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Mangiare pesce crudo
Mi e' capitato di recente di mangiare del pesce crudo in un ristorante a Terzigno, vicino S. Giuseppe Vesuviano (Na). Devo ammettere che il pesce era freschissino, ma qualcuno mi ha detto che mangiare pesce crudo comporta dei rischi.
Sapreste darmi consigli su quale tipo di pesce mangiare in tranquillita'.
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19-11-2007 19: 49 Annunci Google
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Se non vengono lavati bene, credo.
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Originariamente Scritto da
Dog
Se non vengono lavati bene, credo.
il fatto e' che ci sono dei vermi che lasciano delle larve all' interno del pesce, che una volta ingerito ( crudo ) , le larve si schiudono e potrebbero attaccere l' intestino causando un' ulcera perforante.
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Comunque è meglio che i pesci vanno mangiati cotti, dipende dal tipo di pesce.
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Il pesce crudo come la carne ha diverse controindicazioni: la cottura comporta la morte di tutti quei batteri che possono essere presenti.
Un consiglio: mangiate carne (al sangue) o pesce crudo solo dove avete la certezza che vi sia qualità e igiene.
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Purtroppo la certezza non l' avrai mai. Dovresti analizzare anche il pollo che uccidi nella tua aia, quindi lo cuoci e risolvi
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Potenziali svantaggi del pesce
Mangiare pesce crudo, come nel sushi e nel sashimi, tipici piatti giapponesi, comporta un grave rischio di intossicazione alimentare, perchè i pesci sono ospiti intermedi di molti parassiti, fra cui vermi che possono infestare le carni di alcuni di essi, quali le aringhe, ma soprattutto di pesci d'acqua dolce. Queste intossicazioni sono più frequenti in Oriente ed evitabili applicando norme igieniche rigorose e con la cottura. Il pesce, comunque, dovrebbe sempre essere consumato cotto per evitare anche problemi di carattere microbiologico. Come è ben noto la conservabilità del pesce è molto limitata perchè esso viene rapidamente degradato dai microrganismi se non è mantenuto a bassa temperatura. Anche a temperatura di frigorifero le reazioni di degradazione, sia pure rallentate, continuano, quindi il pesce definito ''freschissimo'' (cioè pescato da un giorno) passa allo stato ''fresco'' (ancora di qualità apprezzabile), a quello ''stantio'' (non pericoloso per la salute, ma di qualità scadente dal punto di vista organolettico), mentre è definito ''alterato'' quando l'odore e l'aspetto ne compromettono la commestibilità.
I pesci grassi, come il tonno, le aringhe e gli sgombri, devono essere conservati a basse temperature fin dal momento della cattura e poi consumati al più presto ben cotti, perchè altrimenti possono provocare disturbi di stomaco, eruzioni cutanee e cefalea, fenomeni noti come intossicazione istaminica da sgombridi che si pensa sia la conseguenza di una proliferazione di particolari batteri su di essi, che liberano istamina o sostanze analoghe.
Il miglior modo per consumare il pesce è cuocerlo al vapore, al forno o alla griglia. Ricerche di laboratorio indicano che il pesce affumicato può contenere sostanze potenzialmente cancerogene e non dovrebbe essere consumato abitualmente.

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Tempo fa, in un servizio trasmesso da ‘Gambero rosso’, il canale di RaiSat dedicato alla cucina, facevano vedere che al mercato ittico di Tokyo i pesci (tonni in quel caso) non venivano commercializzati freschi o appena pescati, ma dopo una ‘frollatura’ di qualche giorno; questo sia per i gusti dei consumatori giapponesi, ma anche, dicevano, per una maggiore digeribilità del pesce. Questo prodotto risulta però perfettamente digeribile da uno stomaco di un giapponese, ma può provocare dei problemi a noi occidentali: anche le abitudini alimentari, che si acquisiscono col tempo, possono influire quindi sulle ‘reazioni’ che il singolo può avere di fronte ad un piatto di pesce o carne più o meno cotto. Del resto gli stessi francesi, si dice cucinino il pollo dopo una lunga frollatura, al limite della degenerazione della carne.
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Io preferisco mangiarli al cotto.
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Bhe, il tataki di tonno è grandioso!
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