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Discussione: Vittorio Alfieri

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    Predefinito Vittorio Alfieri

    Vittorio Alfieri
    Alfieri nacque ad Asti nel 1749 da una famiglia della ricca nobilta' piemontese. La sua principale produzione letteraria sono le tragedie.
    Di indole ribelle ed insofferente ad ogni imposizione, Alfieri intraprende una serie di viaggi per tutta Europa, ma piu' che appagare il desiderio di conoscenza comune agli intellettuali illuministi, Alfieri sente crescere dentro di se' un desiderio di liberta' e di insofferenza verso la tirannide monarchica delle corti d'Europa.
    Alfieri esprime un'inquietudine che lo avvicina al Romanticismo, facendo di lui un uomo che sente i limiti e la crisi dell'illuminismo. Tuttavia il fatto di esprimere questo tormento interiore tramite l'avversione alla tirannia lega comunque Alfieri all'Illuminismo.
    Alfieri inizia a scrivere tragedie per esprimere la sua solitudine. Rinuncia alla sua ricchezza per potersi dedicare interamente alla letteratura, poiche' vede anche in essa una limitazione alla sua liberta'.
    Alfieri intende la liberta' come assenza di ogni limitazione politica, intellettuale, passionale.
    Questa concezione della liberta' e' detta anarchismo libertario, poiche' non esiste nessuna forma di governo che posa garantire una tale liberta'. La ricerca di passioni forti e senza limiti e' il titanismo, un'ansia di infinita grandezza e di infinita liberta' che si scontra con tutto cio' che la limita e la ostacola. Da cio' nasce il profondo pessimismo di Alfieri ed il disprezzo per la piccolezza degli uomini del suo tempo.
    Alfieri rifiuta lo spirito borghese teso all'utile e all'interesse materiale, vede nello sviluppo economico solo l'incentivo al moltiplicarsi di gente meschina e fredda , incapace di alti ideali e forti passioni.
    Per Alfieri la rivoluzione Americana non ha portato vera liberta' perche' non e' stata sostenuta dall'amore per la liberta' ideale, ma da ragioni materiali economiche. Simili rivoluzioni non portano alla distruzione della tirannide, ma la costruzione di una tirannide nuova. Allo stesso modo alfieri rifiuta la rivoluzione francese quando questa si rivelo' principalmente una rivoluzione borghese.
    La tragedia Alfieriana e' costruita tutta intorno all'eroe che esprime forza e grandezza titanica e si impone su tutti i personaggi minori. Un motivo ricorrente delle tragedie e' la lotta dell'eroe, solo e amante della liberta', contro il tiranno.
    La tragedia deve esprimere la passione, il contrasto interiore e tra i personaggi. Alfieri definisce i canoni della sua tragedia perche' possa esprimere pienamente il forte sentire: deve essere breve, in cinque atti, con pochi personaggi per non distogliere dall'azione tragica dell'eroe, il ritmo deve essere incalzante per aumentare la tensione tragica, deve essere dialogata e non cantata.



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