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Gli Archè dei giorni nostri
"L'arché dunque non solo è ciò che vi e di identico nelle cose diverse, e non solo è la dimensione da cui esse provengono e in cui esse ritornano, ma è anche la forza che determina il divenire [il mutare] del mondo, ossia è il "principio" che, governando il mondo, lo produce e lo fa tornare a sé." (E. Severino, la filosofia antica).
Nella filosofia, l'archè, è il principio unico a cui tutte le cose sono asservite.
L'arché è l'identità del diverso, inteso come principio unico ed eterno (incorruttibile) di cui ogni cosa è costituita, pur nella diversità di ciascuna sostanza terrena.
L'arche' è la materia da cui tutte le cose derivano e dipendono.
Sostanze naturali come l’acqua, l’aria, il fuoco sono identificate con il principio primo di tutto.
Talete, che viene identificato come l'iniziatore della filosofia, non ha mai scritto nulla ma dalle testimonianze che lo riguardano sappiamo che egli identificava l'arché di tutte le cose con l'acqua: cioè, più semplicemente, sosteneva che tutto è composto d'acqua... Successivamente Aristotele ha sostenuto che Talete abbia pensato all'acqua come elemento primario, perchè la vita per sussistere, ha appunto bisogno di acqua.
Anassimandro , discepolo di Talete (l'unico a quanto pare), non era d'accordo con l'ipotesi del suo maestro. Sosteneva che una cosa specifica come l'acqua non poteva essere la base di tutte le cose. Anassimandro sostenve che l'archè della vita fosse una sostanza sconosciuta non certo identificabile con gli elementi esistenti in natura. La chiamò Apeiron, ovvero non limitato e non determinato. Tutto cio' da cui viene creato è diverso da tutto ciò che è creato.
Anassimene a sua volta amico e discepolo di Anassimandro, cambiò di nuovo le carte in tavola sostenendo che il principio di tutto era individuabile nell'aria che, attraverso la sua condensazione, dava vita alle cose.
Eraclito, definito da Aristotele "l'oscuro", perchè difficilmente comprensibile nei suoi lunghi aformismi, sostiene che l'archè si trovi nel fuoco. L'origine di tutto ciò che esiste. il fuoco, condensandosi, diventa acqua e poi terra; dopodiché, esso può rarefarsi per tornare ad essere acqua e, in seguito, fuoco. Quindi tutto ha origine e fine nel fuoco
Considerando che queste sono riflessioni avvenute 500/600 anni prima della nascita di Cristo, ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta.
Non voglio incentrare la discussione su quale sia ora secondo voi il principio di tutto. Abbiamo già trattato questo argomento in "altre sedi" ed appurato che c'è chi sostiene che tutto sia iniziato da particelle, da alieni, dal Signore, dal Big Bang etc..
Vorrei rigirare il tema a livello personale. Qual'è il filo conduttore della vita? della vostra vita? Qual'è la caratteristica principale che appare sempre nel vostro vissuto? Qual'è l'archè, ovvero il principio basilare su cui vi appoggiate per ogni vostra scelta e decisione? ce n'è uno che prevale sugli altri?
Le vostre scelte sono sempre caratterizzate da amore? passione? pazienza? determinazione? fede? rispetto? etc.. c'è una di queste componenti che appare sempre in ogni vostra scelta e si può individuare come il vostro archè, oppure ognuna e' indipendente e ruota nella vostra vita senza mai prevalere?
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20-04-2011 09: 46 Annunci Google
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Dal mio punto di vista non è possibile avere un filo conduttore se non abbiamo innanzi tutto fatto Unità nel nostro Essere. Per unità intendo dire che tutto quello che ci appartiene a partire dalla pura animalità e finire nell'alta spiritualità deve essere unificato. Soltanto allora si potrà parlare in termini di arché o Leitmotiv conduttore, senza questa unità tutto sarà sempre scollegato. Una volta fatta o trovata l'Unità tutto è molto più chiaro ma non per questo risolto. E siccome noi siamo potenzialmente come l'Archetipo possiamo aspirare tramite un processo da molti chiamato come spiritualizzazione della materia alla riconduzione o ricapitolazione dello Spirito.
Prima di tale avvenimento (che tra l'altro non può essere identificato nella nostra vita terrena) tutto quello che facciamo ha importanza ma sempre relativa.
Dico questo dato che certi equilibri si creano a prescindere dalla nostra consapevolezza del momento e lavorano soprattutto interiormente. Quindi il dire è bene fare questo o quello non avrebbe una qualche importanza soprattutto se consideriamo che il nostro livello di percezione archetipale è al minimo. Quello che conta veramente è la Volontà che conduce la nostra Mente lungo i sentieri di questo percorso per ora tutto terreno.
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Grazie per la risposta.
Preciso che non ti conosco, ma per quel poco che ci hai permesso di conoscere di te mi azzardo a dire che attraverso le tue risposte, io identifico il tuo Archè nella spiritualità che compare in ogni discorso che tratti, indipendentemente dall'argomento.
Penso che ognuno di noi tenda ad affrontare le scelte che la vita gli mette davanti con alcune idee prioritarie che accompagnano ogni decisione o quasi tutte.
Questo meccanismo avviene in vita, è dato dalle nostre esperienze e dagli incontri che abbiamo avuto fino ad ora ed ognuno di noi dovrebbe facilmente identificare il suo "arche' "
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Originariamente Scritto da
Alis
Grazie per la risposta.
Preciso che non ti conosco, ma per quel poco che ci hai permesso di conoscere di te mi azzardo a dire che attraverso le tue risposte, io identifico il tuo Archè nella spiritualità che compare in ogni discorso che tratti, indipendentemente dall'argomento.
Penso che ognuno di noi tenda ad affrontare le scelte che la vita gli mette davanti con alcune idee prioritarie che accompagnano ogni decisione o quasi tutte.
Questo meccanismo avviene in vita, è dato dalle nostre esperienze e dagli incontri che abbiamo avuto fino ad ora ed ognuno di noi dovrebbe facilmente identificare il suo "arche' "
Purtroppo devo dire che anche se il mio archè indubbiamente è di natura spirituale e questo non sono io a dirlo, infatti traspare da ogni mio scritto, la vera mia volontà sarebbe quella materiale, ossia realizzare veramente qualcosa "di buono". Mi spiego meglio, la spiritualità per me è la base per poter finalmente realizzare in vita l'ideale che si vive nell'interiorità e che per ovvi motivi non può essere veicolato.
Come ho letto di te anche io da poco più di un anno dedico qualche ora al volontariato forse sentendomi così inconsapevolmente appagato dal poter aiutare qualcuno eppure non trovo neppure qui in verità, questo arché.
E da quanto ho potuto capire non credo che consapevolmente si riesca poi a focalizzarlo, certo a capire per grandi linee si ma non completamente.
Edit: ora capisco pure meglio a cosa ti riferisci parlando di archè, ad un modello tipo le carte del Tarocco per intenderci dove ognuno esprime un qualcosa un valore o ad esempio l'esagramma o se vogliamo il segno zodiacale.
Intervenendo invece ho capito un Archetipo che sia la forma non soltanto di ogni singola creatura ma la fucina stessa di derivazione di ogni cosa, invisibile quanto visibile
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A mio avviso l'hai già trovato il tuo Archè ed è uno dei piu' complessi 
Per esempio io mi sento di dire che ogni cosa che faccio è spinta da una grande determinazione che accumuna un pò tutte le mie cose: dal lavoro, allo sport, al volontariato, ai passatempi e all'amore.
Posso sostenere che il sostegno di ogni mia cosa è basato sulla determinazione a raggiungere quell'obbiettivo, a farlo quanto meglio, ad andare contro tutto e tutti pur di arrivarci.
Non posso sostenere che il mio Archè, per esempio, sia l'amore.
Non tutto quello che faccio e' spinto da amore.. ma anche nelle cose che non gradisco piu' di tanto, metto comunque determinazione ( forse per finirle prima
) .
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Originariamente Scritto da
Alis
A mio avviso l'hai già trovato il tuo Archè ed è uno dei piu' complessi
Per esempio io mi sento di dire che ogni cosa che faccio è spinta da una grande determinazione che accumuna un pò tutte le mie cose: dal lavoro, allo sport, al volontariato, ai passatempi e all'amore.
Posso sostenere che il sostegno di ogni mia cosa è basato sulla determinazione a raggiungere quell'obbiettivo, a farlo quanto meglio, ad andare contro tutto e tutti pur di arrivarci.
Non posso sostenere che il mio Archè, per esempio, sia l'amore.
Non tutto quello che faccio e' spinto da amore.. ma anche nelle cose che non gradisco piu' di tanto, metto comunque determinazione ( forse per finirle prima

) .
In sostanza potrebbe essere la stessa Volontà che poi in definitiva è il nostro vero "Essere", noi siamo realmente Volontà che poi si manifesta in tante cose, materiali o immateriali. Fare perno quindi sulla nostra Vera Essenza da il senso ad ogni cosa che poi facciamo nel mondo. La Volontà è amare la vita ed impegnarsi senza frontiera in ogni campo a noi accessibile.
Credo che in definitiva sia l'unico arché adatto ad ogni vero uomo e vera donna.
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Originariamente Scritto da
Alis
Grazie per la risposta.
Preciso che non ti conosco, ma per quel poco che ci hai permesso di conoscere di te mi azzardo a dire che attraverso le tue risposte, io identifico il tuo Archè nella spiritualità che compare in ogni discorso che tratti, indipendentemente dall'argomento.
Penso che ognuno di noi tenda ad affrontare le scelte che la vita gli mette davanti con alcune idee prioritarie che accompagnano ogni decisione o quasi tutte.
Questo meccanismo avviene in vita, è dato dalle nostre esperienze e dagli incontri che abbiamo avuto fino ad ora ed ognuno di noi dovrebbe facilmente identificare il suo "arche' "
A mio modo di vedere, l'Arché che vorresti individuare nella personalità dell'uomo e della donna, non esiste. Ovvero: potrebbe essere aleatorio e instabile per tutta la vita, poiché la personalità cambia con il tempo e con le esperienze, e quindi anche la “predominanza”.
Perciò, se di Arché vogliamo parlare, forse potremmo trovarlo nella persona completamente matura o che abbia raggiunto la tanto agognata saggezza.
Ecco! L'Arché dell'uomo e della donna potrebbe essere rappresentato proprio dal raggiungimento di quella saggezza che, proprio perché punto di arrivo del proprio equilibrio, non avrebbe più motivo di cambiare, poiché in esso vi dimora la "coscienza" della vita, per la vita.
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Originariamente Scritto da
katerpillar9
A mio modo di vedere, l'Arché che vorresti individuare nella personalità dell'uomo e della donna, non esiste. Ovvero: potrebbe essere aleatorio e instabile per tutta la vita, poiché la personalità cambia con il tempo e con le esperienze, e quindi anche la “predominanza”. Perciò, se di Arché vogliamo parlare, forse potremmo trovarlo nella persona completamente matura o che abbia raggiunto la tanto agognata saggezza. Ecco! L'Arché dell'uomo e della donna potrebbe essere rappresentato proprio dal raggiungimento di quella saggezza che, proprio perché punto di arrivo del proprio equilibrio, non avrebbe più motivo di cambiare, poiché in esso vi dimora la "coscienza" della vita, per la vita. 
Bellissima risposta Katerpillar, volevo proprio scrivere che l'Archè è mutabile con il passare degli anni, ma hai già detto tutto tu, e hai risparmiato a tutti qualche altro mio esempio
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Originariamente Scritto da
Finalitario
In sostanza potrebbe essere la stessa Volontà che poi in definitiva è il nostro vero "Essere", noi siamo realmente Volontà che poi si manifesta in tante cose, materiali o immateriali. Fare perno quindi sulla nostra Vera Essenza da il senso ad ogni cosa che poi facciamo nel mondo. La Volontà è amare la vita ed impegnarsi senza frontiera in ogni campo a noi accessibile.
Credo che in definitiva sia l'unico arché adatto ad ogni vero uomo e vera donna.

Se non avessi scritto l'ultima frase ti avrei "contestato" tutto. Ma con la parola vero uomo e vera donna tutto ha un gran bel senso 
Ma ho "condizionato" tutti a fare le pernacchie??
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ma penso che il mio archè sia legato ad un mio concetto di onestà legato alle azioni, non alla persona, ossia, anche amici e parenti, non possono contare sulla mia complicità se ritengo che quella particolare azione sia sbagliata ma ciò non implica un giudizio negativo sulla persona. Finora pare, anche se a volte vedo sul lavoro, sopratutto, che questo mio modo di concepire la vita, lascia perplessi,in quanto gli amici si aspetterebbero sempre l'appoggio, come fanno in realtà molti, alla fine il mio comportamento è accettato, in quanto costante con tutti e nel tempo.
Altro archè potrebbe essere l'odio per le competizioni che mi ha sempre spinto a scegliere sia amici, che uomini non competitivi.
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