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Infinito e filosofia
Infinito e filosofia

Cos'è l'infinito?
I primi pensatori dell'infinito furono i Greci, che ne diedero soprattutto un'impostazione negativa. Infatti, per filosofi come Aristotele e Platone, l'idea di infinito e quella di perfezione si oppongono: per Platone, l’infinito è ciò che non si lascia penetrare dall'idea, che sta alla base della sua filosofia; per Aristotele, invece, l'infinito è l’assenza del limite
... continua a leggere Alcune idee sull'infinito...
Articolo completo: Alcune idee sull’infinito… dal blog Scuola ATuttoNet
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17-12-2010 10: 36 Annunci Google
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Se andiamo un passo indietro c'e Parmenide che ha sempre sostenuto che cio' che non e' , non puo' essere... Infinito o nulla? sono la stessa cosa se ci pensiamo... e dal momento che gli diamo un nome e li identifichiamo, allora significa che esistono , esiste qualcosa che non e' qualcosa ma che c'e
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Originariamente Scritto da
Alis
Se andiamo un passo indietro c'e
Parmenide che ha sempre sostenuto che cio' che non e' , non puo' essere... Infinito o nulla? sono la stessa cosa se ci pensiamo... e dal momento che gli diamo un nome e li identifichiamo, allora significa che esistono , esiste qualcosa che non e' qualcosa ma che c'e

Questo nome non mi è nuovo......
Sfegatato Fan di DrJ Orgogliosissimo del suo tutor nonchè papino adottivo Joshh FantamotoGP
il Fantamotomondiale sbarca su ATN
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Ti ricordi che bel dibattito ci fu' su quel Thread? alla fine non capivamo piu' se noi stessi esistevamo 
Parmenide e' uno dei miei filosofi preferiti, il primo a dare una svolta definita alla filosofia greca basata solo sugli Arche' e che ha abbracciato pensieri diversi in un epoca dove era anche solo difficile immaginare certe cose
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Originariamente Scritto da
Alis
Ti ricordi che bel dibattito ci fu' su quel Thread? alla fine non capivamo piu' se noi stessi esistevamo
Parmenide e' uno dei miei filosofi preferiti, il primo a dare una svolta definita alla filosofia greca basata solo sugli Arche' e che ha abbracciato pensieri diversi in un epoca dove era anche solo difficile immaginare certe cose

Si ricordo la discussione e ciò che aveva scatenato 
e ricordo altre tue discussioni filosofiche dove citi Parmenide
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DIci che sono fissata ???
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ognuno di noi ha in fissa un filosofo in particolare o almeno quello che ci ha fatto sentire più vicino a lui, no non sei fissata ma attratta
gli angeli esistono ma a volte non hanno le ali, allora li chiamiamo amici
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Originariamente Scritto da
Alis
DIci che sono fissata ???
No non sei fissata è solo il tuo filosofo preferito, o meglio uno di quelli checon le sue domande suscitano il tuo interesse
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Ricordo anche io le nostre passate disquisizioni filosofiche, tempi idilliaci!
E' un po' tardi per il mio neurone per filosofeggiare, ma ci provo eh 
Fra le varie citazioni nell'articolo, quella che più mi colpisce e mi è affine è quella aristotelica: "l’infinito è l’assenza del limite, cioè della forma, ciò al di là del quale vi è sempre qualcosa, ossia l’imperfetto, l’incompiuto".
Mi colpisce per come è formulato il concetto di limite: gli si da una morfologia, una forma nello spazio, la trovo una cosa molto "terrena" mentre se penso all'infinito ho in mente tutto tranne qualcosa di tangibile con mano.
Mi fa riflettere sul fatto che io sia solita associare l'infinito a qualcosa in continua evoluzione, senza ombra di dubbio, ma cristallizzabile in innumerevoli (infiniti) frammenti perfetti. A me, insomma, l'infinito da un senso di perfezione, non certo di imperfezione.
Che ne pensate?
Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli! Io sono una fan di DrJ!
Fondatrice del Club delle Donne Superiori

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Originariamente Scritto da
arcoefreccia
Ricordo anche io le nostre passate disquisizioni filosofiche, tempi idilliaci!
E' un po' tardi per il mio neurone per filosofeggiare, ma ci provo eh

Fra le varie citazioni nell'articolo, quella che più mi colpisce e mi è affine è quella aristotelica: "l’infinito è l’assenza del limite, cioè della forma, ciò al di là del quale vi è sempre qualcosa, ossia l’imperfetto, l’incompiuto".
Mi colpisce per come è formulato il concetto di limite: gli si da una morfologia, una forma nello spazio, la trovo una cosa molto "terrena" mentre se penso all'infinito ho in mente tutto tranne qualcosa di tangibile con mano.
Mi fa riflettere sul fatto che io sia solita associare l'infinito a qualcosa in continua evoluzione, senza ombra di dubbio, ma cristallizzabile in innumerevoli (infiniti) frammenti perfetti. A me, insomma, l'infinito da un senso di perfezione, non certo di imperfezione.
Che ne pensate?
Direi che l'Infinito come Ente a se è un discorso (se riferito come a persona) mentre l'Infinito come insieme di tutte le espressioni è altro discorso.
Vediamo cosa rappresenta (per me) questo secondo concetto tra l'altro riassumibile anche con poche parole: l'infinito è tutto quanto compreso avente carattere dal perfetto all'imperfetto e nelle sue varie sfumature.
Questo implicherebbe che anche noi siamo compresi in quel pezzettino di Infinito dei non ancora perfetti ma perfettibili. Quindi non ci sarebbe un limite vero e proprio, soprattutto in quello che noi pensiamo possibile, ovvero l'Infinito è l'insieme di ogni possibile realtà da noi immaginabile o meno.
Il Nulla invece (come ho letto sopra) viene a volte identificato nell'Infinito, cosa che sembra non poterne fare parte. E qui si andrebbe fuori tema ma per spiegare ci sarebbe da dire che se per noi esiste un Ente Supremo o anche più che riassume in se qualità di Bontà di Bellezza e di Verità supreme sarà anche comprensibile che il contrario di quello che noi identifichiamo (per esempio) con il Bene ossia il Male sia un non valore e come tale non assimilabile al concetto di Infinito. Ovvero assimilabile dal punti di vista temporale e temporaneo ma in via di disgregazione.
Il concetto è allo stesso tempo semplice e complesso. Se quindi esiste una Entità che è la Somma di tutti i Valori Positivi andrebbe da se asserire che ci sarà un'altra Entità con tutti Valori Negativi e qui invece c'è la differenza tra il nostro mondo e modo di vedere con quanto dicevo sopra.
In questo caso il Male è sinonimo di Non Valore e per tanto assimilabile al Nulla, ovvero ad un qualcosa in effetti mai esistito, potenzialmente e temporalmente presente ma come Valore Assoluto Universale non possibile.
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