Mi perdonerete utenti del forum, se questa mia lettera non parte da un fatto specifico e non segue un tema concreto d’attualità quotidiana. Mi perdonerete, ma spero comprenderete che arrivano momenti nei quali bisogna tirarsi fuori dalla massa inespressiva dei singoli fatti per cercare di placare un'ansia interna che credo sia avvertita da molte persone, anche se un'antica abitudine alla buona educazione la ricaccia dentro per timore di esibire ciò che non andrebbe esibito. Leggiamo tutti molte analisi di quanto accade nella società, in politica, in economia ed anche nella sfera dei fenomeni culturali e spirituali. Spesso si tratta d’analisi pregevoli, a volte eccellenti. Quasi tutti concludono sconsolatamente con la constatazione di una decadenza o di una completa assenza dei valori. Anche qui, in molte nostre interrogazioni e nelle risposte, si arriva spesso a quest’amara conclusione: i vecchi valori sono crollati, i nuovi ancora non sono sorti, nel frattempo la gente vaga in uno spazio vuoto ed ha come sola regola l'istinto del proprio egoismo. Più o meno è ciò che tutti pensiamo.
La mia domanda parte da questa constatazione sulla quale potrebbe non esservi dissenso ed è la seguente: i nuovi valori non sono sorti, ma come dovrebbero sorgere? Speriamo forse che all'improvviso, calando quasi dal cielo, un qualche nuovo Mosè venga a comunicarci le tavole di una nuova legge?
Oppure nasceranno da milioni e milioni di comportamenti ripetuti, indotti, arricchiti e infine consolidati in quei famosi nuovi valori dei quali tanto spesso si parla per lamentarne l'assenza?
Ma i comportamenti che vediamo esser praticati nella vita quotidiana, sono appunto improntati al più grezzo egoismo, al più appariscente esibizionismo, al disprezzo d’ogni principio di solidarietà e di moralità, fino ad arrivare a togliere la vita degli altri per futili motivi, non dandogli più nessun valore.
Se dunque dovranno essere i comportamenti a "partorire" i nuovi valori, essi nasceranno con le stimmate originarie del bene proprio e non già del bene comune? Saranno, in altre parole, valori fuori la morale o addirittura contro la morale? Queste riflessioni mi si propongono spesso alla mente. Non ho trovato altro luogo più appropriato cui trasferirle, se non chiedendo una risposta al forum.



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