Thriller freddo e scientifico. La macchina da presa disegna il luogo del delitto con fantastica realtà. Newyork perde fascino e consistenza. Un bel film girato con grande maestria a descrivere un evento (una rapina) ma sullo sfondo di corruzioni e mai risolti problemi di ordine razziale
SCHEDA FILM
Quattro persone vestite da imbianchini entrano nell'affollata hall del Manhattan Trust, una succursale di un'istituzione finanziaria internazionale a Wall Street. Nel giro di pochi secondi, i rapinatori mascherati mettono la banca sotto un assedio pianificato con chirurgica precisione, e i 50 tra clienti e impiegati diventano involontari ostaggi di un furto inattaccabile. I negoziatori degli ostaggi della Polizia di NY, i Detective Keith Frazier e Bill Mitchell vengono mandati sul luogo con l'ordine di stabilire un contatto con il capo dei rapinatori, Dalton Russell, e di assicurare il rilascio degli ostaggi. Ma le cose non vanno come previsto.
CREDITI & CAST
Regia: Spike Lee
Sceneggiatura: Russell Gewirtz
Fotografia: Matthew Libatique
Musiche: Terence Blanchard
Montaggio: Barry Alexander Brown
Anno: 2006
Nazione: Stati Uniti d'America
Durata: 129'
Data uscita in Italia: 07 aprile 2006
Genere: thriller
Madeliene White Jodie Foster
Keith Frazier Denzel Washington
Dalton Russell Clive Owen
Capitano Darius Willem Dafoe
RECENSIONE
Sono di parte. Adoro Spike Lee e lo seguo dal suo primissimo film. Ho visto tutto di lui. All'apparenza questo film potrebbe sembrare lontano dal suo solito filone legato all'impegno sociale, ecc. ma in realtà non lo è piu' di tanto. Un'ora e mezza velocissima, non una battuta di troppo. Interpreti perfettamente calati nei ruoli. Si lo so si intuisce gia come andra' a finire, ma tutta la parte finale e "la storia dell'anello" sono da manuale e se vogliamo ha una sua morale nel finale.
Il trailer è in originale e si apre come il film con le regole delle "cinque w" del giornalismo americano chi-dove-cosa-quando-perché
« Il mio nome è Dalton Russel. Fate attenzione a quello che dico perché scelgo le parole con cura e non mi ripeto mai. Vi ho detto il mio nome, e questo è il Chi (who). Il Dove (where) lo potremmo anche descrivere come la cella di una prigione, ma c'è una bella differenza fra trovarsi chiusi dentro una cella e trovarsi in prigione. Il Cosa (what) è facile: ho realizzato un piano in questi giorni allo scopo di eseguire la rapina perfetta ad una banca. Che è anche il Quando (when). Riguardo al Perché (why): a parte le ovvie motivazioni economiche, è estremamente semplice... perché lo so fare. Ci resta solo il Come da svelare. Ed è qui - il grande Bardo direbbe - che c'è l'intoppo. »
non l'ho visto! e dire che anche io l'adoro, ma questo l'ho perso!
mi è piaciuto moltissimo fa' la cosa giusta, davvero molto toccante. la 25^ ora si scontra con altri 2 o 3 per il podio del mio film preferito .
un genio assoluto!
Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Achille Campanile
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