Una notizia bomba (che non ci daranno mai…)
Recenti studi condotti presso il Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Bristol hanno dimostrato, contrariamente a quanto ci viene gridato da tutte le parti, che il valore dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera NON è variato assolutamente negli ultimi 150 anni.
Come tutti i climatologi seri sicuramente sanno, la maggior parte delle emissioni di CO2 derivanti dalle attività umane non rimangono nell’atmosfera, ma vengono assorbite dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri. Solo il 45% rimane nell’aria ed influenza il clima. Molti illustri scienziati (ma sarà poi vero a questo punto?) hanno però dichiarato e imposto come assioma che gli oceani e le piante non riescono più a sostenere la quantità mostruosa di anidride carbonica prodotta dall’uomo e che quindi la nostra atmosfera si sta arricchendo sempre più di questo terribile gas, causando irrefrenabili variazioni climatologiche.
In effetti, e qui sta il bello, il vero pericolo che tutti i media ci prospettano è proprio questo aumento indiscriminato della CO2 libera nell’atmosfera. Ed hanno ragione, in quanto solo questa può causare cambiamenti climatici anche importanti. Ma se per caso questa affermazione senza appello fosse errata? Crollerebbe automaticamente tutto il castello di carte relativo alle colpe dell’uomo.
Ebbene, sembra proprio che siano tutte frottole! Il professore Wolfgang Knorr (non quello del dado) dell’Università di Bristol, celebre studioso di Scienza della Terra, ha rifatto i calcoli utilizzando i dati originari (e non quelli più o meno elaborati). Il risultato è straordinario: negli ultimi 150 anni, e in particolare negli ultimi 50, non si è riscontrata alcuna variazione della quantità di CO2 presente in atmosfera. In altre parole, gli oceani e le piante hanno continuato e continuano a svolgere tranquillamente il loro lavoro, senza dar segni di sofferenza.
Possibile che nessuno se ne fosse accorto prima? O magari si è preferito tacere?
Il “trend” della CO2 negli ultimi 150 anni è stato stabilmente intorno a 0.7 +/- 1.4 per decade. Per chi mastica appena appena un po’ di matematica, questo risultato vuol dire praticamente ZERO.
Stiamo comunque tranquilli: nessuno parlerà di questa scoperta!
fonte: Astronomia.com



LinkBack URL
Informazioni sui Linkbacks


Rispondi Citando



Segnalibri