuole. E se in un altro paese non lo concedono, mi sento culturalmente superiore a loro.
Sono un pò meno orgoglioso di come vengono fatte rispettare le leggi qui da noi...
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io la penso come Josh e poi basta andare in Austria dove comunitÃ* di turchi vivono accettando e ben inseriti nelle leggi locali
Invece solo perchè venne variato il menu della mensa mettendo il pesce il venerdi successe una tragedia quindi il velo perchè abitudine religiosa ed il pesce no?
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