Immaginate di dover trasmettere un'informazione vitale alle generazioni future, che vivranno nel 6010 (seimiladieci).
Come fareste? Dove la scrivereste? Dove la nascondereste? Come potreste assicurarvi che sopravviva a 5000 anni di mutamenti politici, sociali, culturali e forse anche geologici, o quantomeno naturali?
Non lo scrivereste nella roccia?
Non lo nascondereste dentro una caverna? (lo stiamo infatti facendo, per conservare i semi delle piante - Svalbard International Seed Vault (Sisv, Deposito internazionale per i semi di Svalbard) ).
Pero' dentro una caverna... come lo troverebbero? Servirebbe una mappa... che dovrebbe pero' a sua volta conservarsi per migliaia di anni!
Allora forse sarebbe meglio una costruzione artificiale, ma che sia abbastanza robusta da resistere a secoli e secoli di abbandono; qualcosa che possa sfidare il tempo; qualcosa che abbia una forma molto più stabile di un parallelepipedo; una forma tale che i mattoni si possano reggere solidamente anche senza cemento. Che so... una piramide?
Da quando ho letto "Notturno" di Asimov (*), sono ormai quasi convinto che le piramidi siano le vestigia di una civiltà umana tecnologica precedente, una specie di "scatola del tempo", destinata a noi generazioni future. Il problema è che noi abbiamo trovato solo un paio di stanze, gia "predate" in precedenza, ma chissà quante altre ce ne sono!
Il problema però è: perche' non è rimasto nient'altro che le piramidi, di questa civiltà?
(*) Una lettura interessantissima, anche sotto l'aspetto religioso e sociologico.



LinkBack URL
Informazioni sui Linkbacks

Rispondi Citando









Segnalibri