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Multata perché parla al cellulare mentre guida: è sordomuta
Multata perché parla al cellulare mentre guida: è sordomuta
Un’automobilista romana è stata multata dai vigili urbani perché pizzicata, questa la tesi dei pubblici ufficiali, mentre rispondeva al cellulare priva di auricolare. Il vigile, evidentemente, pensava di poter staccare l’ennesima multa della giornata e, preso di mira una delle tante macchine circolanti nella trafficata via Tuscolana, ha compilato soddisfatto il verbale: 68 euro con tanto di decurtazione di 5 punti dalla patente.
Staccare una multa "in più" costa caro al comune di Roma - La ragazza, ricevuto il verbale a casa, non sarebbe stata infatti fermata il giorno dell'infrazione, ha presentato ricorso al giudice di pace, vincendo la sua causa contro il comune. Qual'era la sua giustificazione? Niente di particolare, la ragazza è semplicemente sordomuta e come tale non poteva utilizzare il cellulare. Il giudice, Saverio Del Gaizo, ha pertanto riconosciuto la tesi della giovane condannando lo stesso comune di Roma al pagamento delle spese di giudizio. Il grottesco verbale di contravvenzione emesso nei confronti di Maria Bartoccini era finito al vaglio del giudice in seguito al ricorso presentato dall'avvocato Diego Perugini.
Il giudice: "Anche i vigili possono sbagliare" - Del Gaizo non ha potuto fare altro che prendere atto della svista involontaria dei vigili urbani, anche in considerazione del fatto che è sordomuto pure il marito della signora Bartoccini, abituale conducente dell'auto di famiglia. "Di fronte all'evidenza della ragione - ha commentato l'avvocato Perugini - è caduto l'assioma dell'infallibilità dei vigili urbani. Tutti possono sbagliare, anche loro"
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30-10-2008 10: 34 Annunci Google
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