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Vallanzasca in torna in libertà
Vallanzasca in torna in libertà
Tutti lo ricordano come boss malvitoso ma, da oggi, il Sig. Renato Vallanzasca sarà un dipendente dell'azienda Neco srl a Nerviano nel Comasco.
L'uomo, sul quale pende una condanna per 260 anni di carcere do cui 40 già trascorsi dietro le sbarre, ha ottenuto la possibilità di lavorare all'esterno del carcere grazie all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario.
L'uomo potrà uscire dal carcere alle 7:30 e dovrà rientrarci alle 21:30.
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06-02-2012 17: 04 Annunci Google
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Aggiungo che il Vallanzasca ha già fatto per diversi anni lavoro esterno e gli era stato negato recentemente per intemperanze
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Stai a vedere che tra un po di tempo per trovare un lavoro occorre andare in carcere.
Presidente
ROBERTO71
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Originariamente Scritto da
roberto71
Stai a vedere che tra un po di tempo per trovare un lavoro occorre andare in carcere.
si in effetti questo è stato anche il mio primo pensiero appena ho letto della notizia...c'è anche da dire peró che il carcere dovrebbe essere uno strumento rieducativo, quindi anche il re-inserimento nel mondo del lavoro fa parte del programma. In un periodo di crisi come questo, quando tanti onesti padri di famiglia sono disoccupati, fa rabbia pensare però che un signor carcerato lavori nel suo bell'ufficio...
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Originariamente Scritto da
Claudius
si in effetti questo è stato anche il mio primo pensiero appena ho letto della notizia...c'è anche da dire peró che il carcere dovrebbe essere uno strumento rieducativo, quindi anche il re-inserimento nel mondo del lavoro fa parte del programma. In un periodo di crisi come questo, quando tanti onesti padri di famiglia sono disoccupati, fa rabbia pensare però che un signor carcerato lavori nel suo bell'ufficio...
Il carcere é rieducativo per chi ha prospettive di uscire prima o poi dal carcere, quindi non é il caso del Vallanzasca.
Sono al 100% d'accordo con il lavoro in carcere perché in questo modo il detenuto ha modo di ri-pagare la società, mi sembra un'ottima misura piuttosto che lasciare marcire il detenuto in carcere rendendolo solo un costo.
Fa rabbia pensare che lavori nel suo bell'ufficio? Mah, pensare che sconterà 240 anni di carcere mi impedisce di provare rabbia nei suoi confronti.
Gli danno il permesso di lavorare, non lo stanno mandando in vacanza oppure alle terme a nostre spese...
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Anch'io al primo impatto ho pensato: ma come a Vallanzasca un posto di lavoro l'hanno trovato!!! Però come dice Darthjo non si può provare invidia per uno che passerà tutto il resto della sua vita in carcere.
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si certo, non è invidia nei confronti delle sua situazione, volevo solo dire che trovo paradossale e mi procura rabbia pensare che un carcerato ( con tutto il rispetto per l'essere umano) abbia il diritto al lavoro, che invece nella situazione attuale sembra essree negato ad un padre di famiglia.
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Non credo che il Sig. Vallanzasca riceverà busta paga e quindi, se così fosse, il problema del "furto" di lavoro non esiste.
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Originariamente Scritto da
darthjo
Il carcere é rieducativo per chi ha prospettive di uscire prima o poi dal carcere, quindi non é il caso del Vallanzasca.
Sono al 100% d'accordo con il lavoro in carcere perché in questo modo il detenuto ha modo di ri-pagare la società, mi sembra un'ottima misura piuttosto che lasciare marcire il detenuto in carcere rendendolo solo un costo.
Sono d'accordo con ciò che dicono Darth e Delo in via teorica: lavora e (mi auguro) non è retribuito, quindi ok dal punto di vista strettamente tecnico. A mio avviso piuttosto si potrebbe discutere il privilegio (perchè tale lo considero) di uscire fisicamente dal carcere per questa attività lavorativa; non trovo che un delinquente del calibro di Vallanzasca si meriti privilegi di questo genere.
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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