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Aulo Persio Flacco nacque a Volterra il 4 dicembre del 34 d.C. da una ricca famiglia equestre etrusca. Dopo aver perso il padre in tenera eta', a 12 anni si reco' a Roma a studiare grammatica (sotto la guida di Remmio Palemone), retorica (con Virgilio Flavo) e filosofia, di cui gli fu maestro lo stoico Anneo Cornuto, che il giovane ammiro' moltissimo e del quale divenne amico, condividendone la dottrina stoica. Conobbe e frequento' i poeti Cesio Basso e Anneo Lucano, nonche' il senatore stoico Trasea Peto, vittima di Nerone: Persio scrisse dei versi di elogio per l'eroica Arria maggiore, la suocera di Trasea Peto che nell'anno 42 a.C. aveva convinto a darsi la morte il marito Cecina Peto, trafiggendosi il petto prima di lui e offrendogli poi il pugnale con le celebri parole Paete, non dolet! (< L'opera Persio scrisse sei Saturae (< Satira 1 Il poeta critica il facile successo di alcuni poeti dell'epoca, principianti ed imitatori, esprimendo il fermo proposito di dedicarsi a una poesia moralmente impegnata, che riprenda le orme della satira di Lucilio e di Orazio. Satira 2 E' una condanna delle false richieste agli de'i, frutto di un'ipocrisia religiosa basata sull'interesse: ma la divinita' non ascolta e non esaudisce se non le preghiere di un animo onesto e puro. Satira 3 Viene messo alla berlina il figlio di papa' che resta a letto a poltrire nell'ozio fino a tarda ora, ignorando invece lo studio della morale stoica, la sola che possa dare un senso alla giovinezza, indirizzandola verso la virtu'. Satira 4 In 52 versi il poeta si lamenta del fatto che quasi nessuno intende approfondire la conoscenza di se stesso, per seguire la celebre massima nel nosce te ipsum ; Socrate, ad esempio, rimprovera Alcibiade perche' si occupa di politica senza possedere la necessaria saggezza. infine Persio invita a non criticare continuamente i vizi altrui, senza aver prima conosciuto a fondo il proprio animo, povero di vere qualita' morali. Satira 5 E' una epistula al maestro Cornuto, al quale sara' sempre grato per la formazione ricevuta, basata sulla dottrina stoica che egli sapeva affabilmente e amorevolmente trasmettere ai suoi discepoli. Scopo della ricerca filosofica, infatti, e' la conquista della liberta' dell'animo, per riuscire finalmente a liberarsi delle passioni. Satira 6 Persio si trova a Luni (tra Sarzana e Marina di Carrara) e da lì indirizza una satira-epistola all'amico poeta Cesio Basso, biasimando sia il vizio dell'avarizia sia quello opposto della prodigalita': e' necessario rispettare il giusto mezzo e conquistare così la metrio'tes , < Il tono delle Satire risulta sempre severamente moralistico, con violenti attacchi diretti contro il malcostume dilagante della societa' contemporanea, sempre piu' corrotta e in contrasto con l'austero ideale stoico della virtus: Persio si atteggia aristocraticamente, dall'alto della sua filosofia morale, a maestro di virtu' e a spietato censore dei vizi sociali, con un atteggiamento di distacco dalla realta' che appare tendenzialmente troppo freddo, astratto, privo di veri sentimenti. Si trovano nelle sue satire riferimenti diretti alle satire di Lucilio, e soprattutto di Orazio, del quale tuttavia amncano nell'opera di Persio il fine umoristico, la sofferta personale partecipazione al raggiungimento della virtu' e l'ironia benevola. Il volterrano indubbiamente si colloca in una poetica d'avanguardia, il cui linguaggio esprime la costante tensione etica dell'autore che tuttavia trova limiti evidenti nell'eccessivo rigore morale e nello scarso abbandono ai sentimenti. Lo stile La tenue ispirazione lirica presente nella poesia di Persio ha indotto l'autore, per una sorta di compensazione, a forzare le proprie scelte stilistiche, fino al raggiungimento di uno stile originale, aspro, con espressioni sovente lambiccate e oscure. La sintassi contorta, l'estrema concisione, l'assena di legami logici consueti, molte volte sottintesi, nonche' l'uso di termini rari e di metafore ardite rendono in molti casi la poesia di Persio difficile e artificiosa, con inattesi ma efficaci abbinamenti di termini o proposizioni. Il lessico impiegato risulta spesso di registro basso e alquanto materiale, con la presenza di molti termini relativi ad aspetti o elementi corporei vili: la corruzione e la degradazione dei valori sociali ben si incarnano nei molteplici vocaboli inerenti il corpo malato, il ventre deforme, il ***** vizioso, con un realismo descrittivo che raggiunge talora l'evidente e sarcastica deformazione paradossale. Interessante e' il giudizio che di Persio ci ha lasciato Quintiliano, riconoscendone il successo di pubblico, che ritiene meritato, nonostante la breve vita gli avesse consentito di scrivere solo un unico libro di satire: < a cura di 3l3n4 |
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