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Discussione: Henri Bergson

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    Predefinito Henri Bergson

    Henri Bergson
    Bergson fu uno dei massimi esponenti dello spiritualismo francese, corrente nata in opposizione allo scientismo positivista. Lo spiritualismo ha come radici culturali, la filosofia di Sant'Agostino, Pascal e Cartesio. Bergson, infatti, porta una dura critica alle teorie positiviste, che con la scienza cercava di dominare la natura, sostenendo che in questo modo si andava contro la Bergsonnatura stessa. Bisognava, per Bergson, recuperare la natura spirituale dell'uomo e soprattutto la metafisica, che nel positivismo veniva subordinata alla scienza. Per Bergson, infatti la scienza non riesce a cogliere l'essenza delle cose: mentre l'analisi scientifica arriva solo al relativo, la metafisica con l'intuizione arriva all'assoluto. Egli, sia ben chiaro, non rinnega la scienza, che ha migliorato le condizioni di vita dell'uomo, ma l'eccessivo scientismo positivista che non vuole riconoscerne i limiti. La teoria piu' famosa dell'opera di Bergson e' la teoria del tempo. Bergson distingue il tempo della vita ed il tempo della scienza. Mentre il tempo della scienza e' fatto di momenti quantitativamente diversi, il tempo della vita e' fatto da momenti diversi anche qualitativamente. Il tempo della scienza, inoltre, e' reversibile, giacche' e' possibile ripetere un esperimento piu' volte, mentre i momenti della vita non si possono ricreare (durata reale). I momenti della scienza, continua Bergson, sono distinti fra loro, mentre quelli della vita si intrecciano (collana di perle e gomitolo di lana). Il tempo della vita e' concreto ed interiore mentre quello della scienza e' astratto, spazializzato ed esteriore.
    La vita per Bergson e' uno slancio vitale, un evoluzione creatrice: vitalismo. Il mondo della scienza ha pero' fermato lo slancio vita, e per recuperarlo l'uomo ha bisogno di un supplemento di anima e di mistica. Lo slancio vitale come teoria dell'evoluzione. Per quanto riguarda la gnoseologia Bergson parla di istinto ed intelligenza. L'istinto e' l'utilizzo degli organi naturali mentre l'intelligenza e' la facolta' di costruire gli utensile. Il ritorno dell'istinto nell'intelligenza e' l'intuizione. Bergson distingue una societa' chiusa, in cui l'individuo e', una parte del tutto ed ha poca liberta', ed una societa' aperta, in cui si continua lo sforzo creativo della vita. Ai due tipi di societa' corrispondono , rispettivamente: la morale dell'obbligazione e la morale assoluta. Da queste due morali nascono, rispettivamente, una religione statica, che nasce dalla paura (fabulatrice), ed una religione dinamica in sintonia con lo slancio vitale (misticismo).
    Per Bergson nella vita non c'e' nessun finalismo, nell'uomo vi e' solo la liberta'. Egli fa l'esempio della mano e della limatura del ferro che copre la mano che la attraversa e si dispone in modo ordinato. I meccanicisti ed i finalisti non capiscono che sotto la limatura c'e' la mano che e' vita.



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