|
|
|
||||||
| Registrazione | ATuttoBay [0] | Blogs | FAQ | Lista utenti | Social Groups | Sala Giochi | GameRoom | Segna come letti |
|
|
|
Condividi | LinkBack | Strumenti della discussione | Modalità di visualizzazione |
|
|
#1 | ||||||||||||||
|
Utente bannato
![]()
Data di registrazione: 19-04-2009
Messaggi: 4,787
Credits: 162,792
Presenze Tornei: 0
Tornei vinti: 0 Ringraziamenti: 464
Ringraziato 518 Volte in 400 Post
Inserzione Blog: 209
![]() ![]() Amici: (18)
|
Tenenbaum, sostenuto da un team legalmente e mediaticamente agguerrito capitanato dal docente di Harvard Charles Nesson, era capitolato di fronte alle prove raccolte da Sony attraverso MediaSentry, sistema di monitoraggio di cui si voleva tentare di denunciare l'eccessiva invasività. Aveva ammesso la propria colpevolezza, rinunciando a far emergere l'incostituzionalità delle tattiche antipirateria messe in campo dall'industria dei contenuti, aveva incassato la richiesta di risarcimento, che avrebbe voluto dimostrare incalcolabile senza alcuna prova dell'avvenuta disseminazione illegale di opere protette dal diritto d'autore. Tenenbaum e i suoi avvocati, fin dall'inizio del processo, avevano sostenuto che colui che si fosse macchiato di una violazione del diritto d'autore avrebbe potuto al limite compensare l'industria per il valore di mercato del brano: 99 centesimi sarebbe stata una cifra adeguata, gli oltre 15mila euro richiesti per ciascuno dei 30 brani per cui è stato accusato Tenenbaum non sarebbero stati giustificabili. 99 centesimi era il prezzo di riferimento per i legali di Tenenbaum, il prezzo di un brano su iTunes. Proprio l'ecosistema di Apple era stato determinante nella decisione del giudice: il fatto che esistessero delle alternative legali e accessibili al momento della violazione commessa dal giovane Tenenbaum nel 2004 rappresentava una motivazione a supporto della condanna. Ma il giudice, sostiene ora la difesa capitanata da Nesson, nel documento depositato ora presso la corte distrettuale del Massachusetts, ha commesso degli errori nel prendere in considerazione la tempistica degli eventi e lo stato del mercato. Nel 2004 esisteva, sì, lo store di Apple ma, oltre a offrire un catalogo ancora scarno rispetto a quello attuale, costringeva gli utenti a destreggiarsi con musica lucchettata da sistemi DRM. Per questo motivo cittadini della rete come Tenenbaum sarebbero stati messi di fronte ad una scelta poco equa: acquistare legalmente presso gli store online rassegnandosi a fare dei contenuti l'uso stabilito dalle major, acquistare CD sobbarcandosi l'opera della conversione per guadagnarsi il diritto alla copia privata, oppure rivolgersi al P2P per appropriarsi realmente di contenuti senza vincoli. "Il download di Tenenbaum - questa la ricostruzione dei legali del giovane - in realtà non era che espressione dell'impatto sociale della rivoluzione tecnologica e una conseguenza delle strategie commerciali dell'accusa". La scelta, secondo il team di Tenenbaum, era quasi obbligata: attingere al P2P, in quella contingenza, era puro fair use, uso legittimo e tutelato dalla legge. Una contingenza che durerebbe fino al 2007, anno in cui Steve Jobs ha ripudiato lacci e lacciuoli dei sistemi DRM e la distribuzione online si è progressivamente adeguata. Per quanto attiene invece la stima dei danni, i legali continuano a definire "sproporzionata" e "irragionevole" la somma da risarcire: "punisce Tenenbaum non solo per le sue azioni ma anche per l'insieme delle azioni commesse da altri - si legge nel documento - e lo punisce non solo per il danno che avrebbe eventualmente inflitto all'accusa ma anche per quello che avrebbe inflitto a persone che non hanno nulla a che vedere col processo ma che sono state colpire dal declino degli introiti nel business della musica". Per questo motivo Tenenbaum e il suo team chiedono una nuova opportunità per far valere quelle che ritengono le proprie ragioni: Sony potrà esprimere il proprio parere, dopodiché spetterà alla corte decidere se accogliere o respingere la mozione. Qualora non fosse concessa a Tenenbaum una seconda possibilità, Nesson si accontenterebbe di uno sconto sull'entità del risarcimento. Articolo Di Gaia Bottà Fonte Punto Informatico |
||||||||||||||
|
|
|
||||||||||||||
|
Advertisement
|
|
|
| Annunci Google |
| Ti è piaciuta questa notizia? Condividila su: |
| Tags |
| erano, incoraggiare, major, p2p |
| > Erano le major a incoraggiare il P2P |
| Strumenti della discussione | |
| Modalità di visualizzazione | |
|
|
|
ATuttoNet
portale gratis aperto a tutti - Community - Blogs - Gruppi - Storia - Contattaci - Registrati Gratis
Tutti i contenuti sono liberamente condivisibili rispettando la licenza
ATuttoNet.it ed il suo staff non possono essere ritenuti responsabili dei contenuti pubblicati sul forum e nei blogs dagli utenti in quanto redatti autonomamente dagli stessi. Per segnalazioni : form contatti ATuttoNet risiede su server
|
|
|