Microsoft ha appena ottenuto un brevetto per un digital rights management destinato al P2P.

Redmond ha brevettato un DRM versione shared, un sistema di frazionamento della licenza necessaria a decriptare un file, che utilizza chiavi pubbliche e private come meccanismo per ricostruire la licenza stessa. Tale metodo permetterebbe di scambiare con il P2P fonti protette ma utilizzabili.

Il P2P non sarebbe attualmente controllabile da parte delle major. Regno del passaggio di file sottobanco, difficilmente le detentrici dei diritti riescono a intervenire, se non indirettamente con pressioni e processi. Il P2P rimane così perlopiù incontrollabile e per questo "è diventato - si legge nella descrizione dell'invenzione - complice nell'infrazione del copyright delle opere scambiate attraverso le sue reti". Oltretutto non ha la possibilità di mantenere un sistema centralizzato di licenza

Domanda deposita nel 2003, per alcuni osservatori resta un'idea ormai vecchia: in fondo il sistema di protezione DRM adottato dall'industria dei contenuti per difendere il proprio materiale coperto da copyright è stato lentamente accantonato per la domanda di file non protetti da parte degli utenti, in primis dagli store centralizzati come Amazon e iTunes.

Con questo brevetto, tuttavia, Microsoft sembrerebbe voler ribaltare la questione: non si tratterebbe più di bloccare gli scambi P2P, finora individuati come esclusivo canale di pirateria, ma di trasformarli in canali di distribuzione di materiale legalmente ottenuto. Potenzialmente qualsiasi tipo di file, anche MP3 e DIVX, potrebbe circolare protetto e libero. Controllare l'incontrollabile sarebbe possibile.
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Di Claudio Tamburrino

Fonte Punto Informatico