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La morte di augusto
La morte di augusto
Tratta dal testo Berviarium di Eutropio ecco la traduzione della versione:
"Ita bellis toto orbe confectis Octavianus Augustus Romam rediit, duodecimo anno, quam consul fuerat. Ex eo rem publicam per quadraginta et quattuor annos solus obtinuit. Ante enim duodecim annis cum Antonio et Lepido tenuerat. Ita ab initio principatus eius usque ad finem quinquaginta et sex anni fuerunt. Obiit autem septuagesimo sexto anno morte communi in oppido Campaniae Atella. Romae in campo Martio sepultus est, vir, qui non inmerito ex maxima parte deo similis est putatus. Neque enim facile ullus eo aut in bellis felicior fuit aut in pace moderatior. Quadraginta et quattuor annis, quibus solus gessit imperium, civilissime vixit, in cunctos liberalissimus, in amicos fidissimus, quos tantis evexit honoribus, ut paene aequaret fastigio suo."
Versione La morte di augusto
Dopo aver concluse le guerre in tutto il territorio (sottoposto all'influenza romana), Ottaviano Augusto tornò a Roma [acc. sempl. moto a luogo nome città], dodici anni [lett. nel dodicesimo anno che…] dopo essere stato fatto console. A partire da quell'anno [ex eo], resse, nella sua unica persona [lett. da solo], lo Stato per 44 anni [per + acc. tempo continuato]. In precedenza, infatti, per 12 anni, lo aveva condiviso con Antonio e Lepido [il triumvirato]. Dunque - dall'inizio alla fine [usque ad] del suo principato - intercorsero 56 anni. Morì, infine, di vecchiaia [lett. di morte ordinaria, comune], a 76 anni, in una cittadella della Campania, Atella. Venne sepolto a Roma [locativo], al Campo Marzio, (lui, Augusto) personaggio eccezionale [vir] che - non a torto [non inmerito] - fu considerato in tutto e per tutto [ex maxima parte; forse potremmo anche intendere: dalla stragrande maggioranza] simile a un dio. Difatti, senza dubbio [facile], nessuno [neque… ullus] sortì più successi di lui [fuit felicior eo] in guerra, o fu (di lui) più misurato durante i periodi di pace. Durante i 44 anni in cui, unica (vera) autorità [lett., da solo], resse lo Stato, visse seguendo la massima discrezione [civilissime], munifico nei confronti di tutti (i suoi sudditi), particolarmente fedele agli amici, che elevò con tali onori da assimilarli, praticamente [paene], al proprio rango (di principe).
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06-04-2009 12: 20 Annunci Google
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