-
Terremoto in giappone: quali rischi nucleari?
Dopo il devastante terremoto che ha colpito il Giappone tutti in queste ore si stanno preoccupando e chiedendo "quali sono i rischi nucleari in cui siamo coinvolti?" dopo aver assistito allo scoppio di una delle 55 centrali nucleari del paese nipponico, quella di Fukushima Daiichi, situata nei pressi della città di Onahama a circa 270 chilometri da Tokyo.
Per saperne di più..
Il Giappone, un paese che convive con i terremoti, dispone di un piano di difesa delle centrali nucleari, le quali alle prime scosse attivano di norma un sistema di spegnimento automatico dei radiatori nucleari.
Ma cosa è successo alla centrale di Fukushima Daiichi?
Purtroppo a seguito del terremoto dell'11/03/2011 alla centrale di Fukushima Daiichi, tra l'altro una delle più grandi centrali nucleari al mondo (con i suoi 10 reattori), si sono verificati alcuni seri problemi.
Dei 10 reattori, due hanno avuto problemi all’impianto di raffreddamento. Ad uno di questi le ultime fonti affermano che il sistema di raffreddamento sia stato completamente compromesso.
Gli altri reattori per il momento sono stati chiusi.
Tuttavia, secondo la Tokyo Electric Power Company, lo spegnimento del reattore compromesso non equivarrebbe ad un mancato pericolo, in quanto urge mantenere attivo l’impianto di raffreddamento perchè, secondo le dichiarazioni della stessa compagnia, il rischio potrebbe essere che i reattori dello stesso plesso possano danneggiarsi.
Il rischio scongiurato da tutti noi è che si verifichi una fusione del nucleo, come quella che si ebbe a Three Mile Island, evento ricordato come l'incidente nucleare statunitense, che generò una parziale fusione del nucleo.
Secondo le agenzie di stampa c'è il rischio che anche in Giappone possa essere in atto una fusione.
Intanto sono oltre 51.000 le persone fatte evacuare in un raggio di 10 km circa dalla centrale.
Le autorità giapponesi stanno lavorando in queste ore per valutare la possibilità di un rilascio controllato del vapore radioattivo al fine di ridurre la pressione ed evitare la fusione e comunque ritengono remoto il verificarsi di uno scenario catastrofico.
Intanto a noi non resta che incrociare le dita affinchè vada tutto per il meglio, non solo per la centrale ma per le condizioni in cui versa in questi giorni l'intero paese.
-
-
13-03-2011 03: 10 Annunci Google
Segnalibri