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Il genere letterario della favola risale allo scrittore greco Esopo 4° sec. a.C., che attraverso brevi racconti intendeva trasmettere un messaggio moralistico di ordine sociale. Il senso letterale della favola rimanda ad un senso allegorico suggerito con un'intenzione satirica. Senza dubbio fu però Fedro a conferire una specifica peculiarità al genere favolistico nella letteratura latina, scrivendo favole aventi come protagonisti gli animali e come messaggio-centrale la protesta degli umili contro i potenti. L'autore Fedro visse circa fra il 20 a.C. e il 50 d.C. durante il regno dell'imperatore Tiberio; era originario della Macedonia e fu poi portato a Roma in qualità di captivus (prigioniero di guerra). Dopo essere divenuto schiavo dell'imperatore Augusto, fu da quest'ultimo preso in simpatia e liberato, forse per i suoi meriti e la sua cultura. E' probabile che durante il regno di Tiberio fosse vittima di persecuzioni a causa di Seiano il prefetto delpretorio (capo dei soldati scelti a guardia dell'imperatore) che comprese le allusioni contro i potenti contenute nelle favole di Fedro. Tiberio (vecchio leone morente) Seiano (lupo crudele e prepotente). Fedro venne così processato e condannato. Dopo la morte di Seiano e di Tiberio, egli riprese serenamente a scrivere le sue favole, forse fino all'epoca di Nerone. L'opera Di Fedro ci sono pervenute 93 favole in 5 libri (Phaedri Augusti liberti fabulae Aesopiae) più altre 30 raccolte nel 1450 da Niccolò Perotti, la cui attibuzione non è sicura. Fedro deve molto a Esopo. Lo scopo principale della sua raccolta favolistica viene presentato nel proemio al terzo libro: ''la schiavitù sottoposta a soprusi, poichè non aveva il coraggio di dire ciò che voleva, affidò i propri stati d'animo alle favole, e grazie a scherzose invenzioni evitò così di offendere''. Le favole, che vedono protagonisti animali parlanti e razionali come uomini, vogliono anzitutto difendere i deboli, gli umili, gli schiavi (come lui stesso era stato), e criticare i potenti, mettendone in risalto le prepotenze e i vizi. In tal senso è famosa la favola del lupo e dell'agnello: il prepotente con la forza riesce sempre ad opprimere il debole. Non offre, tuttavia, speranza che le cose cambino. Infatti la visione del mondo di Fedro è decisamente pessimistica: purtroppo l'ipocrisia, la violenza e l'ingiustizia trionfano a danno dei più deboli. Le favole di Fedro diventano così una grande allegoria della vita umana, e mirano a divulgare la saggezza, facendo riflettere i lettori sul senso profondo del bene e del male. Appunti= Nelle favole racconta la crudeltà con la quale venivano trattati gli schiavi, considerati cose. Fu incarcerato dopo aver scritto i primi due libri perchè Tiberio intravide accuse contro di sè. Con Caligola viene liberato. E' un periodo senza libertà di parola. Mette in evidenza la crudeltà della classe politica del tempo attraverso gli animali (lupo e agnello). Una società corrotta e degenerata. Fedro dice di non arrendersi e reagire contro questa società. Anche se era evidente la favola di Orazio del topo di campagna e di città, con Fedro nasce un nuovo genere letterario perchè è originale nel rappresentare attraverso le favole la realtà del suo tempo.Bisogna reagire e non soccombere, non bisogna sottomettersi: occhio per occhio, dente per dente. Lo stile Le favole sono composte in versi senari giambici (''giambo'' duplex: du= breve, plex= lungo). La tecnica stilistica si basa sull'eleganza e sulla essezialità del linguaggio. Presentano una lunghezza ridotta (brevitas) con solo alcuni termini raffinati e dotti. Il tono è distaccato e spesso, presenta l'amarezza rassegnata degli emarginati che si sentono fatalmente succubi dell'oppressore. I temi che tratta sono la giustizia, la schiavitù, la libertà...e Leopardi apprezza Fedro in quanto mostra semplicità e spontaneità. Le sue favolette si propongono il fine di consigliare saggiamente per la vita utilizzando il ''riso''. a cura di 3l3n4 |
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| > Fedro e la favola in poesia |
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