-
Il mistero dei bambini/e prodigio.
Ho la sensazione che il tema sia stato già trattato in questo forum, ma poiché ho l'altrettanta sensazione che non si sia giunto a una comprensione del fenomeno, lo suggerisco, poiché rappresenta un vero e proprio enigma per la scienza medica, per la psicologia e la filosofia.
Punto di domanda: come può un bambino di dieci anni, dirigere un’orchestra sinfonica quando, normalmente, si raggiunge lo scopo a cinquanta anni e non sempre ci si riesce?
Oppure: all'età di dodici anni ci sono bambini che hanno conseguito una laurea e parlano correttamente cinque lingue. Se questa dovrebbe essere la normalità, come mai che tutti gli altri seguono un percorso molto più lento?
Altro quesito: come mai che questi "piccoli geni" (nella stragrande maggioranza), quando terminano, la loro crescita rientrano nella normalità più assoluta e non continuano a essere dei "geni adulti"?

http://kidzone.blogosfere.it/2007/06/geni-si-nasce.html
Sarò banale ma continuo ad affermare che la verità ha molte facce.
-
-
07-05-2011 09: 53 Annunci Google
-
Sono bambini che nascono già predisposti ad apprendere in modo veloce qualsiasi nozione gli viene insegnata.
Arrivano a quell'età "prodigi" perchè hanno affrontato una crescita fatta di apprendimento, di studio e di interesse verso una determinata disciplina.
Un bambino di 10 anni che dirige un orchestra sinfonica ha sicuramente sfruttato un dono della natura ( non ho idea di cosa possa essere in quanto sono IGNORANTE su questo argomento) , e lo ha sviluppato grazie all'interesse dei genitori che lo hanno fatto studiare anche in età dove normalmente si gioca e si imparano cose meno impegnative.
Alcune prestazioni artistiche richiedono esperienze che un bambino non può avere se non grazie allo studio.
E' giusto da parte di un genitore che riconosce queste abilità nel figlio, aiutarlo a svilupparle anche in età precoce. Con il giusto equilibrio pero! senza dimenticare mai che sono bambini, e senza cercare nella dote del figlio un appagamento personale dato da popolarità , ricchezza e quant'altro.
Moto ATuttoNet
Il Blog di Atuttonet che vi tiene informati sul Motomondiale
-
-

Originariamente Scritto da
Alis
Sono bambini che nascono già predisposti ad apprendere in modo veloce qualsiasi nozione gli viene insegnata.
Arrivano a quell'età "prodigi" perchè hanno affrontato una crescita fatta di apprendimento, di studio e di interesse verso una determinata disciplina.
Un bambino di 10 anni che dirige un orchestra sinfonica ha sicuramente sfruttato un dono della natura ( non ho idea di cosa possa essere in quanto sono IGNORANTE su questo argomento) , e lo ha sviluppato grazie all'interesse dei genitori che lo hanno fatto studiare anche in età dove normalmente si gioca e si imparano cose meno impegnative.
Alcune prestazioni artistiche richiedono esperienze che un bambino non può avere se non grazie allo studio.
E' giusto da parte di un genitore che riconosce queste abilità nel figlio, aiutarlo a svilupparle anche in età precoce. Con il giusto equilibrio pero! senza dimenticare mai che sono bambini, e senza cercare nella dote del figlio un appagamento personale dato da popolarità , ricchezza e quant'altro.
Sono abbastanza d'accordo sulla linea infatti è eloquente la figura di Mozart, intanto è evidente che il DNA sia qualcosa di essenziale, Mozart nacque (come i Bach) in una famiglia dove si faceva musica da sempre e il padre Leopold diciamo fu il principale motore per il figlio.
Cosa da non sottovalutare è che quando in una famiglia si aveva la possibilità di fare musica (per il motivo sopra descritto) ma anche per altre specialità artistiche, visto i tempi che correvano si investiva sui figli come se fossero una rendita vitalizia. Geni non si nasce ma si diventa avendo quella predisposizione e respirando l'aria stessa in una famiglia già di suo affermata in quel campo. La povertà fece il resto, Mozart come tutti i musicisti della sua epoca copiavano a mano le partiture dei grandi del passato e spesso si impossessavano di spartiti di altri autori minori poi dimenticati, anche in questo caso. Per dire che i fattori che fanno in modo di incanalare tutte le energie in un settore sono molteplici. Personalmente la vedo in questo modo: secondo me non è importante essere un genio settoriale alla stregua di una fissazione, l'uomo dovrebbe essere completo, cosa che nei geni spesso non accade. Infatti nel caso specifico di Mozart uno dei tanti lati deboli (a quanto se ne parla) risiedeva nella moralità e nella tipologia di vita condotta.
Entrò anche nella Massoneria dalla quale poi ne uscì e a questo proposito credo che la sua morte sia connessa anche con questo aspetto delle sette segrete.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
-
-
Quando si eccede da una parte, per forza si deve tralasciare qualcos'altro. Un bambino "progidio" si accanisce sullo studio e manca nella relazioni sociali con altri bimbi, nei giochi... Pensate ad Allevi. Un prodigio, compone opere uniche, ma basta osservarlo un attimo per capire che ha un carattere estremamente introverso, timido, quasi pauroso.
Non e' sempre cosi ovviamente, ma và di logica che quando si dedica tantissimo tempo ad un attività, di riflesso le altre ne risentono sempre.. non e' facile trovare il giusto equilibrio
Moto ATuttoNet
Il Blog di Atuttonet che vi tiene informati sul Motomondiale
-
-

Originariamente Scritto da
Alis
Sono bambini che nascono già predisposti ad apprendere in modo veloce qualsiasi nozione gli viene insegnata.
Arrivano a quell'età "prodigi" perchè hanno affrontato una crescita fatta di apprendimento, di studio e di interesse verso una determinata disciplina.
Un bambino di 10 anni che dirige un orchestra sinfonica ha sicuramente sfruttato un dono della natura ( non ho idea di cosa possa essere in quanto sono IGNORANTE su questo argomento) , e lo ha sviluppato grazie all'interesse dei genitori che lo hanno fatto studiare anche in età dove normalmente si gioca e si imparano cose meno impegnative.
Alcune prestazioni artistiche richiedono esperienze che un bambino non può avere se non grazie allo studio.
E' giusto da parte di un genitore che riconosce queste abilità nel figlio, aiutarlo a svilupparle anche in età precoce. Con il giusto equilibrio pero! senza dimenticare mai che sono bambini, e senza cercare nella dote del figlio un appagamento personale dato da popolarità , ricchezza e quant'altro.
Dopo quanto affermato in questo post, si dovrebbe cambiare il titolo del thread, poiché quello che tutti ritengono un mistero, non sarebbe più un mistero.
In ogni modo, mi sembra che, in questo tuo passaggio, il mistero rimanga:
Un bambino di dieci anni che dirige un’orchestra sinfonica ha sicuramente sfruttato un dono della natura (non ho idea di cosa possa essere perché sono IGNORANTE su quest’argomento) Ovvero: perché solo alcuni hanno quello che tu chiami dono di natura e non gli altri? E che cosa si nasconde dietro questo "dono"?
Sarò banale ma continuo ad affermare che la verità ha molte facce.
-
-

Originariamente Scritto da
Alis
Quando si eccede da una parte, per forza si deve tralasciare qualcos'altro. Un bambino "progidio" si accanisce sullo studio e manca nella relazioni sociali con altri bimbi, nei giochi... Pensate ad Allevi. Un prodigio, compone opere uniche, ma basta osservarlo un attimo per capire che ha un carattere estremamente introverso, timido, quasi pauroso.
Non e' sempre cosi ovviamente, ma và di logica che quando si dedica tantissimo tempo ad un attività, di riflesso le altre ne risentono sempre.. non e' facile trovare il giusto equilibrio
Questo è vero ed è per questo motivo che gli estremi non sono mai bene a prescindere dal parere che ne hanno altri sarebbe meglio fondare la società su individui normali nel senso alto del termine e non sbilanciati troppo in un solo campo. L'altra faccia della medaglia purtroppo sono le nascite di bambini con gravi patologie che si sviluppano all'istante o dopo qualche anno.
Cioè se dovessi fare il discorso del dono di natura allora in questo caso si tratterebbe di dono in negativo della natura. Dovremmo stare attenti a non confondere il sacro con il profano (e lo dico in genere), è ovvio che dall'unione di due individui nascono al contempo geni e bambini che aihmè soffriranno per tutto il resto della loro vita. Sono due facce della stessa medaglia dove anche la nostra posizione attuale è dovuta ad incontri a volte casuale tra coppie o tra razze.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
-
-

Originariamente Scritto da
Finalitario
Sono abbastanza d'accordo sulla linea infatti è eloquente la figura di Mozart, intanto è evidente che il DNA sia qualcosa di essenziale, Mozart nacque (come i Bach) in una famiglia dove si faceva musica da sempre e il padre Leopold diciamo fu il principale motore per il figlio.
Cosa da non sottovalutare è che quando in una famiglia si aveva la possibilità di fare musica (per il motivo sopra descritto) ma anche per altre specialità artistiche, visto i tempi che correvano si investiva sui figli come se fossero una rendita vitalizia. Geni non si nasce ma si diventa avendo quella predisposizione e respirando l'aria stessa in una famiglia già di suo affermata in quel campo. La povertà fece il resto, Mozart come tutti i musicisti della sua epoca copiavano a mano le partiture dei grandi del passato e spesso si impossessavano di spartiti di altri autori minori poi dimenticati, anche in questo caso. Per dire che i fattori che fanno in modo di incanalare tutte le energie in un settore sono molteplici. Personalmente la vedo in questo modo: secondo me non è importante essere un genio settoriale alla stregua di una fissazione, l'uomo dovrebbe essere completo, cosa che nei geni spesso non accade. Infatti nel caso specifico di Mozart uno dei tanti lati deboli (a quanto se ne parla) risiedeva nella moralità e nella tipologia di vita condotta.
Entrò anche nella Massoneria dalla quale poi ne uscì e a questo proposito credo che la sua morte sia connessa anche con questo aspetto delle sette segrete.
Gli esempi che continuano ad arrivare da tutto il mondo, riguardo ai bambini prodigio, parlano di discipline molteplici. Per esempio: un bambino americano della Pennsylvania, sesto di una famiglia medio povera di agricoltori, ha preso la laurea in ingegneria a quattordici anni. Tutti gli altri fratelli, a malapena, hanno terminato la terza media; (Solo per dare un ordine di grandezza). In questo caso, come in moltissimi altri, sembra proprio che non abbia influito il DNA dei genitori, l'ambiente ecc. Sarà forse per questo che la scienza ufficiale annovera i casi di bambini prodigio tra i misteri da svelare? Ovvero: perché lui si e tutti gli altri fratelli no, pur avendo lo stesso DNA, stessi genitori, stesso ambiente?
Sarò banale ma continuo ad affermare che la verità ha molte facce.
-
-
Perdonami Kat, ma se non ci sono arrivati fior di Scienziati a capirlo, pensi che ci arriviamo noi?
Moto ATuttoNet
Il Blog di Atuttonet che vi tiene informati sul Motomondiale
-
-
E' lo stesso motivo che da sempre attanaglia la mente di alcuni, come mai quel ramo che si dipartì dai lemuri divenne poi uomo e non gli altri? Ha un nome, EVOLUZIONE.
Fine del mistero. Questo per me, poi con calma aspetto che si sveli questo mistero da parte della scienza.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza. La Verità è UNA, le strade che ad essa conducono,TANTE
-
-

Originariamente Scritto da
Alis
Quando si eccede da una parte, per forza si deve tralasciare qualcos'altro. Un bambino "progidio" si accanisce sullo studio e manca nella relazioni sociali con altri bimbi, nei giochi... Pensate ad Allevi. Un prodigio, compone opere uniche, ma basta osservarlo un attimo per capire che ha un carattere estremamente introverso, timido, quasi pauroso.
Non e' sempre cosi ovviamente, ma và di logica che quando si dedica tantissimo tempo ad un attività, di riflesso le altre ne risentono sempre.. non e' facile trovare il giusto equilibrio
Il giusto equilibrio, a mio modo di vedere, non riesce a trovarlo nessuno: sia esso un bambino prodigio sia un normo dotato, poiché nella casualità vi sarà sempre qualche effetto destabilizzante che renderà il raggiungimento del giusto equilibrio, una chimera. Noi adulti, in tal senso, dovremmo saperne qualcosa.
Per altro, chi stabilisce che il bambino prodigio deve stare ore e ore a imparare quello che deve apprendere? Allora, che bambino prodigio sarebbe?
Tanto per portare un esempio, giacché si è parlato di musicisti, a Beethoven gli bastava guardare lo spartito una volta, per suonarlo completamente senza dargli più un’occhiata.
A mio modo di vedere, non bisognerebbe "etichettare" i bambini prodigi, attribuendogli delle diversità che non hanno. Oppure: quelli che si portano appresso, sono difetti che non dipendono dal loro essere prodigi, ma sono uguali a quelli di tutti i bambini normo dotati. Avete mai sentito parlare di bambini "secchioni"? Quelli che studiano dalla mattina alla sera senza mai uscire da casa? Eppure non si tratta di bambini prodigio. Allora, cosa ne pensate?
Sarò banale ma continuo ad affermare che la verità ha molte facce.
-
Segnalibri