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La trilogia della Vendetta
La trilogia della Vendetta
Dopo che in tanti me ne avevano parlato, tra ieri e oggi sono finalmente riuscita a vedere i tre film della cosiddetta trilogia della vendetta, del regista sudcoreano Park Chan-Wook. Beh, che dire... sticazzi!
Si tratta di tre film con storie slegate tra di loro, ma con una tematica comune, per l'appunto la vendetta. Anche se le storie sono diverse, in tutti e tre i casi affiora come la vendetta venga concepita come una cosa vuota, insomma uno sfogo fine a se stesso, dopo tutta la fatica e la sofferenza che ha portato i protagonisti alla possibilita' di prendersela. I tre film, intitolati Mr.Vendetta (Sympathy for Mr.Vengeance), Old Boy, e Lady Vendetta (Sympathy for Lady Vengeance) sono usciti in Italia rispettivamente nel 2002, nel 2005 e nel 2006...
Vago riassunto dei film
Mr.Vendetta
E' quello dei tre che mi ha colpita di piu', e che alla fine tutto sommato mi e' piaciuto di piu'. Magari in parte sara' anche che nei film dopo sapevo piu' o meno cosa potevo aspettarmi.. Si tratta di un film *molto* violento, ermetico e minimalista. Ancor piu' che negli altri due film gli avvenimenti sono mostrati "a pezzi", che non sono capace di spiegarlo ma per esempio, in una scena un tizio suona alla porta e quello che e' in casa si alza dalla poltrona per aprire, stacca e nella scena successiva quello appena entrato esce dall'appartamento e la telecamera inquadra l'altro in una pozza di sangue... i dialoghi e le colonne sonore sono ridotti al minimo, ma risulta estremamente coinvolgente. Mi ha colpita moltissimo, oltre a questo originale modo di narrare le vicende, l'importanza che viene data all'antefatto, spiegato a lungo e in un modo che pare quasi, spesso, casuale, per poi andare avanti nel film e scoprire che ogni cosa, ogni avvenimento, ogni oggetto e ogni gesto che parevano non avere un senso particolare, occupano invece un preciso tassello, ciascuno dei quali a modo suo e' fondamentale per lo svolgimento della storia. E un'interpretazione stupenda ed estremamente espressiva dei vari attori.. *_*
La vicenda parte da Ryu, un giovane sordomuto dai capelli verdi (!) con pochi quattrini e operaio in una fabbrica, che ha una sorella gravemente malata e che ha bisogno di un rene... purtroppo, pero', lui non e' compatibile come donatore, e cosi deve accontentarsi di mettersi in lista presso un ospedale... cerca di risolvere la cosa rivolgendosi a un gruppo di trafficanti di organi, i quali in cambio di un suo rene e di dieci milioni di.. boh, qualunque moneta si usi nella Corea del Sud, gliene promettono uno per la sorella... ovviamente, lo fregano. Nel giro di pochi giorni, per ironia della sorte, si libera un rene per la sorella, ma ormai Ryu non ha piu' il denaro per pagarlo. Nel frattempo, e' stato licenziato dal suo lavoro nella fabbrica.
Cosi, come ultima risorsa, assieme alla sua ragazza, una pseudorivoluzionaria comunista simpatizzante per la Corea del Nord, decide di rapire la figlia del padrone della sua ex-fabbrica per chiedergli un riscatto in modo da poter garantire il trapianto alla sorella, ma qualcosa va storto, e la bambina muore... persa ogni speranza, in un crescendo di drammaticita', si assiste a due vendette parallele, una di Ryu verso chi gli ha fatto del male, una del padre della bambina che cerca di scoprire chi e' stato a uccidere sua figlia..
Old Boy
Molto piu' curato nei dettagli, con una colonna sonora bellissima, e sicuramente molto piu' fortunato e famoso dell'opera precedente (ha vinto il premio per la regia a Cannes nel 2004) questo film e' liberamente tratto da un manga omonimo (che anche se leggevo che alla fine c'entra poco o nulla, a questo punto mi incuriosisce parecchio *_*). E' molto piu' pulp del primo, da qualche parte ho fatto caso a una frase di Tarantino che premiandolo a Cannes disse che era il film che avrebbe sempre voluto fare.. e' quindi molto meno crudo del primo, e tutta la durezza che viene a mancare viene sostituita da un evolversi della trama piu' ricercato, piu' originale, e piu' intenso, in un susseguirsi di colpi di diversi colpi di scena.
La storia narra di Daesu (che non so se si scrive cosi, ma boh ) che un bel giorno, dal nulla viene rapito.
Viene tenuto segregato per quindici anni in una sorta di prigione privata, dove per non impazzire e' costretto ad allenare il fisico e come unica compagnia ha una televisione, la sola maestra che gli insegna come cambia il mondo fuori dalla sua stanza, e la sola amica, dalle mille sfaccettature, pronta a soddisfarlo qualunque sia il suo tipo di bisogno. Proprio dalla televisione, qualche tempo dopo, viene a sapere che sua moglie e' stata assassinata, e che lui viene considerato il colpevole. Tenta qualche volta il suicidio, fino a che si impegna e rubando una bacchetta per mangiare cerca di scavare il muro per crearsi una via di fuga, ma un giorno, esattamente com'era stato rapito, si ritrova libero. Decide cosi di votare la sua intera esistenza a trovare l'abile demiurgo che l'ha imprigionato, non tanto per vendicarsi e basta, ma soprattutto per sapere perche' l'avesse fatto, il tutto con anche la speranza di poter ritrovare la figlia, della quale ovviamente non aveva avuto nessuna notizia durante la prigionia... man mano che va avanti la storia, continuano a rovesciarsi i ruoli, tra chi e' la vittima e chi il colpevole, tra chi ha in mano le redini del gioco e chi e' alle strette, fino a quando non scopre di avere solo cinque giorni per capire tutto...
Lady Vendetta
Questa volta il protagonista e' una donna, e il terzo film e' ancora piu' cervellotico dei due precedenti... come se fosse piu' razionale, piu' freddo. La violenza e la rabbia che traspaiono dal film non sono piu' quelle irrazionali e caotiche che colpiscono i protagonisti delle altre storie che si trovano sbattute in faccia le vicende nelle quali rimangono invischiati, sono bensi' piu' calcolate, covate dentro, per anni, e lasciate uscire piu' con una smorfia d'insofferenza che con un urlo di disperazione, piu' come una soddisfazione che come un bisogno.
La protagonista e'... eh, boh, una tizia di cui non saprei scrivere il nome fatto sta che questa e' una bellissima ragazza, e a vent'anni scopre di essere incinta. Non avendo una famiglia da cui rifugiarsi, chiede asilo ad un suo ex professore d'inglese, che la accoglie con se'. Diventa la sua amante e da' alla luce una bambina, ma questo professore e' un criminale, e rapisce e uccide un bambino di sei anni mentre sta con lei. Tuttavia, ricattandola con l'incolumita' della figlia, la costringe a confessare di essere la colpevole dell'omicidio, e lei passa tredici anni in carcere... qui viene considerata quasi una santa, perche' si mostra sempre buona e gentile con tutti, e si prodiga continuamente per gli altri come alla ricerca disperata dell'espiazione.
Ma, non appena esce di galera, lucidamente si mette sulle tracce del professore, per scoprire diversi segreti su di lui, mentre riprende con se' sua figlia, che era stata adottata da una coppia australiana.
Insomma, in conclusione.. se non avete lo stomachino, e se volete vedere qualche film che in diversi momenti lascia letteralmente a bocca aperta (e in molti altri a occhi chiusi ), consiglio assolutamente di procurarseli tutti e tre..
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27-03-2008 16: 20 Annunci Google
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