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Servizio militare ed anni di laurea esclusi dall'età pensionabile
Nell'ultimo atto della manovra pensata dal governo c'è anche questo e la rivolta corre sul web,ossia che gli anni del servizio militare e quelli universitari non possano essere più conteggiati per calcolare l'età pensionabili.
Quindi fregati due volte perchè chi studia entra prima nel mercato del lavoro e non potremmo mai essere tutti uguali, perchè con tutto il rispetto per tutte le professioni, in un mese abbiamo studiato ed imparato le tecniche per aggiustarci caso e chiunque ha visto quello che si è fatto, ci ha fatto i complimenti ma nello stesso tempo non avremmo potuto acquisire le capacità di un medico e magari eseguire una difficile operazione al cervello.
Insomma ormai per il governo lo studio e l'università sono solo tempo sprecato.
Molti, poi si chiedono dove finiranno i soldi pagati per riscattare la laurea ?
Io fortunatamente non ho ancora sistemato la ricostruzione carriera e non ho pagato nulla ed ora bisognerà stare attento a quello che si fa.
Comunque qui il link
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30-08-2011 14: 43 Annunci Google
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Il problema è questo: è necessario che gli italiani vadano in pensione non più a 60 anni ma almeno a 65 visto che i conti non tornano (in pratica i soldi che escono dall'INPS sono troppi rispetti a quelli che entrano).
Ai fini del calcolo della pensione, gli anni da militare o universitari, continueranno a valere ma, in termini di età pensionabile non conteranno più (sempre se passerà questa manovra ovviamente).
Io non capisco tutto questo rumore per una cosa normale: perchè dovrebbero considerare anni di lavoro quelli dell'università? In base a quale principio? Uno studia per ottenere un lavoro migliore, ma lo studio non può essere paragonato agli anni di lavoro.
Fino a oggi molti hanno sfruttato questa "anomalia" del nostro sistema pensionistico, da quando sarà approvata la legge questo non accadrà più.
Non mi pare sia una soluzione così insensata sinceramente
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Perchè gli anni passati a studiare hanno creato un mercato più difficile per chi lo ha fatto rispetto a chi ha cercato lavoro quattro o cinque anni prima, senza un vantaggio economico.
Quindi personalmente mi chiedo perchè invece di essere a stipendio bloccato non mi sono messa a fare il tecnico della lavatrice o la parrucchiera, dal momento che ora ottanta euro per farmi i capelli non me li posso permettere.
E' ovvio che gli errori una volta fatti rimangono, ma con il cavolo che ad esempio mio nipote andrà all'università , se vorrà laurearsi lo farà dopo aver trovato uno straccio di lavoro,per sua soddisfazione e cultura personale, essendo ora i tempi molto peggiori di anni fa.
In tal senso poi mi sembra interessante il parere della Cgil-medici sempre dal link precedente:
duro attacco arriva da Cgil-Medici, che denuncia come l'esclusione degli anni di università dal conteggio dell'anzianità per la pensione "determinerà proprio nei confronti dei medici il maggior taglio che oscilla tra i dieci e i dodici anni, considerando che ai sei anni per la laurea vanno aggiunti dai quattro ai sei anni per la specializzazione
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Concordo con Delo in fin dei conti.
Studiare non è produttivo, chi studia non paga i contributi, e le tasse, per cui perchè dovrebbe usufruirne per la pensione?
E ve lo dice uno che si è laureato!
In quali altri Stati Europei c'è una regola del genere?
Si guarda sempre all'Europa se c'è qualcosa da imitare o copiare che ci fa comodo, ma quando è il contrario?
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Un laureato, teoricamente, trova un lavoro migliore di un tecnico della lavatrice o di una parrucchiera: un laureato può diventare manager, può diventare direttore di banca, può guadagnare stipendi dai 2 ai 20 mila euro al mese, contro i 1200/1600 euro di un tecnico/parrucchiera.
Nessun ti obbliga a studiare, se lo fai è perchè credi che una formazione scolastica superiore possa portare a dei benefici lavorativi: si chiamano scelte, non sono imposizioni.
Idem fare il dottore: un medico credo che prenda molto più che una parrucchiera o sbaglio?
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un medico credo che prenda molto più che una parrucchiera o sbaglio?
ma tutti e due sono accumunati da una cosa se lavorano nel privato ossia il nero, il fatto di non pagare le tasse, infatti siccome su questo secondo il governo non si potrebbe agire perchè è impossibile eliminarlo, parlando con amici su un social network abbiamo deciso di denunciare tutti coloro che ci fanno scontrini e fatture sotto l'importo dovuto, esistono per questo i numeri verdi, andassero un pò a controllare in giornata quanti ne hanno fatti.
E già se tutti facessero così ci sarebbero molti più soldi di entrate
un laureato può diventare manager, può diventare direttore di banca, può guadagnare stipendi dai 2 ai 20 mila euro al mese, contro i 1200/1600 euro di un tecnico/parrucchiera.
Dove, nell'Italia attuale? il fatto è che un laureato perde minimo dieci anni, quando va bene comincia a lavorare a trenta/ trentacinque e spesso poi accetta di fare un lavoro di tutt'altro tipo , per cui la laurea non serve.
1200 euro è un sogno per molti laureati, dal momento che la maggior parte sta in contratti biennali ad 800 euro, poi ritardando il tempo pensionabile, quando entrano i giovani o dovranno tutti emigrare ?
Insomma rispetto a ieri ed al comune di Ventotene che costa non so quanti miliardi l'anno e vogliono mantenerlo, questa mi sembra una decisione più sbagliata e che può colpire negativamente il mondo del lavoro.
poi lavori di più anche se stai a 1200 euro e guadagni di più solo che magari se è tutto bianco, a fronte di un lavoro di oltre 4000 euro sempre 2000 ne prendi se è tutto bianco, come è successo a me a luglio ma qui andremo su altri discorsi tipo la tassazione sul lavoro aggiuntivo, per cui neanche conviene lavorare di più, che sarebbero ot.
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Comunque sentendo il tg della 7 sembra già che da un comunicato Ansa il governo ci abbia ripensato, io non l'ho trovato quindi lo dico con il dubbio, grande sopratutto la rete dove tanta gente ha espresso il suo disaccordo
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Originariamente Scritto da
Delo
Il problema è questo: è necessario che gli italiani vadano in pensione non più a 60 anni ma almeno a 65 visto che i conti non tornano (in pratica i soldi che escono dall'INPS sono troppi rispetti a quelli che entrano).
Ai fini del calcolo della pensione, gli anni da militare o universitari, continueranno a valere ma, in termini di età pensionabile non conteranno più (sempre se passerà questa manovra ovviamente).
Io non capisco tutto questo rumore per una cosa normale: perchè dovrebbero considerare anni di lavoro quelli dell'università? In base a quale principio? Uno studia per ottenere un lavoro migliore, ma lo studio non può essere paragonato agli anni di lavoro.
Fino a oggi molti hanno sfruttato questa "anomalia" del nostro sistema pensionistico, da quando sarà approvata la legge questo non accadrà più.
Non mi pare sia una soluzione così insensata sinceramente
Il problema grosso è proprio questo, troppi soldi escono per le pensioni, perchè il boom delle baby pensioni di trent'anni fa circa hanno rovinato l'Italia, con persone che andavano in pensione a quarant'anni e poi lavoravano in nero.
Per non parlare delle pensioni d'oro e chi ne prende tre o quatrro.
Per ovviare al problema ci dovrebbe essere lavoro e non disoccupazione.
per poter pagare le pensioni si dovrebbe creare capacità contributiva data dal lavoro, mentre invece nel nostro paese è dilagante la disoccupazione tanto che bisogna far lavorare le persone fino a 65 anni, per ora ma sono sicuro che se continuiamo così si finirà col lavorare fino a 70 anni.
Premesso questo non sono d'accordo per quello che concerne l'anno di leva, anche perchè per chi ha fatto i lmilitare quando questo era ancora un obbligo è giusto che gli venga riconosciuto come un anno di lavoro sia a livello di età che a livello contributivo.
Non sono d'accordo invece per lo studio, che a mio avviso non è equiparabile all'anno di leva.
sdi studia per avere una posizione lavorativa e sociale migliore quindi lo si fa per averne un "presunto" (visto come vanno le cose da noi) profitto futuro.
Oggi siamo arrivati all'esatto contrario di venti/trent'anni fa dove chi aveva un titolo di studio poteva puntare ad un lavoro remunerativo, oggi tutti hanno un pezzo di carta, ormai il diploma di oggi è diventata la terza media di una volta, e anche la laurea sta perdendo valore con il tempo, tanto che oggi non si trovano più gli artigiani e quelli che ci sono si fanno pagare quasi a peso d'oro.
Chiedete ad un idraulico quanto costa rifare un bagno con materiali e accessori medi, oppure quanto si fa pagare un falegname per degli infissi o dei mobili fatti a mano.
C'è un'inversione di tendenza e purtroppo a livello lavorativo per i giovani che hanno sacrificato parte della loro vita nello studio non ci sono sbocchi concreti e questo è davvero molto ma molto triste.
Sfegatato Fan di DrJ Orgogliosissimo del suo tutor nonchè papino adottivo Joshh FantamotoGP
il Fantamotomondiale sbarca su ATN
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Io il servizio militare l'ho fatto e se avessi potuto scegliere, sarei andato a lavorare un anno prima invece di sprecare un anno di vita a fare il militare di leva. Ma non potevo scegliere. E adesso mi fregano pure un anno in questo modo.
Se questo è giusto faccio le valigie e cambio stato,ci sto sempre più seriamente pensando e più passano gli anni più mi convinco a farlo.
Presidente
ROBERTO71
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Giustamente come è scritto in rete Bossi ha messo il figlio a fare il consigliere regionale a 10.000 euro al mese a venti anni in modo che a sessanta anni andrà in pensione dopo essere stato più volte bocciato, avrà ora acquisito capacità politiche uniche o va avanti per raccomandazione ? Il fatto che alla fine la casta protegge se stessa e le persone con i soldi e questo ci avvicina all'Europa o all'America ?
Per quello che mi riguarda non avendo riscattato nulla, anzi io sono proprio dell'idea che morirò senza andare in pensione, personalmente non mi tange, mi dispiace per i colleghi che dovranno lavorare quattro anni di più se passa e sopratutto per il turn-over che non ci sarà e questo vorrà dire meno gente che compra, meno aziende che producono, quindi crisi nera
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